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Il veterinario risponde

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Le ultime 10 risposte del veterinario

Domanda del 18.9.2018

Buongiorno
al mio gatto di un anno e mezzo, sterilizzato, hanno diagnosticato una stomatite ; negli ultimi due mesi gli abbiamo fatto solamente due iniezioni di cortisone ma le cose sono migliorate solo per pochi giorni.
Adesso sono alcuni giorni che mangia poco, sta sempre rannicchiato in un angolo ed emette dei versi molto forti dovuti ai dolori delle gengive.
Ho provato a mettergli un gel sulle gengive ma e' molto difficile aprirgli la bocca.
Non esiste in commercio qualche altro prodotto piu' facile da somministrare per lenire il dolore.
Grazie in anticipo

Buongiorno, se il suo gatto ha un problema tanto grave così giovane direi che deve affrontare la situazione in modo diverso.
Purtroppo la prima cosa da fare è una serie di esami del sangue, sia generali sia per le malattie infettive più frequenti.
Infatti spesso tali stomatiti sono dovute alla "Immunodeficenza Virale Felina" (la cosidetta FIV), causata da un brutto e cattivissimo virus che può danneggiare tutto l'organismo ed addirittura portare l'animale al decesso.
Inoltre bisogna testare anche la "Leucemia virale felina" o FeLV che spesso si accompagna alla FIV.
Il cortisone non è curativo nel caso specifico ma solo può essere un farmaco che allieva parte dei sintomi, ma va accompagnato per forza da una diagnosi e da terapie specifiche e non casuali e superficiali "tanto per provare".
Mi spiace dirle che non credo sarà nè semplice nè economico portare il suo micio verso una diagnosi ed una - si spera - terapia, ma eviti le scorciatoie perchè non esiste cura senza diagnosi, e la stomatite NON è in questo caso una diagnosi ma solamente un sintomo di qualcosa di più grande, e significa semplicemente, traducendo in italiano, che è una "infiammazione delle gengive e della bocca".
Se la facessero a me una diagnosi così senza dirmi a cosa sia dovuta davvero cambierei subito medico.
Non crede che il suo gatto si meriti un vero aiuto? Vada in una struttura universitaria od in una clinica/ospedale veterinario di zona di referenza ben attrezzato dove operano veterinari esperti/specialisti di medicina felina.
cari saluti
Dr Emanuele Minetti
DVM Specialista in sanità pubblica veterinaria
www.biessea.com

Domanda del 12.9.2018

Buongiorno il mio gatto maincoon di 13 anni ha iniziato circa due mesi fa ad avere problemi di masticazione che lo hanno portato a mangiare pochissimo.dimagroto fa strane mosse con la bocca e la lingua e sembra sgranocchiare.lho portato più volte dal veterinario ma è andata sempre peggio anche se l'emocromo è buono ed i reni sotto controllo.dallecografia stomaco ok ma c'è una piccola viste di 1.5 cm al fegato.come antiinfiammatorio ho fatto x 2 giorni cortisone e visto che dandogli la pappa forzatamente con la siringa e vomitava prima un antivomito poi visto che dopo un paio di giorni non funzionva il ranidil tutto sotto controllo del verbale.in tutto questo tempo sto facendo le flebo con ringer lattato e vitamine pediatriche.il gatto ha appetito ma non riesce a mangiare e se lo forzo con poca pappa con la siringa passa poco tempo e vomita.
È diventato pelle ed ossa ed io sono disperata e non so cosa fare.non vorrei perderlo...proprio così... è la mia vita...
Grazie se possibile per la risposta
Gloria Muti
3342409721

Buongiorno, se vuole fare qualcosa credo sia necessario un ricovero in un ospedale veterinario di referenza nella sua zona, come farebbe con un figlio od un parente in una situazione simile.
Una volta capita la situazione con una diagnosi ed una prognosi precise, sapendo quindi se può essere gestibile oppure no, potrà avere le risposte che sta cercando nel suo cuore e che io purtroppo da lontano non le posso dare.
Cari saluti
Emanuele Minetti
DVM Specialista in sanità pubblica
www.biessea.com

Domanda del 12.9.2018

Buongiorno...ho ritrovato il mio gatto dopo un mese di ricerche..uscito da casa in sbaglio..sempre stato in casa 3 anni.ora vive nel cantiere vicino a casa e non si fa più avvicinare...porto cibo e acqua...ho provato con un trasportino ma lui entra solo a metà mangia e come mi abbasso x dare una carezza scappa...la soluzione sarebbe una gabbia trappola..ma dove potrei noleggiarne una..?nelle vicinanze??,!abito a Bornasco pv.grazie!

