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Il veterinario risponde

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Le risposte di Novembre 2014

Domanda del 17.11.2014

Salve Dottor Minetti,

le scrivo per una domanda su un tema diverso da quelli che affronta abitualmente sul sito, una questione etica più che medica.

Due gatti frequentano casa mia sempre più assiduamente, inizialmente per poche ore alla volta, ora quasi tutto il giorno.
Chiedendo nelle case vicine ho scoperto che hanno un padrone, non particolarmente interessato a loro, che lavorando fuori città li lascia fuori casa regolarmente. Dopo tre mesi ancora non sono riuscito a contattarlo o trovarlo in casa.

Io vorrei portare a visitare questi due gatti, entrambi hanno bisogno di essere sverminati (e di un check up generale), quindi suppongo non vengano fatti visitare e curare dal loro padrone.

Cosa si rischia, legalmente, a portare a far visitare dei gatti altrui? Non mi è chiaro neppure come si definisca la proprietà o responsabilità verso un animale, in Italia, soprattutto nel caso dei gatti che in qualche misura scelgono dove vivere.
So che la soluzione ideale sarebbe di parlare direttamente con il loro padrone, ma ormai non so più cosa tentare, su quel fronte.

Grazie per l'attenzione, e mi spiace se non sono problemi di natura strettamente veterinaria.
Andrea

Buongiorno, invece sono problemi veterinari che ogni giorno ci troviamo a dover affrontare.

Nel caso specifico lei potrebbe contattare la ASL Veterinaria della sua città (e magari anche l'Ordine dei Veterinari della sua provincia) scrivendo una mail come ha fatto a me.

Avvisati gli organi di vigilanza non si deve fare scrupoli a portare i due gatti da un veterinario di sua fiducia.
Tenga presente che se il padrone teorico non se ne occupa, e la ASL lo conferma con una ispezione in loco - i gatti diventano res nullius e lei può accudirli, può adottarli ed ufficialmente diventarne il legittimo proprietario.

Deve però fare le cose per bene tracciando i vari passaggi onde evitare spiacevoli questioni fra vicini. credo anche che il proprietrio (teorico) sia disposto e magari ben felice a regalarglieli o diciamo almeno condividerli.
Mi tenga informato.

Dr Emanuele Minetti
Viale Monteceneri 64 Milano.

Domanda del 17.11.2014

Buonasera Dottor Minetti,
le scrivo per avere una sua opinione riguardo al problema della mia gattina(9 anni)
Dal mese di luglio Titti non sta bene: ha cominciato col vomitare e dopo averla portata dal veterinario(in seguito ad analisi,ecografie,lastre ecc), le è stata diagnosticata una gastrite acuta(curata con ranidil) ed un'ansa ingrossata a causa di un bolo di pelo. Una volta espulsa la palla di pelo, la mia gatta non è comunque guarita.
Dall'addome provengono forti rumori, le capita di vomitare quel poco che mangia e soprattutto noto degli stranissimi movimenti sottocutanei nella zona della pancia: qualcosa si gonfia e "si sposta" per poi sparire.
Cosa mi consiglia?
Spero in una sua risposta,
Grazie.
Veronica.

Buongiorno Veronica, credo che il suo gatto debba finire nelle mani di un bravo internista e/o gastroenterologo veterinario.
Non sono pochi infatti i casi in cui sotto una causa apparentemente banale poi invece si nasconde un problema più serio.
Nello specifcio credo sia necessario escludere la presenza del cosidetto linfoma alimentare, ed eventualmente eseguire una endoscopia ed altre indagini.

Cari saluti
Dr Emanuele Minetti
Viale Monteceneri 64 - Milano
www.biessea.com.

Domanda del 17.11.2014

Buongiorno, ho un maltesino di un anno e mezzo e da 10 giorni chiede insistentemente da bere; se riempio sino all'orlo la ciotola la beve tutta e se metto altra acqua la beve ancora. Ho iniziato a razionare l'acqua e a dargliela solo quando mangia o a distanza di qualche ora; abbiamo fatto l'esame delle urine ed è perfetto (anche urinocoltura).
Cosa posso fare? Posso attendere qualche settimana o bisogna fare urgentemente altre analisi? Ovviamente bevendo di più fa anche più pipì, anche dentro casa. La ringrazio e attendo consigli. Cordialmente. Roberto

