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Il magazine degli animali

In onda su Radiomontecarlo tutti i giorni alle ore 14,45.

Tutti gli argomenti già trattati

23.1.2015

Perchè non possiamo fissarli negli occhi?

Oggi rispondiamo a Donatella che ha una domanda per noi: perché non bisogna fissare i cani negli occhi? Risponde Daniela Lisi.
Cara Donatella, ci sono diverse forme di pensiero per quanto riguarda questo atteggiamento. Ti parlo del mio.
Quando ho iniziato a studiare, durante la parte teorica mi hanno insegnato che in un branco di lupi quando due si fissano è perché si stanno sfidando. Allo stesso tempo nella parte pratica mi hanno insegnato a chiedere l'attenzione del mio cane facendo in modo che questo mi fissasse negli occhi. Se vogliamo dirla tutta sono due cose completamente opposte...
Come spesso accade però, ogni comportamento del nostro cane ha diverse forme di lettura. Quello di cui sono certa è che avere lo sguardo del mio cane è la cosa più importante che esista per il nostro rapporto. Se abbiamo instaurato un buon rapporto con lui, per buono intendo basato sul rispetto reciproco, quando ci guarda non è di sicuro per sfidarci ma per comunicarci qualcosa e sta a noi cercare di capire:
• durante una passeggiata potrebbe semplicemente chiederci da che parte deve andare;
• durante l'incontro con un altro cane potrebbe chiederci come si deve comportare;
• quando siamo in casa tranquilli forse ci sta semplicemente chiedendo un pò di coccole.
Stiamo un pò più attenti quando incontriamo un cane con il quale non abbiamo un rapporto, quindi a noi sconosciuto. È bene non fissarlo negli occhi, perché da parte di un estraneo non è cosa gradita, potremmo metterlo a disagio, e se si tratta di un cane tranquillo allora girerà semplicemente la testa per non guardarvi, come dire non voglio problemi con te, se invece si tratta di un cane molto pieno di se potrebbe rispondere in altro modo: saltandovi addosso o abbaiando.
insomma, potrei andare avanti ancora molto a parlare di questo.. spero comunque di aver soddisfatto la tua curiosità.

22.1.2015

Parliamo di divorzio

Oggi qui al magazine degli animali parliamo di divorzi. Voi sapevate che quando la coppia divorzia spesso l'affidamento del cane è più traumatico di quello dei figli? È quanto emerge da un sondaggio dell'associazione britannica Dogs Trust, secondo cui c'è chi arriva perfino in tribunale per rivendicare la proprietà sul suo “amico a quattro zampe”. Per un quarto degli intervistati sarebbe proprio il loro animale domestico il vero dilemma in caso di separazione.
Pensate che c'è chi è disposto anche a spendere soldi in costosi accordi prematrimoniali dove, a scanso di equivoci, si decide chi sarà il padrone se l'amore dovesse finire. Come si legge sul Daily Telegraph, non mancano gli esempi fra i vip come il leader degli Oasis e la ex moglie che sono andati di fronte a un giudice per decidere l'affidamento del loro quattro zampe.
Fidanzati all'ascolto siete avvisati.

21.1.2015

Le fusa del gatto: un massaggio per l'anima

Sapevate che Beethoven e Mozart, si sono spesso ispirati ai suoni della natura? Però c'è un suono che ci attira e ci può aiutare: le felici e soporifere fusa del gatto.
La Cat Protection League, una delle più importanti organizzazioni animaliste internazionali, avrebbe infatti trovato l'antidoto perfetto alla tristezza. «Sedersi con in braccio un gatto che fa le fusa, al termine di una giornata, è un vero e proprio massaggio per l'anima - assicura Beth Skillings, veterinaria della Cat Protection. Forse perché il rassicurante ronzio è generalmente associato alla calma e alla comunicazione “dolce”, o forse perché la frequenza della vibrazione è all'interno di una gamma che può stimolare la guarigione».
In realtà il mistero più grande è come i gatti producano questo suono per noi così rilassante. Nessuna parte del corpo del gatto, tranne una non meglio specificata “oscillazione neurale” del cervello, è stata direttamente collegata alle fusa. E' stato suggerito da alcuni studiosi che il rumore possa essere prodotto da spasmi dei muscoli della laringe, che a loro volta consentono alla glottide di aprirsi e chiudersi, facendo vibrare l'aria nel momento in cui l'animale respira. Nel marzo 2011 sono state registrate le fusa più forti mai udite: attualmente Guinness dei Primati, il gatto Smokey di Pitsford ha raggiunto il record di 67,7 decibel, ben 14 volte più forti della media.

20.1.2015

Mario gatto cardiopatico

Oggi vi voglio presentare Mario il primo gatto cardiopatico a essere operato in Italia, e forse in Europa, è stato salvato grazie a un pacemaker, l'operazione è stata eseguita a Napoli nella clinica Salus al Vomero dal dottor Raffaele Amalfitano.
L'intervento chirurgico era l'unica strada possibile per cercare di salvare la vita al micione affetto da una malformazione cardiaca, problema che gli causava anche un'ipertensione polmonare.
«E' stato applicato un pacemaker epicardico a Mario, che era in grave sofferenza ventricolare destra – spiega il dottor Amalfitano -. Mario aveva una frequenza cardiaca bassissima, si può paragonare a venti trenta battiti umani, una forte ipertensione. Solo un intervento chirurgico poteva salvarlo».
Un intervento rischioso, fatto utilizzando «un dispositivo umano, ma che poi ha richiesto di operare « non seguendo la pratica comune».
Per fortuna, e grazie alla bravura dello staff partenopeo, Mario adesso sta bene e si sta lentamente riprendendo dall'intervento. Non è tutto, ha ripreso anche a fare le fusa.
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