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Il magazine degli animali

In onda su Radiomontecarlo tutti i giorni alle ore 14,45.

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5.2.2017

Squali salvi grazie a sms

Una “rete” salverà gli squali grazie a una nuova tecnologia e così sarà possibile salvarli attraverso un messaggio di avvertimento inviato sul cellulare. Questo nuovissimo sistema che si allaccia alle reti da pesca è stato realizzato per evitare che pesci ed animali marini di grossa taglia, possano morire nelle reti dei pescatori a causa di catture accidentali.
Il sistema, ideato dall'università della Calabria, è stato sperimentato con successo all'Isola dell'Asinara ed è stato sviluppato nell'ambito di SharkLife, un progetto dell'Unione europea finanziato con lo strumento Life+ per la conservazione degli squali nel Mediterraneo. L'obiettivo come dicevamo è ridurre le catture e la mortalità dello squalo elefante, il pesce più grande del Mediterraneo, ma sarà utile anche per gli animali di grande taglia come i cetacei e le tartarughe marine.
«Il congegno è in grado di rilevare e segnalare istantaneamente via sms l'avvenuta cattura - dichiara Stefano Di Marco, vicepresidente nazionale del Cts e responsabile del progetto - Alle reti sono applicate a intervalli regolari delle miniboe in grado di percepire attraverso dei sensori il peso dell'animale catturato: quelli di dimensioni superiori fanno scattare l'allarme già presente nella boa, che fa partire immediatamente un messaggio indirizzato al personale».
Il Mediterraneo ospita 45 specie di squali, e l'Italia in particolare ne ospita 43. Per il rapporto dell'Unione mondiale per la conservazione della natura (Iucn) l'area del Mediterraneo ha la percentuale più alta di squali e razze minacciate.

4.2.2017

Animali e terremoto

Oggi qui al Magazine degli animali parliamo del tremendo terremoto seguito dall'eccezionale nevicata che ha colpito il centro Italia: Sappiamo bene che possiamo fare ben poco, ma forse riusciamo a dare un po' di sollievo agli animali con qualche consiglio di Sabrina Giussani Medico veterinario esperta in comportamento animale:
"Buongiorno Loredana e buongiorno a tutti gli ascoltatori. Il terremoto ha messo in ginocchio non solo le persone ma anche gli animali che vivono con noi. Dare consigli in una situazione può sembrare poco importante, ma penso che aiutare i nostri cani e gatti possa contribuire a farci sorridere di nuovo. Cane e gatto hanno visto sparire la casa, le abitudini, la quotidianità. È necessario comprendere che, anche se non hanno capito in toto ciò che è accaduto, i nostri animali sono a disagio così come le persone. Paure, timori, agitazione sono emozioni che cane e gatto provano in questa situazione.
Cercare di ristabilire una routine, portarli in passeggiata, incontrare i loro amici può aiutarli a costruire questa nuova fase della vita. Giocare, costruire insieme un percorso a ostacoli, divertirsi nascondendo un oggetto o cucinare una cenetta appetitosa, possono fortificare la relazione di attaccamento con il partner umano."

27.1.2017

E' adottato e non mangia

"Ho adottato da una settimana un cane meticcio di otto anni, sano e docile, ma un po' timoroso.
Da alcuni giorni mangia meno e a volte salta totalmente il pasto. Che fare ? ho cambiato marca di crocchette, ma con nessun apprezzabile risultato.
Cosa potrei fare?? La ringrazio molto anticipatamente. Danila" risponde la dottoressa Sabrina Giussani Medico veterinario esperta in comportamento animale:
"Buongiorno Loredana e buongiorno a tutti gli ascoltatori.Quando un cane adulto arriva in famiglia, impiega circa un mese prima di adattarsi completamente ai nuovi ritmi. Immaginiamo di essere ospitati da qualcuno che non conosciamo: solo quando ci sentiremo integrati e a nostro agio mostreremo chi siamo davvero. Ecco perché le prime settimane di convivenza sono “un po' strane”. Il cane potrebbe sembrare sicuro di sé, intraprendente o timoroso e insicuro per poi trasformarsi nell'esatto contrario. Il nuovo arrivato potrebbe avere un appetito capriccioso perché non sta bene, non è abituato a consumare quel tipo di alimento o si trova a disagio. Consiglio alla Sig.ra Danila di sottoporre il nuovo arrivato dapprima a un'accurata visita clinica completata da esami collaterali poichè il cane ha già otto anni e non conosciamo nulla del suo passato. Arrivederci alla prossima settimana."

26.1.2017

Padri che accudiscono i figli

Un team di ricercatori delle Università di Bath e di Sheffield ha scoperto perché tra le popolazioni di alcune specie di animali è il padre, e non la madre, a prendersi cura dei piccoli.
Pare che il capovolgimento dei ruoli sia provocato da uno squilibrio nei numeri dei maschi e delle femmine di uno stesso gruppo: quando le femmine sono poche o in minoranza, i maschi si occupando dei figli.
Il ribaltamento delle funzioni è stato rilevato in animali come i cavallucci marini del genere Hippocampus e in alcune specie di uccelli, in cui la femmina produce le uova e ad accudirle sono i maschi.
La ricerca svela un mistero che per secoli ha acceso il dibattito tra scienziati, in particolare tra biologi evoluzionisti. Lo studio è il primo a sostenere che il ribaltamento dei ruoli sia condizionato dall'ambiente sociale in cui questi animali vivono. Si tratta di contesti in cui le femmine sono in minoranza e lasciano i maschi ad occuparsi della prole, cogliendo così l'occasione di accoppiarsi con altri partner e contribuendo alla sopravvivenza della specie, senza affaticarsi e sprecare energie in eccesso nelle attività di accudimento.
Hanno inventato il femminismo.
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