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Il magazine degli animali

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21.9.2015

Cani e gatti mangiano troppo

E' stato lanciato un SOS: In Italia cani e gatti mangiano troppo e si muovono poco. E' proprio così? lo chiediamo al dottor Emanuele Minetti, medico veterinario a Milano e collaboratore di Prontofido. Allora dottor Minetti è proprio così?
"Leggendo le statistiche pare proprio che circa il 30% dei nostri cani e gatti di casa soffrano di sovrappeso, e pure spesso di vera e propria obesità.
Quindi anche i tipici problemi di salute legati all'obesità colpiscono gli animali domestici come colpiscono l'uomo, pur se in maniera ovviamente differente.
Sono dati che emergono da un sondaggio condotto da YouGov per Hill's Pet Nutrition su un campione di 4.300 proprietari di animali europei, tra cui 1.300 italiani, da cui si evincono a grandi linee anche le cause del sovrappeso. Nel 26% dei casi, infatti, gli italiani danno ogni giorno avanzi
del loro pasto ai cani e, nel 28% dei casi, li viziano con leccornie varie.Il 29% dei proprietari italiani di cani e gatti dichiara che i suoi animali sono in sovrappeso rispetto alla razza e all'età, ma la percentuale potrebbe essere molto sottostimata, perché messi di fronte ad immagini di gatti e cani di diverse dimensioni - ed alla domanda su quale rappresenti meglio il
peso del loro amico a quattro zampe - le risposte rivelano che il 95% dei gatti e il 63% dei cani nostrani corrono in realtà rischi lievi o gravi a causa delle troppe calorie.
Includendo anche i gatti, gli avanzi dei pasti finiscono abitualmente nelle ciotole del 23% dei cani e gatti italiani.
La percentuale è nettamente più alta rispetto al resto dell'Europa, dove si registrano il 13% del Regno Unito, l'8% dei Paesi Bassi e il 17% della Francia.
Anche in queste nazioni, tuttavia, sono circa un quarto i proprietari che giudicano troppo “robusti” i loro animali: quindi il problema è comune nei paesi più avanzati, America compresa, ed è ormai chiaro che ciò deriva sia da un eccesso di calorie somministrate giornalmente sia da una mancanza di movimento, quindi da abitudini sbagliate che ricalcano quelle di noi umani.
Quindi attenzione. Il soprappeso e l'obesità sono oltre un ben preciso limite una vera e propria malattia da curare bene e presto.
Emanuele Minetti – Medico Veterinario

18.9.2015

No Micio e Fido sotto le coperte

Da uno studio americano emerge che dormire con l'amico a quattro zampe aumenterebbe la probabilità di contrarre infezioni trasmissibili per via diretta dall'animale all'uomo. La lista è lunga: si va dagli stafilococchi alla peste, dalla malattia di Chagas alla rabbia.
Il monito a evitare contatti troppo ravvicinati non è casuale: negli Usa, il 56% dei proprietari dorme con il cane accanto, il 50% lo accoglie tra le lenzuola. I veterinari Usa, consapevoli che il cambiamento sociale è irreversibile, raccomandano cautela per bambini e immunodepressi: niente animali a letto, baci o affettuose leccate.
L'argomento è rimbalzato in Italia e Luigi Bonizzi, docente presso la facoltà di medicina veterinaria all'Università degli Studi di Milano, ridimensiona l'allarme: «Il contatto, come tra umani del resto, raddoppia la possibilità di contagio. L'importante – afferma il medico, esperto in malattie infettive degli animali domestici – è aver cura di cani e gatti, facendoli visitare almeno due volte l'anno e seguendo la profilassi».Rischio limitato, insomma, a fronte di altri benefici: «La convivenza con l'animale ormai è abbastanza diffusa. Dal punto di vista psicologico, averlo accanto può infondere tranquillità e conciliare il sonno».

17.9.2015

Scimpanzè e oranghi ricordano come noi

Gli esseri umani non sono gli unici a ricordare le esperienze passate, infatti un nuovo studio pubblicato sulla rivista “Current Biology” ha scoperto che scimpanzè e oranghi posseggono capacità simili. Dai test effettuati entrambe le specie di primati si sono rivelate in grado di ricordare attività svolte appena quattro volte tre anni prima e singoli eventi vissuti a due settimane di distanza. I risultati rivelano che abbiamo davvero molte cose in comune con i nostri cugini primati, in particolare quando si tratta di ricordi autobiografici.
Dopo tre anni dagli esperimenti, gli animali non hanno manifestato difficoltà nel ricordare in fretta dove fossero stati posti gli utensili, sulla base del ricordo delle 'avventure' passate. Memoria che sembra funzionare anche sul breve termine: a distanza di due settimane da un'attività, i primati non hanno avuto problemi a eseguire gli stessi compiti.
Bhe, molto meglio di molta gente di mia conoscenza. È tutto…….

16.9.2015

I gatti sanno stare soli

Oggi parliamo di gatti. Amati anche per la loro famosa indipendenza, non soffrono come i cani se vengono lasciati soli. Infatti da uno studio pubblicato su “Plos One”: i felini non hanno bisogno della presenza dei compagni umani per sentirsi al sicuro, e dunque non soffrono come gli altri quattrozampe per la loro assenza. Ormai, spiegano Daniel Mills e Alice Potter dell'University of Lincoln (GB), il gatto di casa ha superato il cane come animale di compagnia più popolare in Europa. Facilità nella gestione, capacità di vivere in piccoli spazi e di stare da solo a lungo hanno portato i gatti in molte case, ma non mancano i felini che mostrano stress da abbandono.
Difatto «i gatti sviluppano preferenze sociali e relazioni strette, ma queste non si basano su un bisogno di sicurezza. E questo accade anche nel caso di esemplari considerati dai proprietari molto affettuosi». I felini di casa preferiscono interagire con i loro proprietari, ma non contano su questi ultimi quando si trovano in un ambiente non familiare. E questo probabilmente è dovuto alla natura della specie, ipotizzano gli scienziati, composta da cacciatori solitari.
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