Buongiorno Roberto, vista l'età ed i sintomi deve assolutamente eseguire altre indagini: un profilo biochimico completo sul sangue, eventuali esami ormonali per escludere malattie della ghiandola surrenale, una ecografia addominale.
Serve una diagnosi immediata per evitare che il problema - sicuramente c'è un problema - diventi di difficile gestione e cura.
Cari saluti
Dr Emanuele Minetti
Viale Monteceneri 64 - Milano
www.biessea.com

Domanda del 18.11.2014

Gent. dott., vorrei esporre una situazione che riguarda una possibile esposizione alla toxoplasmosi da gatto: nel cortile di casa mia c'è un gatto di circa un anno nato nel giardino, li abbiamo sempre portato da mangiare cibo industriale x gatti, su piatti di plastica che poi mia madre, servendosi di carta come i volantini delle offerte per evitare il contatto diretto, provvede a togliere gettandolo nella nostra pattumiera in casa, poi si lava accuratamente le mani aggiungendo dopo lisoform medical disinfettante, anche io e mio fratello non lo tocchiamo mai con le mani, ma l'animaletto essendosi affezionato, fa le fusa strofinandosi sotto i pantaloni o graffiando con le zampe le scarpe e raggomitolandosi sotto i nostri piedi e inoltre mia madre scende in pantofole, quello che vorrei domandarle e se tutto ciò che ho descritto ci pone effettivamente al rischio, sempre ammesso che il gatto abbia la toxoplasmosi o meno, che possa trasmettere l'infezione per il contatto di cui sopra, cioè per il fatto che passa vicino ai nostri pantaloni strofinandosi, sulle scarpe o perché mia madre non dovrebbe portare nella pattumiera il piatto utilizzato dall'animale, noi però stiamo attenti all'igiene, laviamo spesso le mani disinfettandole dopo col lisoform, ma il batterio, se c'è, potrebbe passare sugli indumenti e di lì al nostro organismo, o possiamo stare tranquilli? aspetto una sua risposta. Grazie anticipatamente.

Buongiorno, la toxoplasmosi è una malattia che l'uomo contrae praticamente solo ingoiando materiale fecale di un gatto ammalato in fase di eliminazione.
Ciò da quello che lei descrive ritengo sia praticamente impossibile: il gatto sta bene, voi siete attenti ed appligate notevolissime norme igieniche.
Non si può contrarre quindi tramite l'aria od il semplice contatto, non si contrae affatto facilmente.
Pensi che sembra che il 98% dei casi di contagio per l'uomo dipenda da ingestione di alimenti crudi (carni crude non sottoposte a stretti controlli sanitari, verdure male lavate o prese direttamente nei campi ed ingerite, eccetra eccetera) al punto che i nostri poveri gatti tanto maltrattati NON sono che uno dei passaggi del ciclo della malattia.
La causa quindi è quasi sempre alimentare per scarsa igiene e pulizia, ed il suo gattone deve solo ricevere le giuste attenzioni che si merita.
Non ascolti gli ignoranti e le cassandre, ascolti chi si intende di queste cose ed ha le competenze giuste per parlare.
E' molto più pericoloso andare in tram alle ore di punta a Milano stipati come sardine ammalandosi, stia tranquillo!!
;-)
Cari saluti
Dr Emanuele Minetti
Specialista in Sanità Pubblica Veterinaria
Viale Monteceneri 64 - Milano
www.biessea.com

Domanda del 18.11.2014

Buongiorno ho un cane di 13 anni da 3 diabetico da circa 2 mesi ha una tosse con conati bianchi tipo schiusa il veterinario ha fatto esame filari risultata negativa e una lastra ai polmoni dicendomi che in uno c era un ombra scura mi ha dato antibiotici e sciroppo ma la tosse non è migliorata cosa possiamo fare?grazie

Buongiorno Massimo, a mio parere serve una ecocardiografia ben fatta da un veterinario esperto in cardiologia.
Fatto questo passo se il cane non ha patologie al cuore si deve iniziare un iter complesso con altre radiografie, ed eventualmente una broncoscopia con lavaggio broncolaveolare, per arrivare ad una diagnosi precisa.
Esiste anche la possibilità di eseguire una TAC toracica per cercare di capire se la massa è davvero tale e magari darle un nome. Il cardiologo usualmente indirizza, dopo il suo esame, a quelli in più e/o collaterali necessari per porre una diagnosi assolutamente precisa.
Bisogna in tutto questo anche capire bene se il diabete è ben controllato oppure no.
Cari saluti
Dr Emanuele Minetti
Viale Monteceneri 64 - Milano
www.biessea.com

