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Il magazine degli animali

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13.5.2015

La relazione di attaccamento

"Ho una jack russel dolcissima di due anni e mezzo, è buona e ubbidiente ma quando mi vede allontanare è un vero e proprio dramma, comincia ad urlare e guaire come se la stessero uccidendo. l'unico modo di calmarla è che io ritorni vicino a lei e a volte non è possibile. cosa mi consiglia? grazie. Giuliana" La parola alla dott. Sabrina Giussani Medico Veterinario Esperto in Comportamento Animale:
"Buongiorno Loredana e buongiorno a tutti gli ascoltatori. La cagnolina, dalla descrizione della Sig.ra Giuliana, sembra disperata: urla, piange e non riesce a tranquillizzarsi fino al ritorno della proprietaria. A questo proposito recenti suti hanno evidenziato che il nostro cane crea con i membri della famiglia una relazione molto speciale, chiamata di attaccamento. Il legame di attaccamento presente tra mamma cane e i cuccioli, si trasferisce ai proprietari; tale legame è reciproco tanto che, quando ci rivolgiamo al nostro cane, usiamo le parole e il tono che di solito riserviamo ai bambini. La relazione di attaccamento con la mamma è il modello usato dal cucciolo per interagire con gli altri cani e le persone. Quando il legame è insicuro, il piccolo non è capace di gestire le situazioni: una grande gioia e un'intensa paura si alternano nella quotidianità. Per questo la separazione dal proprietario induce disagio manifestato con urla mentre l'incontro con un cane amico, provoca salti e pianti che testimoniano la felicità. Le emozioni, quindi, sono mal gestite dalla piccola che vive con la Sig.ra Giuliana. Consiglio alla proprietaria di rivolgersi a un Medico Veterinario Esperto in Comportamento così da intraprendere un percorso atto ad aumentare l'autostima e l'autonomia".

12.5.2015

I corvi sono intelligenti

I ricercatori delle Università di Cambridge e Queen Mary di Londra, hanno fatto una scoperta curiosa: i corvi sono furbi tanto quanto gli scimpanzé soprattutto davanti al cibo. Pur di catturare una mollica di pane l'uccello le escogita tutte, compreso creare un uncino con il becco e lanciare sassolini nel punto giusto, in modo da liberare l'oggetto del suo desiderio. Tutte queste abilità finora erano attribuite solo ai nostri cugini primati. L'esperimento è stato condotto su quattro rappresentanti della specie dei corvi comuni, allevati in cattività.
In una serie di esperimenti i corvi hanno appreso velocemente a lanciare un sassolino dentro un piccolo tubo, per far crollare una piattaforma e liberare il cibo dal tunnel. Gli uccellini hanno dimostrato di saper scegliere a primo colpo, la giusta dimensione della pietra da lanciare. In un secondo esperimento hanno piegato un bastoncino di ferro per creare un uncino e ottenere lo stesso risultato: raggiungere un appetitoso verme. Ma quando non funzionava più, in una terza fase, erano pronti a cambiare strumento. «Lo studio è importante perché non era mai stato dimostrato che questa specie fosse capace di usare particolari strumenti a parte il becco per procacciarsi cibo. Queste abilità erano proprie degli scimpanzé e solo in un corvo della Nuova Caledonia chiamato Betty». Questa è la prima evidenza scientifica della capacità intuitiva dell'animale ma non si tratterebbe quindi di adattamento come si pensava per i loro parenti della Nuova Caledonia, che usano naturalmente bastoncini per estrarre le larve dai buchi. I risultati dello studio etologico sono stati pubblicati nel prestigioso Proceedings of the National Academy of Science.

11.5.2015

Sterilizzazione si o no?

