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Il magazine degli animali

In onda su Radiomontecarlo tutti i giorni alle ore 14,45.

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9.10.2015

Non vuole stare solo

Il mio cane di 1 anno e due mesi in mia assenza fa ancora i bisogni oltre a distruggere tutto ciò che trova. Lo porto fuori prima di uscire e appena rientro. Ho provato a seguire vari consigli tipo non far notare quando esco, oppure non guardarlo quando rientro, ho provato a sgridarlo quando trovo sorprese oppure a non considerarlo. Ma niente. Ho bisogno di aiuto!!
E allora la parola alla dott.ssa Sabrina Giussani Medico Veterinario Esperto in Comportamento Animale: "Buongiorno Loredana e buongiorno a tutti gli ascoltatori. Normalmente all'età di un anno il cane dovrebbe essere capace di trattenere le deiezioni e rimanere a casa da solo con tranquillità. Ma … le variabili sono molte! Per esempio se il cane rimanesse solo dodici ore il giorno, il comportamento descritto dall'ascoltatrice può essere considerato normale. Oppure i sintomi mostrati dal cane possono essere legati all'incapacità di stare solo: l'animale si dispera, cerca il proprietario ovunque e distrugge in preda a un attacco di panico. Nel frattempo, a causa dell'agitazione, può fare i bisogni in casa. E ancora, possiamo trovarci difronte a un cane che salta, corre continuamente e distrugge poiché non è capace di gestire le emozioni … e così via. Consiglio all'ascoltatrice di realizzare, quanto prima, una visita presso un medico veterinario esperto in comportamento così da comprendere che cosa accade e iniziare un percorso terapeutico. Attenzione però perchè i tentativi che sono stati realizzati portano inevitabilmente al peggioramento della situazione: ignorare il cane al momento dell'uscita o del rientro, sgridarlo o non considerarlo incrinano la relazione tra l'essere umano e l'animale e favoriscono la nascita di uno stato ansioso.
Arrivederci alla prossima settimana!"

8.10.2015

Tartarughe luminose

Sembrano degli esseri magici, addirittura fatati. E poi quando vengono esposti alla luce blu, riflettono colori diversi: verde, rosso e arancio. Non sto parlando di un film di fantascienza ma di tartarughe, tartarughe particolari che vivono vicino alle Isole Salomone, nell'Oceano Pacifico.
Sappiamo che esistono coralli e altre creature biofluorescenti, ma secondo il National Geographic questo potrebbe essere il primo rettile in grado di emettere una luce, non semplicemente di rifletterla, infatti hanno la caratteristica di assorbire la luce UV e di riemetterla attraverso colori diversi. Da non confondere con la bioluminescenza di alcuni animali, cioè la capacità di emettere una luce dall'interno del corpo o attraverso dei batteri.
Scoperta da David Gruber, biologo ed esploratore della City University di New York, questa tartaruga è stata immortalata da una speciale macchina fotografica.
Secondo Gruber il rosso delle tartarughe potrebbe essere causato dalle alghe che crescono sul loro guscio, forse un modo per camuffarsi dai predatori. Adesso i ricercatori vogliono capire se anche le tartarughe di altri habitat sono dotate dalle stesse caratteristiche e come riescono ad emettere luce da un punto di vista chimico.
Se volete vedere questa meraviglia della natura www.prontofido.net

7.10.2015

Torino apre i cimiteri ai quattrozampe

Come sappiamo in Italia la maggior parte dei cimiteri sono chiusi agli animali domestici, ma adesso c'è una novità: Il Consiglio comunale di Torino ha deciso che i cittadini avranno “la facoltà di accedere a tutti i cimiteri cittadini accompagnati dal proprio cane o da altri piccoli animali da compagnia”. Questo fatto salvo l'obbligo di utilizzare guinzagli per i cani (con museruola per quelli di grande taglia) e gli appositi contenitori per il trasporto di felini o altri animali da compagnia di piccola taglia.
Inoltre, i conduttori degli animali dovranno vigilare sul comportamento degli stessi ed evitare la deposizione di bisognini, rimuovendole immediatamente (sono previste eccezione per particolari categorie di cittadini quali non vedenti, ipovedenti, con gravi difficoltà motorie o diversa abilità).
La delibera approvata in aula, fa riferimento all'accordo tra Associazione dei Comuni (Anci) e Federazione italiana associazioni diritti animali e ambiente (Fiadaa), che ha visto l'impegno a promuovere l'accesso degli animali da compagnia in tutti i luoghi pubblici o aperti al pubblico, “tenendo conto del fatto che molti cittadini considerano i propri animali d'affezione come componenti a pieno titolo della famiglia”.
E le altre città?

6.10.2015

Stop prodotti derivati dalle foche

Il Parlamento europeo ha approvato un testo che rafforza il divieto europeo sul commercio dei prodotti derivati dalle foche. Ricordo che nel 2009 l'UE ha vietato i cappotti di pelle di foca, i guanti, le borse o la carne con due eccezioni: una per i prodotti della caccia praticata dalle tribù indigene e l'altra per la piccola caccia che garantisce la “gestione delle risorse marine” sostenibile.
Il divieto però è stato contestato dal Canada e dalla Norvegia. Nel giugno 2014, la sentenza ha stabilito che il divieto potrebbe essere giustificato sul piano morale rispetto al benessere delle foche, ma è necessaria maggiore chiarezza sulle eccezioni.
Secondo le modifiche, già concordate con i governi europei, alle tribù indigene continuerà a essere consentito di vendere prodotti derivati dalle foche nell'Unione europea, ma solo se i loro metodi di caccia tengono conto del benessere degli animali, rappresentano una parte della loro tradizione e contribuiscono alla sussistenza. Il Parlamento ritiene che questo potrebbe aiutare a contrastare le incomprensioni legati alla caccia alle foche condotte dagli Inuit e dalle altre popolazioni indigene. Inoltre, la Commissione dovrà pronunciarsi entro la fine del 2019 sull'applicazione delle nuove norme, con particolare attenzione al loro impatto sulla comunità Inuit
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