Domanda del 18.11.2014

Buonasera, sono Federica e ho una gattina di 7 mesi appena sterilizzata. Le sto dando come cibo le crocchette della Royal Canin fino a un anno d'età, ma ho visto che esistono crocchette specifiche per le gatte sterilizzate. Innanzitutto volevo sapere se la Royal Canin fosse una buona marca, e poi se potevo fare affidamento sul nuovo mangime per gatte sterili, o se ci sono qualche controindicazioni. Grazie della pazienza, cordiali saluti
Federica

Buongiorno Federica, può tranquillamente somministrare il mangime specifico per gatte sterilizzate così da impedire alla gatta di ingrassare appena sterilizzata in una fase critica.
Ne parli comunque con il suo veterinario che potrà adeguatamente valutarne la crescita somatica e le necessità nutrizionali.
Cari saluti
Dr Emanuele Minetti
Medico veterinario
Viale Monteceberi, 64 - Milano
www.biessea.com

Domanda del 19.11.2014

mi scusi se la disturbo vorrei un consiglio ho un pincer femmina di 14 mesi sterilizzata vorrei sapere quanto deve mangiare al giorno premetto che non è amante del cibo secco con fatica riesco qualche volta a darle è un po carente di pelo sugli arti e sulla pancia le do del integratore ultima domanda quanto deve pesare? la ringrazio anticipamente

Buongiorno, purtroppo alle sue domande non posso rispondere perchè ogni risposta necessita almeno una visione d'insieme del cane dal vivo.
Infatti il peso è in relazione alle dimensioni, ma soprattutto conta il cosìdetto "punteggio delle condizioni fisiche" che si ottiene con precise verifiche sul paziente durante la visita di base.
Quindi anche il "quanto mangia" dipende da come il suo cane è davvero, dalla vita che fa, eccetera.
Mi spiace ma senza una vera visita non si può arrivare da nessuna parte, del resto il suo cane non è una macchina che consuma benzian ed olio ;-)

Cari saluti
Dr Emanuele Minetti
Medico veterinario
Viale Monteceberi, 64 - Milano
www.biessea.com

Domanda del 19.11.2014

Egregio Dottore, ho un cane di quasi 13 anni che nell'ultimo periodo mi sembra aver perso improvvisamente gran parte dello smalto che l'aveva sempre caratterizzato. Premesso che purtroppo è affetto da anni di lesmania (e immagino che un problema del genere in un cane di età avanzata possa rappresentare un aggravante generica) attualmente assume allopurinolo nonché cronentero e stomorgyl per problematica intestinali che già da quando era più giovane lo portavano a defecare in maniera liquida. Fortunatamente con i croccantini dati ora dalla veterinaria e con l'assunzione del cronentero (e ciclicamente di stomorgyl), le problematiche intestinali sono rientrate anche se ultimamente trema spesso, tende a leccare molto a vuoto e ha dei problemi di cataratta che mi sembrano innervosirlo non poco. Tra l'altro non vuole farsi toccare l'addome (sente dolore), ma la veterinaria asserisce possa trattarsi di semplici dolori dovuti all'età avanzata e pertanto non facilmente risolvibili in quanto, secondo il suo parere, un cane con i suoi problemi intestinali è meglio eviti antidolorifici di una certa pesantezza. Io sinceramente sono preoccupato perché i peggioramenti li ho visti presentarsi improvvisamente nell'arco dell'ultimo mese e mezzo. Prima non sentiva questi dolori, non mi sembrava avesse una cataratta così pronunciata ed era molto più vivace. Ora invece sembra un altro cane, molto più acciaccato e per il quale non so più cosa fare. Le sue analisi del sangue sono perfette, tranne naturalmente i valori legati alla lesmania, quando esce cammina volentieri ma restano questi dolori, tremori occasionali e la problematica cataratta che vorrei sapere se operabile. Anche l'ecografia addominale fatta per controllare i problemi intestinali di cui soffre da sempre è risultata nelle norma. Da cosa potrebbero dipendere quindi i sintomi di cui sopra? Aggiungo che il cane tossisce molto facilmente se lo si accarezza all'altezza della collottola...può rappresentare anche questo dato qualche particolare sofferenza? Mi scusi se sono stato prolisso. Confido in una sua risposta

