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Il magazine degli animali

In onda su Radiomontecarlo tutti i giorni alle ore 14,45.

Tutti gli argomenti già trattati

27.10.2018

La razza adatta a noi

Una ricerca in Gran Bretagna ha rilevato che un proprietario su tre cerca consigli su Internet per il tipo di cane più adatto a lui, e questo spiega perché ogni anno circa 120 mila cani britannici vengono restituiti. In Italia, ogni anno, 100 mila cani vengono abbandonati. Non è certo colpa loro. Kate Humble, una delle maggiori esperte di cani inglesi, ha tenuto una lezione in due puntate sulla BBC rivolta alle famiglie che hanno intenzione di acquistare un cucciolo. Lei consiglia un severo esame di coscienza per verificare se davvero si avranno il tempo e la voglia di occuparsi seriamente del proprio cane, di portarlo a spasso, di non lasciarlo troppo solo e di farlo vivere in un ambiente a lui congeniale. Qualche esempio? Il Pastore tedesco, ad esempio, ha bisogno di molto addestramento per imparare a non essere aggressivo con gli sconosciuti. Uno Shih Tzu è molto elegante e simpatico, ma richiede più maquillage giornaliero di una modella professionista. Il mantenimento dei cani, inoltre, è molto più costoso di quanto non si creda.
E' opportuno anche sapere che un Labrador ha bisogno di più di due ore di passeggiata al giorno, come i Pastori tedeschi, i Boxer e i Collie. Il Jack Russell deve camminare per una o due ore a giorno, distribuite in due o tre passeggiate. Almeno due volte l'anno, quando cambiano la muta, i cani lasciano un sacco di peli in casa. Il cane che perde meno pelo è il vanitoso Yorkshire Terrier, che ha un mantello così bello, lungo e lucente che preferisce tenerselo.
Il segreto? E' amarli molto, quando si ama si è pronti a tutto

21.10.2018

Stop ai pet tattoo

Oggi qui al Magazine degli animali una bella novità: lo Stato di New York ha dichiarato guerra ai pet tattoo, i tatuaggi indelebili su cani e gatti non per fini di riconoscimento ma come ornamento. In Parlamento è stata già presentata una proposta di legge per renderli illegali, punendo i padroni con sanzioni che arrivano fino a un anno di carcere e mille dollari di multa.
Ricordiamo che la moda del `pet tattoo´ è un fenomeno recente negli Stati Uniti ma sta prendendo piede rapidamente a giudicare dalle numerose foto che circolano sul Web e che mostrano gatti con tatuaggi sul petto e cani con scritte sul dorso e ghirigori vari sull'addome. Ma il trend è diffuso in Russia e in Asia, dove coinvolge diversi animali, maiali compresi.

20.10.2018

Giraffe a rischio!

Allarme per le giraffe. Secondo un recente studio negli ultimi 15 anni le diverse specie del mammifero africano (il più alto al mondo) si sono ridotte del 40%: nel 1999 gli esemplari di giraffa erano 140mila, oggi sono 80mila. Una «tragedia dimenticata» secondo gli esperti che denunciano la necessità di nuove politiche di salvaguardia.
«La gente ama le giraffe ma considera scontata la loro esistenza - dice al «Times», direttore della Giraffe Conservation Foundation - Si pensa che il loto stato di salute sia ottimale e che si trovino un po' ovunque in Africa ma non è così». Le cause che stanno portando alla drastica riduzione degli esemplari di giraffa sono molteplici e, come altre specie, vanno dal bracconaggio alla distruzione degli habitat naturali causata dall'uomo. Non a caso la maggior parte degli esemplari di giraffa vive in riserve e parchi naturali. Marini - In Tanzania ad esempio si crede che il midollo osseo e il cervello di questi animali sia in grado di curare l'Aids. Così testa ed ossa delle giraffe vengono e venduti a prezzi molto elevati». Ma non solo. Le giraffe vengono anche uccise per essere mangiate dai bracconieri di elefanti nella Repubblica democratica del Congo. «La carne di giraffa è dolce e popolare, non sono difficili da uccidere e forniscono cibo per molto tempo».
L'ultima verifica è stata fatta nel 2010 e le giraffe non erano considerate, nel loro complesso, in pericolo. Gli esperti della Giraffe Foundation sperano in una svolta nelle politiche di conservazione.

14.10.2018

Il Principe William dalla parte degli animali

Se permettessimo agli elefanti di estinguersi non potrei più «guardare negli occhi i miei figli»: non è mancata una nota familiare - con un riferimento ai principini George, Charlotte e Louis, ma in effetti a tutti i bambini del mondo - nel discorso con cui il principe William ha aperto a Londra una conferenza internazionale per la lotta al traffico illegale degli animali selvatici. E prosegue
«Spezza il cuore pensare che quando i miei figli avranno 20 anni potrebbero essersi estinti gli elefanti, i rinoceronti e le tigri», ha aggiunto il duca di Cambridge rivolgendosi alla platea: delegazioni governative di vari Paesi, esponenti del business, attivisti di gruppi impegnati per la tutela della natura. «Io invece sento come mio dovere e come responsabilità collettiva quello di lasciare il pianeta in una posizione più forte per i nostro bambini», ha proseguito, dicendosi convinto che la difesa degli animali e della natura abbia in ultima analisi «senso dal punto di vista anche economico», non solo emotivo.
Dopo il discorso, William - affiancato dal ministro degli Esteri britannico, Jeremy Hunt - ha avuto un incontro faccia a faccia coi delegati dei governi e i volontari di varie associazioni: inclusa la United for Wildlife, ong promossa dalla stessa famiglia reale attraverso la Royal Foundation.
Noi ci associamo.
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