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Il magazine degli animali

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30.3.2015

Il veleno per topi

Salve, stamani ho avuto il dubbio che il mio cane abbia ingerito del veleno per topi. L'ho portato dal veterinario che l'ha fatto vomitare. So che il veleno per topi è di colore rosso ma il mio veterinario non vedendo questo colore nel cibo rigettato ha deciso di non fargli la vitamina k. Vorrei un suo parere. La ringrazio. Sabrina
Risponde il dottor Emanuele Minetti, medico veterinario a Milano:
"Buongiorno, direi che da come sono andate le cose non dovrebbero esserci grossi problemi.
Quando però ci si rende conto che il nostro cane ingoia una o più di esche avvelenate bisogna immediatamente cercare di far vomitare al cane ciò che ha ingerito.
Un sistema empirico può essere quello di spruzzare un piccolo quantitativo di acqua ossigenata in gola, ma solo se non si ha vicino una struttura veterinaria ove portere subito l'animale.
Infatti erroneamente moltissime persone credono che questi veleni (basati su sostanze che impediscono al sangue di coagularsi normalmente nel corpo e da altre tossine) non siano davvero pericolosi, se non per topi e ratti.
Il veterinario provvederà secondo un protocollo codificato ad evitare il più possibile che il veleno sia assorbito ed eseguirà esami e terapie atte a scongiurare ogni rischio per l'animale.
Nel suo caso poichè la certezza assoluta ovviamente non c'è conviene fare gli esami della coagulazione per verificare la situazione subito ed iniziare eventuale antidoto.."

Cari saluti
Dr Emanuele Minetti
Viale Monteceneri 64 Milano
www.biessea.com

27.3.2015

Il disagio del cane

Buongiorno dottoressa Giussani, da un po' ti tempo noto che il mio cane meticcio di tre anni
Spesso si scrolla. Ho pensato al fastidio del collare ma noto che lo fa anche quando non lo indossa.
Cosa ne pensa? Grazie Ornella. La parola alla dott.ssa Sabrina Giussani Medico Veterinario Esperto in Comportamento Animale.
"Buongiorno Loredana e buongiorno a tutti gli ascoltatori.
La situazione descritta dall'ascoltatrice è molto frequente. Il cane, dopo le coccole o un abbraccio, si allontana di qualche passo e si scrolla. Che cosa è successo? È possibile che il contatto sia stato troppo “intenso”, “protratto” o “inaspettato”. Il cane, di conseguenza, ha dovuto prendere distanza e scuotersi per “scaricare” la tensione. Il messaggio inviato dall'animale è rivolto alla proprietaria: il cane chiede aiuto, così che l'esperienza successiva possa essere vissuta in modo diverso. Scrollarsi, grattarsi, ansimare (quando il clima è fresco e il cane è a riposo), sbadigliare (lontano dal sonno e dal risveglio), leccare il naso, dilatare la pupilla sono alcuni tra i segnali che il cane emette quando è in difficoltà. I messaggi possono essere diretti al proprietario, agli estranei o ai propri simili. Quando il nostro cane, per esempio, incontra una persona sconosciuta, è opportuno aiutarlo e supportarlo parlando per qualche secondo con l'estraneo. Così facendo, noi permettiamo all'animale di osservare ed esplorare con l'olfatto il nuovo arrivato e scegliere, quando lo desidera, di avvicinarsi e accettare le coccole. Anche noi ci comportiamo così … immaginiamo di incontrare uno sconosciuto che, come primo approccio comunicativo, ci vuole accarezzare sulla testa. Non penso ci piacerebbe molto!
Per tornare alla situazione descritta da Loredana, il segnale emesso dal cane aiuta la proprietaria a comprendere quando le coccole o l'abbraccio sono graditi oppure “subiti” o “sopportati”. Consiglio all'ascoltatrice di avvisare l'animale quando desidera toccarlo e di accarezzarlo sul petto o sui fianchi, muovendo la mano lentamente e in modo ritmico per pochi secondi. È bene evitare, invece, la testa, le orecchie, il collo e gli arti cioè le cosiddette zone “calde”, non gradite al cane."

26.3.2015

LAV: basta animali nei circhi

Circa duemila* animali costretti ad esibirsi come marionette o acrobati nei circhi: succede in Italia, “fanalino di coda” rispetto ai 27 Paesi che - in Europa e nel Mondo - hanno già detto “NO” a questa pratica crudele. Lo denuncia la LAV indicando, in un Dossier, tutti gli Stati che hanno già bandito, in tutto o in parte, l'uso di animali nei circhi.
Ma non è tutto. La grande maggioranza degli italiani è contraria al loro utilizzo, come confermano i dati recentemente diffusi dall'Eurispes: “i contrari sono il 68,3%”.
Nonostante questo sentimento pubblico, i duemila* animali dei circhi italiani tenuti in cattività sono costretti per la maggior parte a vivere in uno spazio di pochi metri quadri, sottoposti ad addestramenti innaturali e a continue esibizioni, privati delle condizioni ambientali necessarie a consentire i normali comportamenti della propria specie.
Una sofferenza reale testimoniato dalle drammatiche immagini del video “Sai quanto vale questo spettacolo?” pubblicato sul canale Youtube allo scopo di mostrare, con filmati di repertorio, un modo di fare “spettacolo” che nel nostro Paese continua ad essere favorito da ingenti contributi pubblici.
Per porre fine a questo show triste ed anacronistico la LAV sta raccogliendo firme a sostegno della petizione, rivolta al Ministro dei Beni e delle Attività Culturali
Detenere leoni, tigri, ippopotami, giraffe e altri animali in gabbia per esibirli a pagamento, è immorale, anacronistico e diseducativo.”. Per saperne di più sulla petizione www.lav.it

25.3.2015

Computer traduce i bau di fido

Un gruppo di scienziati ungheresi ha elaborato un programma di computer in grado di “tradurre” l'abbaiare dei cani.
I diversi modi di abbaiare sono stati registrati sul computer e un software ne ha poi analizzato le differenze. Il computer ha identificato correttamente le diverse situazioni nel 43 per cento dei casi.
Il software ha analizzato più di 6.000 abbaiamenti in sei diverse situazioni: lotta, sconosciuto, cammino, solo, palla e gioco.
Lo studio ipotizza quindi che i cani abbaino in modo diverso a seconda del diverso stato emozionale. In un secondo test, al computer si chiedeva di riconoscere i singoli cani dal diverso tipo di abbaiare, anche qui il computer ha identificato il cane nel 52 per cento dei casi.
I ricercatori vogliono adesso mettere a confronto il diverso abbaiare delle differenti specie per capire cosa abbiano in comune
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