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Il magazine degli animali

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1.6.2015

Micio poco affettuoso. Meglio una compagna?

Alla pagina del veterinario di prontofido@prontofido.net Paola ha scritto: “Ho un gatto di 5 anni tigrato rosso molto giocherellone ma non molto affettuoso. Essendo fuori casa gran parte della giornata pensavo di prendere una micina che gli facesse compagnia.
E' meglio un cucciolo o posso anche provare con una micia della sua età?” Risponde il dottor Emanuele Minetti medico veterinario a Milano e collaboratore storico di Prontofido.
"La decisione di mettere due gatti nello stesso spazio può essere tanto positiva quanto negativa, e questo per ambedue.
Tralasciando le ovvie considerazioni di ordine medico (evitare di portare a casa gatti non testati per le malattie infettive e negativi di sicuro, non sverminati, non vaccinati, non trattati per i parassiti esterni, eccetera) dobbiamo anche cercare di stare dalla loro parte.
Quindi se lei sta pensando ad un nuovo animale per cambiare ed addolcire il carattere di quello che già vive con lei non penso sia una scelta ottimale che parte dalla visione "gattesca" della situazione. Si deve infatti sempre pensare al benessere dei gatti senza umanizzarli e senza definire sofferenze da colmare (solitudine) che probabilmente non esistono affatto.
Quindi cercare una soluzione ad un problema che magari non c'è coinvolgendo un'altro gatto ad oggi sconosciuto mi pare azzardato. Infatti le cose potrebbero anche peggiorare e manifestarsi dei reali problemi di convivenza.
Se invece vuole adottare un'altro gatto per fare del bene la cosa mi piace di più, e se poi per caso andranno d'accordo, se si vorranno bene, se stando insieme sarann più affettuorsi e sereni sarà un di più rispetto al dare una nuova vita ad un animale senza futuro.
Come vede le cose non sono facili come magari sembra all'inizio.
Cari saluti
Dr Emanuele Minetti - Milano"

29.5.2015

Problema di convivenza

"Gentile Dottoressa Giussani, ultimamente la convivenza tra i miei quattro cani maschi adulti evidenzia episodi di lotta improvvisa. Sono riuscita a "placarli" buttandogli acqua addosso. Vorrei però sapere se un fischietto a ultrasuoni potrebbe essere efficace per poter ottenere lo stesso risultato. La ringrazio anticipatamente. Marirosa" La parola alla dott. Sabrina Giussani
Medico Veterinario Esperto in Comportamento Animale,
"Buongiorno Loredana e buongiorno a tutti gli ascoltatori.
La domanda della Sig.ra Marirosa offre la possibilità di trattare un argomento molto complesso, cioè la convivenza tra più cani. Quando gli animali che vivono con noi sono numerosi, la relazione tra loro, soprattutto dopo la pubertà, può diventare problematica. In età giovanile i cuccioli giocano e interagiscono tra loro ma intorno ai sei – sette mesi di età, possono iniziare a inviarsi messaggi ambivalenti. Gli animali rubano l'un l'altro un giocattolo, difendono la ciotola, l'uno si mette in mezzo quando il proprietario coccola gli altri e così via. Se lasciamo che gli animali se la vedano da soli o se scegliamo di intervenire alzando la voce e assumendo uno stile autoritario, molto spesso, la situazione può degenerare. I membri della famiglia umana devono accompagnare i cani nel percorso educativo, favorendo gli incontri con altri cani così che gli animali giungano a contatto con più stili comunicativi e non solo con quello utilizzato dai conviventi. Poichè lasciare i cani soli ore e ore in un giardino favorisce l'insorgere di conflitti e competizioni, le attività proposte quotidianamente devono essere numerose e “differenziate” in base alle preferenze degli animali. Da ciò si evince che il tempo da dedicare a un cane non è lo stesso per due o più animali!
Per tornare alla domanda dell'ascoltatrice, in caso di conflitto o zuffa lanciare dell'acqua o distrarre i cani è una soluzione temporanea che provoca rapidamente un peggioramento della situazione. Consiglio alla Sig.ra Marirosa di realizzare al più presto una visita comportamentale presso un Medico Veterinario Esperto in Comportamento Animale così che tra i cani possa nascere una relazione basata sulla collaborazione e non sulla competizione."

28.5.2015

Come proteggere i nidi di uccelli

Innanzitutto è bene sapere che la maggior parte degli uccelli ha cure parentali molto sviluppate, e ricorre a strategie naturali per garantire la sopravvivenza dei piccoli. Per esempio molti passeriformi, tra cui i merli, abbandonano precocemente il nido svolazzando senza essere ancora autonomi da mamma e papà. «Adottano questa strategia perché il nido è un posto molto pericoloso in natura – dice Andrea Brutti, dell'Ufficio Fauna Selvatica di Enpa -. A prima vista i piccoli vi potrebbero sembrare abbandonati, e invece il genitore li segue a distanza». In questi casi, se non sono esemplari feriti, implumi o in evidente difficoltà, «i giovani non andrebbero mai presi perché verrebbero privati del supporto dei propri genitori». Al contrario, se rinvenuti a terra, è bene intervenire perché mamma e papà di rondini, rondoni e balestrucci non scendono per soccorrere il piccolo.

27.5.2015

La tartaruga con la mandibola della stampante 3D

Una tartaruga di mare aveva perso più di metà del becco, tranciato dalla chiglia di una barca. I medici hanno sostituito la mandibola superiore e quella inferiore con una protesi in titanio, creata grazie a una stampate 3D.
L'esemplare di 45 chilogrammi, ribattezzato Akut-3, è stato trovato in mare dai ricercatori dell'università di Pamukkale, in Turchia. Inizialmente era stato curato con metodi tradizionali, ma ben presto i veterinari si sono resi conto che l'animale non era più in grado nè di nutrirsi autonomamente nè di difendersi.
Per tentare di restituire alla tartaruga la piena funzionalità della bocca, lo staff ha contattato la BTech Innovation, una società turca specializzata proprio nella realizzazione di protesi mediche fatte su misura.
La BTech non aveva mai realizzato impianti per animali ma, scansionando la ferita come fa normalmente per gli esseri umani, è riuscita a ricreare un becco perfettamente coincidente con quello perso dall'animale. La mandibola è poi stata impiantata nella bocca della tartaruga con un'operazione chirurgica durata più di due ore.
Adesso Akut si sta godendo gli ultimi mesi di convalescenza nel centro in attesa che i veterinari si accertino che la nuova mandibola metallica non venga rigettata dall'organismo. Solo dopo la tartaruga potrà tornare tra i suoi simili, nel suo habitat naturale.
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