Buongiorno, le rispondo solo ora, e me ne scus,o ma mi risulta davvero complicato non cadere nell'ovvio davanti alle sue pertinenti domande. Infatti non mi è davvero possibile rispndere con un consiglio vero: per me quindi serve un consulto a livello superiore per capire ove risieda realmente il problema.
Ferma la buona fede dei colleghi che lo stanno curando può essere che non abbiano capito dove sia il problema e non siano riusciti ad arrivare a selezione le indagini necessarie per arrivare ad una diagnosi ed ad una prognosi precise.
Di più non so davvero cosa dirle se non di farmi sapere se per caso le cose si sono evolute in meglio.
Cari saluti
Dr Emanuele Minetti
Viale Monetceneri 64 - Milano

Domanda del 20.11.2014

Salve doc. Io ho 4 mici tre femmine yn maschio che vanno dai nove ai tre anni. Vivo al terzo piano in una casa di 4 locali col balcone in prov Milano. Lavoro in ospedale turni Matt e pom. Sto fuori 10 ore a turno. Vorrei avere un cane. Di taglia piccola un meticcio. Qualcuno mi dice di farlo altri no.
Lei che ne sa + di tutti che ne pensa. É importante x me sapere di nn agire in modo egoistico e di nn far male al cane o ai mici.
Grazie

Buongiorno, situazione difficile perchè il cane ha bisogno di tempo e di spazi diversi dai gatti.
Chieda aiuto al suo veterinario direttamente, conosce bene i suoi animali e lei troverà di sicuro un appoggio umanamente valido.

Cari saluti

Dr Emanuele Minetti - Medico veterinario
Viale Monteceneri, 64 - Milano

Domanda del 20.11.2014

Salve dottor minetti, mi chiamo lisa, oggi ho avuto un grosso problema con il mio cane maschio (meticcio), di 11 mesi. Faccio volontariato in un canile, tutti i giorni, quindi ho deciso di andare li per farlo vedere alla proprietaria, insieme all'altro mio cane femmina di 8 anni. Ero con un mio amico, quindi per evitare che tutti i cani del canile si agitassero per via dei miei due, ho deciso di lasciarli con lui, lontani dall'ingresso (questione di un minuto per andare a chiamare la proprietaria). Tornata dai miei cani insieme alla proprietaria del canile, il maschio di 11 mesi ha iniziato ad abbaiare imperterrito in modo aggressivo verso di lei, e non c'era verso di farlo smettere; quindi ce ne siamo andati. Dopodichè andati via da li, ci siamo seduti un'attimo, e una mamma con una bambina si avvicinano al mio cane femmina di otto anni, e a quel punto il maschio riabbaia in modo aggressivo, dopo avergli detto di smetterla si placa, la mamma della bambina si avvicina e lo accarezza, dopodichè la bambina si avvicina lo accarezza e tutto ad un tratto stava per mosicarla. Dopo tutto questo è anche successo che una signora è passata camminando di fianco a noi, e anche li ha riiniziato ad abbaiare in modo aggressivo. Premetto che da 11 mesi a questa parte, si è sempre fatto accarezzare da tutti gli sconosciuti con grande piacere, e l'ho anche abituato fin da piccolo a stare in mezzo alla gente e non mi ha mai creato problemi, salvo problemi con altri cani maschi, essendo molto dominante con tali. La ringrazio e spero fortemente in una sua risposta, vista la sua grande esperienza e conoscenza. Cordiali saluti.

Buongiorno Lisa,
intorno all'età di un anno il cucciolone inizia a diventare adulto. In questo delicato periodo, simile a quello che attraversano i nostri ragazzi e ragazze, alcune fragilità poco evidenti in passato possono fare capolino e diventare ben visibili.
Il canile, inoltre, potrebbe aver preoccupato il Suo cane: abbai, odori molto intensi, rumore e così via non sono abitualmente incontrati nella quotidianità.
L'irritazione che ne è scaturita può aver originato i comportamenti che ha descritto. Il cucciolone ha bisogno di essere protetto durante questo momento della crescita poichè ogni evento "fuori dalla norma" potrebbe lasciare un segno nello sviluppo comportamentale del cane.
Le consiglio di realizzare una visita comportamentale presso un Medico Veterinario Esperto in Comportamento Animale così che possano essere prese in carico le "insicurezze" del cucciolone.
Cordiali saluti

Sabrina Giussani
Medico Veterinario Esperto in Comportamento Animale
Presidente SISCA
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