Buongiorno, chieda ad un clinica veterinaia grande in zona, oppure ad una associazione animalista od ad ENPA nazionale che la indirizza in loco.
Di solito intervengono loro direttamente.
Emanuele Minetti
DVM Specialista in sanità pubblica
www.biessea.com

Domanda del 11.9.2018

Salve..mi chiamano Szilvia.ho una domanda che riguarda un cucciolo di cane di appena 9 settimana.sono una ragazza ungherese che vive in italia e dovrei andare in ungheria a 1 ottobre in macchina e mi piacerebbe portare con me il cucciolo per fare un regalo la mia mamma .in povera parole lo porterei solo ma non tornerebbe con me in italia ,ma non so come fare in pratica non ho la minima idea che documenti servono o dove dovrei portare per fare i documenti.non so ne anche che per i vaccini devo fare io o mia mamma in ungheria e questo vale anche per il passaporto.la prego di rispondere.grazie mille.

Buongiorno, deve andare da un medico veterinario privato subito e poi dal veterinario ufficiale in apposito ufficio che le verrà indicato con appuntamento per il rilascio del passaporto.
La procedura necessita di passaggi precisi che in base ai paesi attraversati può cambiare, pertanto non esiste una risposta univoca ma alcune diverse possibilità.
Saluti
Emanuele Minetti DVM Specialista in sanità pubblica
www.biessea.com

Domanda del 11.9.2018

Buongiorno Dott. Minetti, ho una cagnetta Lulù di mezza taglia di 7 anni. Lulù mangia spesso l'erba, certe volte anche una volta al giorno. Ha qualche significato? E' normale?
Ringrazio per la Sua cortesia.
Alberto

Buongiorno, le cause sono numerose, magari una piccola infiammazione gastroenterica oppure invece nulla di patologico ma solo una abitudine istintiva da non modificare.
La faccia rivalutare dal suo veterinario di fiducia se è in ansia.
Emanuele Minetti
DVM Specialista in sanità pubblica
www.biessea.com

Domanda del 23.7.2018

Buongiorno gentile dott. Minetti,
Le scrivo per chiedere un suggerimento: il mio cucciolo (labrador, 4 mesi) durante delle gite in montagna (2 settimane fa e ieri) ha purtroppo ingerito delle lumache. Alcune sono riuscita a togliergliele dalla bocca immediatamente, ma due le ha ingerite.
Informandomi in internet ho scoperto che le lumache possono essere portatrici di angiostrongili e alcuni sostenevano che il cardotek plus che sto già dando al cane funzioni in caso di questa infestazione, altri no.
Allora ho chiamato il veterinario ma ho potuto parlare solo con la receptionist la quale mi ha consigliato di fare a priori un esame delle feci. Le ho chiesto se nel caso le tempistiche sono tali da poterlo eseguire subito in questi giorni, mi ha detto che pensa di sì. In internet però leggo che, in caso di infestazione, le larve non sono da subito rinvenibili nelle feci del cane, ma non danno delle tempistiche precise.
Secondo Lei quando devo far eseguire il test?

La ringrazio davvero molto per l'attenzione.

Matilde

Buongiorno, poichè non sempre l'esame delle feci (da fare su tre giorni con apposita metodica) è sicuramente positivo o sicuramente negativo le consiglio di trattare comunque il cane chiedendo al suo veterinario curante il migliore farmaco possibile con un protocollo corretto - più somministrazioni distanziate nel tempo - e non fai da te. Esiste anche un test su sangue che in parte supera il problema di quelli su feci.
Io evito sempre e comunque di consigliare terapie e farmaci perchè la medicina si fa con il paziente reale nella realtà e non tramitte "Dr Internet".
Esponga quindi al collega dubbi ipotesi e desiderio di soluzione immediata onde evitare che l'infestazione diventi tale con problemi poi di difficile eradicazione.
Cari saluti
Emanuele Minetti DVM SSPV
www.biessea.com

Domanda del 21.7.2018

Buonasera, le scrivo per disperazione. Abbiamo un pastore tedesco di 8 anni, Full, che soffre di intolleranza gastrointestinale e fistole perianali. Negli ultimi due anni abbiamo fatto ogni genere di esame clinico e tentato cure con medicine e terapie (laser), senza risultati. Ad oggi siamo riusciti a stabilire la corretta alimentazione che gli permette di sopravvivere, ma le fistole non guariscono e il cane è totalmente incontinente, per cui perde feci ed urina ovunque e in qualsiasi momento. Purtroppo viviamo in appartamento e la situazione è diventata insostenibile, per noi e per i nostri vicini di casa. Non sappiamo più cosa fare. Oltretutto è sempre stato aggressivo con gli altri cani, quindi non può convivere con altri. Vorremmo sapere se esiste un ricovero per cani malati dove però non venga soppresso, purtroppo non è più possibile tenerlo in casa. Abitiamo a Bologna. La ringrazio per qualsiasi consiglio vorrà darci.
Valentina Dotti

