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Il magazine degli animali

In onda su Radiomontecarlo tutti i giorni alle ore 14,45.

Tutti gli argomenti già trattati

9.12.2017

Gli italiani sono contro le pellicce

Oggi il magazine degli animali inizia con una buona notizia: l'83% degli italiani è contro le pellicce, secondo l'ultimo rapporto Eurispes.
“Le lunghe campagne animaliste hanno sicuramente contribuito a sensibilizzare i cittadini sui temi dello sfruttamento degli animali sotto diversi punti di vista”, sottolinea l'istituto di ricerche. Soprattutto il tema della produzione e dell'utilizzo delle pellicce, e quindi dell'allevamento di animali, trova negli italiani “un'opposizione quasi plebiscitaria”: l'ultima rilevazione dell'Eurispes fa emergere infatti che 8 italiani su 10 sono contrari all'uso delle pellicce.
Da dove nasce questa particolare sensibilità degli italiani verso gli animali? Dalle più recenti indagini dell'Eurispes emerge che in oltre la metà delle case è presente uno o più animali d'affezione. Fanno compagnia agli anziani, allietano la vita degli adulti e giocano felicemente con i bambini: gli animali domestici ormai sempre più spesso sono considerati come “qualcuno di famiglia”.
Non stupisce quindi che oltre all'uso degli animali per le pellicce siano oggi in moltissimi a condannare in maniera decisa anche la vivisezione dimostrando così una maggiore sensibilità verso il rispetto degli animali, piuttosto che verso la ricerca spasmodica di eventuali successi o progressi in campo medico, ma legati alla sperimentazione dolorosa su questi esseri viventi”.
Ve l'avevo detto che oggi avevo buone notizie. È tutto

3.12.2017

Chi è lo Yeti

Vi ricordate la leggenda dello Yeti, l'abominevole uomo delle nevi? Ci sono novità da parte della Royal Society l'accademia scientifica britannica, che sulla base dello studio del Dna ha sancito che la misteriosa creatura avvistata nelle aree della catena dell Himalaya sarebbe un orso. O meglio. Tre diversi tipi di plantigrado: il nero asiatico, il marrone tibetano e quello dello stesso colore himalayano. Ciascuna di queste tre sottospecie abitano in specifiche nicchie sul tetto del mondo e tutte e tre sono state scambiate per lo Yeti.
Secondo i ricercatori le loro analisi «suggeriscono che le tracce biologiche alla base della leggenda dello Yeti hanno riscontro in orsi locali», ha annunciato il capo della squadra di scienziati Charlotte Lindqvist, della University americana di Buffalo La ricerca non è la prima sullo Yety ma secondo questo studio è quella che ha analizzato la quantità maggiore di prove genetiche, da ossa, denti, pelle, peli e feci attribuiti in precedenza allo Yeti. Tutti questi elementi analizzati con la prova del Dna sono in realtà i resti di 23 diversi orsi. Pensate: era il 1921 quando per la prima volta in Occidente si parlò dello Yeti dopo che un tenente della Royal Geogrphical Society raccontò di aver scoperto nelle neve «le tracce di un uomo scalzo».

2.12.2017

Bando test sugli animali

Oggi qui al magazine degli animali parliamo di make up, avete capito bene perché è partito un pressing notevole dell'Europarlamento per un bando globale dei test sugli animali per i cosmetici, su cui verrà votata una risoluzione. La commissione ambiente ha infatti adottato le domande orali a Commissione e Consiglio che aprono la strada alla procedura. Nell'Ue, infatti, il divieto totale di utilizzare animali per testare i prodotti di make-up nonché di vendere prodotti testati su animali è pienamente effettivo dall'11 marzo 2013. Si è trattato di un lungo processo normativo cominciato nel 2004 con il bando dei test per i prodotti finiti, a cui si è aggiunto nel 2009 quello per gli ingredienti singoli, completato con lo stop alla vendita di prodotti e ingredienti testati sugli animali.
Nel resto del mondo, però, nonostante numerosi miglioramenti, questa pratica viene poco seguita al punto che nell'80% dei Paesi sono ancora consentiti i test così come la vendita dei prodotti sperimentati sugli animali.
Noi incrociamo le dita e, come sempre vi terremo informati

26.11.2017

Cavalli paleolitici

Oggi si parla di cavalli, cavalli paleolitici.
Sapevate che i primi cavalli vennero addomesticati dall'uomo 5.500 anni fa, cioè 1.000 anni prima di quanto finora si pensava? E' il risultato di uno studio di un gruppo di archeologi e scienziati dell'Università di Exeter in Gran Bretagna e di Bristol, che su Scienze ricostruiscono le origini dei cavalli risalendo alla cultura Botai, in Kazakistan.
Già nel quarto millennio avanti Cristo le steppe dell'Asia centrale erano già popolate da numerosi cavalli allo stato brado, e proprio da questi animali selvatici abbiamo ereditato purosangue e puledrini.
Fino ad oggi l'origine del cavallo domestico era stata attribuita alla data della diffusione delle lingue indoeuropee nell'età del bronzo.
Gli archeologi hanno studiato resti di ossa di cavalli risalenti ad un arco di tempo compreso tra 5.100 e 5.700 anni fa ed hanno così riscontrato che queste somigliavano molto di più al cavallo domestico dell'Età del Bronzo che non al cavallo selvatico del Paleolitico.
In un altro esperimento gli archeologi hanno provato la presenza di tracce di latte di giumenta nel vasellame delle tribù del Kazakistan. Insomma è provato: i cavalli furono addomesticati prima del previsto e solo successivamente arrivò in Europa l'arte di addomesticare i cavalli.
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