Siamo in primavera ed arriva il momento del "calore" per le femmine a quattro zampe. E torna il quesito: sterilizzazione sì o sterilizzazione no? Lo chiediamo a Emanuele Minetti medico veterinario in Milano e Vice Presidente dell'ANMVI:
"Il problema delle sterilizzazioni di cani e gatti resta sempre di grande attualità nonostante sia stato affrontato e dibattuto molte volte, anche in questa sede.
La scelta va affrontata seriamente e su diversi piani che devono riguardare sia l'aspetto sociale della lotta al randagismo sia l'aspetto medico sul singolo animale.
Noi ci occupiamo qui oggi del singolo animale di proprietà.
Per il gatto usualmente l'animale di proprietà che vive in casa viene sterilizzato in età precoce, fra i sei ed i dodici mesi di vita, perché i suoi comportamenti creano disagi anche consistenti a tutti i componenti della famiglia. Inoltre più facilmente il gatto non avendo estri ciclicamente ben determinati e distanziati nel tempo viene visto come "sofferente" dai proprietari in tale fase.
La castrazione e l'ovariectomia sono poi visti dai proprietari nel gatto come interventi poco invasivi e già messi in preventivo all'atto dell'entrata in famiglia dell'animale.
Nel cane la cosa è differente, ed in realtà i vantaggi sono più difficilmente evidenziabili al proprietario, vuoi per un diverso livello di empatia vuoi per reali diversità di specie e di gestione degli interventi chirurgici. La sterilizzazione nelle femmine si sa che diminuisce la possibilità di neoplasie alla ghiandola mammaria, le patologie di tutto l'apparato genitale, le gravidanze indesiderate, i periodi di fastidio e/o quarantena sociale. Di contro viene dai proprietari evidenziato il problema dell'aumento di peso, dei rischi anestesiologici e chirurgici, la difficoltà di gestione del post intervento, la paura di menomazioni e/o cambi di carattere. Nel maschio i vantaggi sono ritenuti ancora meno importanti e gli svantaggi - anche per retaggio culturale - quasi insormontabili pur essendo macroscopicamente evidenti da un punto di vista medico.
Il modo migliore per togliersi ogni dubbio è comunque quello di affrontare il problema con il proprio veterinario che, in quanto tale, gode della vostra fiducia: ogni decisione medica infatti, pur rispondendo anche a generalizzazioni a priori, va inevitabilmente spostata sul singolo animale. Le razze, l'ambiente di vita, le condizioni di salute, le abitudini sociali, ogni cosa serve a determinare con calma e "verità" sul vostro animale - non su quello di altri, parenti o amici o conoscenti che siano - i pro ed i contro di una decisione e riuscire a definire il rapporto costi/benefici in modo serio e professionale ma sopèrattutto chiaro.
Anche in questo caso la medicina deve essere un vero "abito su misura" per l'animale e serve che la collaborazione fra proprietario e veterinario sia alta: i risultati per gli anni a venire saranno di sicuro valore.

8.5.2015

La mia gatta urina sui mobili

Buongiorno dott.ssa Giussani, ho cambiato casa da 1 anno e i miei 2 gatti hanno imparato a convivere con la gatta del mio compagno in modo accettabile. Ultimamente succede una stranezza: alza la coda e spara urina contro i mobili o sul divano,penso che manifesti un disagio che però non riesco ad individuare. Cosa mi consiglia di fare? Grazie, Paola
La parola alla dott. Sabrina Giussani Medico Veterinario Esperto in Comportamento Animale
Buongiorno Loredana e buongiorno a tutti gli ascoltatori. Il gatto quando emette la pipì trasmette messaggi differenti secondo la postura adottata, la superficie scelta e la sequenza del comportamento. Mamma gatta fa imparare ai gattini qual è il materiale corretto per fare i bisogni: la terra, la sabbia o la lettiera secondo il luogo dove la famigliola vive. I piccoli devono apprendere anche la corretta sequenza: annusare, scavare con le mani, girare su se stessi accovacciandosi progressivamente, svuotare la vescica, annusare la zona sporcata e, quindi, coprire. Quando il nostro gatto urina in questo modo, significa che sta svuotando la vescica …. Insomma fa la pipì! Dopo la pubertà, dai cinque – sei mesi in poi, il piccolo felino può emettere una parte dell'urina anche spruzzandola su di una superficie verticale. Questo comportamento, realizzato sia dai maschi sia dalle femmine, fa parte dell'etogramma normale di questa specie, anche se è per noi poco gradevole! La marcatura urinaria ha lo scopo di trasmettere un messaggio diretto al gatto che la ha emessa, agli altri membri della famiglia (esseri umani o altri gatti) o ai conspecifici che passano in giardino o in cortile. La marcatura urinaria serve per rassicurare l'animale durante una situazione di stress, come per esempio un trasloco, la nascita di un bimbo o l'arrivo di un nuovo gatto nel quartiere oppure comunicare a un altro individuo una “difficoltà” relazionale. La presenza di una malattia del comportamento può indurre sia la comparsa di questo comportamento sia l'aumento della frequenza di emissione della marcatura così come le patologie organiche a carico dell'apparato urogenitale. Consiglio alla Sig.ra Paola di realizzare una visita comportamentale presso un Medico Veterinario Esperto in Comportamento Animale così che, raccogliendo tutte le informazioni necessarie, sarà possibile comprendere perché il gatto è a disagio e come aiutarlo.
Alla prossima settimana …


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