Buongiorno a lei, difficile darle torto sulla disperazione.
Se vuole inviarmi analisi e cartella clinica può farlo in privato perchè così non posso aiutarla.
Cari saluti
Emanuele Minetti DVM SSPV
www.biessea.com

Domanda del 20.7.2018

Buongiorno dott. Minetti, la mia cagnolina (incrocio Beagle nata il 1/1/18) ha avuto in data 01/07 una crisi convulsiva (muoveva a scatti le zampe contro muso e orecchi stando a terra lunga sul fianco, ha fatto pipì da coricata, aveva gli occhi sbarrati come se non vedesse). Il tutto è durato pochi minuti e poi si è ripresa come niente fosse. Stesso discorso alcuni giorni fa ma in maniera molto lieve: tremava, è rimasta un paio di minuti con lo sguardo fisso e sembrava aver difficoltà ad alzarsi sulle zampe posteriori.
Crisi simili le hanno avute altri 3 fratellini/sorelline (su 7 totali) della stessa cucciolata.
Due giorni fa ho portato la piccola in una clinica neurologica e sono stati fatti esami del sangue a digiuno e poi dopo aver mangiato, per valutare se si tratti di shunt porto sistemico. Visti i risultati, dal punto di vista epatico e renale non dovrebbero esserci problemi; mi è stato detto di aspettare un paio di settimane per vedere se ci sono nuove manifestazioni e poi valutare risonanza e prelievo del liquor per capire se c'è un problema neurologico con alla base un anomalia congenita o un infezione.
Lei cosa mi consiglia? Da un lato stare ad aspettare che riaccada mi crea ansia e penso: se non dovesse riaccadere (speriamo) allora non facciamo altri controlli? Dal'altro l'idea di fare un anestesia totale a 3 mesi e mezzo mi fa paura.
La piccola è vivace, gioca corre e salta tutto il giorno. Mangia con appetito e non ha episodi di dissenteria e vomito (solo una volta cioè ieri). Ha fatto il primo vaccino (nobivac Ceppi) in data 30/05/2018) e in data 25/06 ha ripetuto lo stesso insieme al Nobivac L4.
La ringrazio anticipatamente e mi scuso per il lungo messaggio.
Un caro saluto, Lara

Buongiorno, deve seguire alla lettera i colleghi che la hanno visitata.
Ovviamente una crisi non crea problemi importanti al suo cane.
Cari saluti
Dr Emanuele Minetti DVM SSPV
www.biessea.com

Domanda del 19.7.2018

Il mio cane ha una strana bolla rossa vicino al collo sotto il collare anti-pulci con puntine di sangue. Cosa é?? Come riesco a fargliela passare.

Buongiorno, non potendola vedere non le so rispondere, quindi lo porti dal suo medico veterinario per un consulto.
Cari saluti
Dr Emanuele Minetti DVM SSPV
www.biessea.com

Domanda del 18.7.2018

Gentile dottore,
sono una ragazza amante dei gatti ma sfortunatamente allergica ad essi. La mia allergia si è sicuramente affievolita negli anni ma in casi di convivenze più lunghe coi gatti torna a farsi sentire (per fortuna non ho asma ma solo prurito e arrossamenti cutanei e qualche starnuto).
Per questo motivo avevo pensato ad un gatto ipoallergenico.
Esistono davvero gatti di questo tipo? Se si, quali sono le razze e le verifiche necessarie da effettuare?
La ringrazio in anticipo per l'attenzione che vorrete concedere alla mia richiesta

Un saluto

Buongiorno, in realtà non esistono gatti che non creino in un soggetto allergico reazioni ma solo gatti che ne possono creare meno per una serie di motivi.
Pertanto la cosa migliore è fare un test andando in un allevamento di gatti siberiani e vedere cosa le succede quanto a sintomi clinici e poi cercare in rete come fare per diminuire ulteriormente con banali accorgimenti igienici la carica di antigeni ambientali.
Esiste ovviamente anche la desensibilizzazione presso una struttura ospedaliera umana di allergologia.
Cari saluti
Dr Emanuele Minetti DVM SSPV
www.biessea.com