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Il magazine degli animali

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9.6.2015

Anche loro sono invidiosi

Anche i cani provano invidia. Un'equipe di ricercatori viennesi è riuscita a dimostrare che i cani sono in grado di provare questo sentimento, finora riscontrato soltanto negli esseri umani e nei primati, con un semplice esperimento. Lo studio è stato pubblicato sulla rivista dell'Accademia americana delle Scienze, Pnas, ed ha avuto ampio spazio sulla stampa inglese.
Ecco come si è svolto il test: Gli studiosi hanno preso diverse coppie di cani alle quali hanno chiesto di «dare la zampa». Dapprima ambedue i cani venivano premiati con un pezzo di cibo dopo aver «stretto la mano» al ricercatore, poi soltanto uno riceveva il cibo e l'altro no. Quello che non veniva premiato, presto smetteva di dare la zampa ed era infastidito tutte le volte che invece al compagno veniva dato del cibo. In assenza del cane che continuava ad essere premiato però, il cane «invidioso» continuava a dare la zampa al ricercatore

8.6.2015

Vaccinazione in ritardo

"Salve dott. Minetti Ho una cagnolina di 5 anni regolarmente vaccinata, a maggio ho il richiamo per la filaria posso ritardare di un mese o faccio correre un pericolo alla mia cagnolina?la ringrazio anticipatamente ALESSIA" Risponde il Dottor Emanuele Minetti Medico Veterinario a Milano
"Buongiorno Alessia, in effetti la domanda è molto pertinente perchè a seconda di dove il cane vive durante i mesi fra aprile e novembre (mediamente) ed a seconda della vita che conduce le strategie possone essere diverse.
Infatti la filariosi è una malattia che una volta era fondamentalmente confinata alla pianura padana ed alle zone particolarmnte umide e infestate dal vettore della malattia nel cane mentre ora essa riguarda aree una volta totalmente idenni.
Infatti la Dirofilaria immitis (così si chiama il patogeno pericoloso) non è un virus od un batterio ma un parassita, un verme, che da adulto vive nel cuore e nei vasi polmonari del cane e del gatto e viene trasmesso da cane malato a cane sano dalle zanzare che pungono il primo e poi vanno a pungere il secondo.
Sono disponibili da decenni farmaci che se ben somministrati consentono di impedire tale malattia quasi al 100%: non esiste un "vaccino" ma solo molecole come farmaci per via orale, per via transcutanea (spot on), per via iniettiva sottocutanea deposito.
In base al farmaco prescelto, a quanto detto sopra sulla epidemiologia (cartina/mappa del riscgio epidemiologico) il medico veterinario in accordo con il proprietario stabilisce una strategia adatta all'animale: come sempre quando si parla di prevenzione la raccolta attenta dei dati del paziente consente la scelta giusta, nè esagerata nè che lasci scoperto l'animale verso la malattia. E poichè combia il clima bisogna aggiornanrsi ogni anno su cosa dare e come darlo."
Cari saluti. Dr Emanuele Minetti - Viale Monetcenri 64 Milano www.biessea.com

5.6.2015

Non vuole stare solo

Abbiamo adottato da 2 mesi un segugio maschio di 5 anni.E' un cane tranquillo ed eccezionale coi bambini,l'unica pecca la sua incapacità a restare da solo anche 10 minuti senza guaire,uluare e grattare la porta.
Al contrario nel bagagliao dell'auto stà bravo. Considerando che dovra' restare mediamente 8 ora da solo dal lun al venerdi (seppur in una casa con giardino), cosa ci consiglia? Questa mail è arrivata alla posta del veterinario di prontofido.net
Risponde la dottoressa Sabrina Giussani medico Veterinario Esperto in Comportamento Animale.
"Buongiorno, guaire, abbaiare, ululare e grattare la porta sono comportamenti spia del grande disagio mostrato dal cane quando rimane solo. A questo proposito è opportuno evidenziare che “rimanere a casa da solo” è un apprendimento che deve essere “messo a punto” durante i primi mesi di vita del cucciolo. Dalla seconda – terza settimana dopo il parto, la femmina inizia ad allontanarsi dalla sala parto approfittando dei momenti di riposo e di calma dei piccoli. Al suo ritorno, i cuccioli la accolgono con enfasi piagnucolando e cercando di succhiare il latte dalle mammelle: la madre li coccola, li rassicura e li tranquillizza. La presenza di una figura genitoriale che accoglie e accompagna permette al piccolo di cominciare a imparare a vivere con serenità i momenti di solitudine. Dal momento dell'adozione, intorno ai due mesi di vita, il cucciolo deve perfezionare quest'apprendimento. È necessario farlo dormire durante la notte nella nostra camera così da rassicurarlo quando si sveglia e permettergli di conoscere la nuova situazione di vita prima di lasciarlo solo. I momenti di separazione, con il passare dei mesi, potranno aumentare in frequenza e durata estendendosi non solo alle ore diurne ma anche notturne. È necessario, però, soddisfare tutte le esigenze comportamentali del cane durante la giornata: l'animale deve essere condotto in passeggiata almeno due ore, giungere in contatto con i propri simili e con persone, perlustrare, esplorare, giocare e così via. Tornando al caso segnalato nella mail, il cane descritto è, con molta probabilità, stato rinunciato dalla famiglia con cui ha vissuto proprio perché incapace di stare da solo. I sintomi mostrati dall'animale indicano la presenza di un importante attacco di panico. In queste condizioni non è possibile lasciare il cane solo, né in casa né in giardino, neppure per pochi minuti! Molto spesso questi soggetti sono capaci di rimanere a lungo in automobile poiché “la presenza olfattiva” del proprietario è “concentrata” e permane a lungo, possono vedere dove si dirige la persona e si “distraggono” osservando ciò che accade. Consiglio ai proprietari di realizzare una visita comportamentale presso un Medico Veterinario Esperto in Comportamento così da definire con precisione una diagnosi e impostare un percorso riabilitativo. Nel frattempo è fondamentale non lasciare il cane solo poiché il disagio dell'animale è davvero grande."

4.6.2015

Le simmie sono altruiste

Sapevate che le scimmie sono più altruiste degli uomini? Lo dimostra uno studio condotto dall'Università della Georgia negli Stati Uniti che ha dimostrato la nobiltà d'animo di questi animali che sono in grado di riconoscere l'equità e la giustizie.
Uno dei risultati di questa ricerca è il riconoscimento dei primati dei propri doveri, sono in grado di ricordarsi di chi ha fatto loro un favore tanto da restituirlo alla prima occasione, ma non è tutto, sono in grado anche di offrire aiuto ai compagni in difficoltà.
Secondo gli scienziati la generosità e l'altruismo nelle scimmie si è sviluppata tra 500.000 e 800.000 anni fa durante i grandi cambiamenti climatici quando, per sopravvivere dovettero imparare a cacciare insieme e difendersi dai predatori.
Nelle scimmie è anche fortissimo l'impulso a consolare e rassicurare chi soffre, la ricercatrice russa Nadia Kohts che allevava una giovane scimpanzé raccontava che quando la scimmia scappava non riusciva a farla ritornare in casa neanche offrendole del cibo, la scimmia però ritornava immediatamente quando la ricercatrice faceva finta di piangere, dopo aver raggiunto la padrona l'abbracciava e assumeva un'espressione preoccupata.
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