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Il magazine degli animali

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14.1.2015

Usignoli con sensori

L'hanno già chiamata l'«intelligence» degli uccellini. Si tratta di usignoli dotati di «sensori» naturali a infrasuoni in grado di percepire con largo anticipo l'arrivo di perturbazioni come i tornado. E' questo il risultato di uno studio dell'Università del Minnesota, secondo il quale una specie di usignoli - quelli dalle ali dorate, chiamati in inglese «Golden-winged» - sono capaci di «sentire» le vibrazioni di una perturbazione in arrivo e quindi di darsi alla fuga molto prima degli umani.
Secondo il rapporto, che ha analizzato le conseguenze di 80 tornado che si sono abbattuti sul Midwest degli Usa, uccidendo 35 persone, il comportamento dei volatili è stato sorprendente: in un raggio di 900 km, indipendentemente gli uni dagli altri, hanno preso il volo verso Sud. Il fatto che ha più stupito è che gli usignoli hanno poi fatto rapidamente ritorno nelle zone di provenienza, una volta passata la tempesta.
Merito degli infrasuoni, onde sonore con frequenza di vibrazione al di sotto dei limiti dell'udito umano. Ma queste onde sono messaggi preziosi per alcuni animali, come gli usignoli. Loro passano gli inverni nell'America Centrale e del Sud per migrare in Canada: è qui che - sostengono gli scienziati - hanno sviluppato la loro straordinaria capacità di «intelligence meteorologica».

13.1.2015

Cani "medical detector"

Sempre più studi confermano le capacità dei cani “medical detector”, animali che, con un addestramento adeguato, riescono a captare tumori, diabete e altre malattie. Ci sono razze più adatte come Labrador, Spaniel, Barboncini e Yorkshire Terrier ma in realtà qual che serve davvero è un eccellente senso dell'olfatto e un buon rapporto con l'uomo.
L'ultimo lavoro in ordine di tempo su queste capacità è apparso su Plos One e ha evidenziato che i primi 17 pazienti diabetici a cui era stato affidato un cane “medical detector” godevano di un miglior controllo glicemico, con un numero minore di ricoveri in ospedale. Il primo studio era stato fatto 10 anni fa e pubblicato sul British Medical Journal.
Le storie di alcuni di questi animali sono apparse sul “Daily Mail” online. E' proprio l'olfatto quindi il segreto dei “Medical Detection Dogs”: questi animali hanno 300 milioni di sensori olfattivi, contro i soli 5 dell'uomo. E sanno come usarli a fin di bene se ben preparati. Con costi compresi fra 14.000 euro per addestrare un cane per diabetici e 7.000 per un cane “cacciatore di tumori”.
Viva i nostri amici.

12.1.2015

Non vuole stare solo

abbiamo adottato da 2 mesi un segugio maschio di 5 anni.E' un cane tranquillo ed eccezionale coi bambini, unica pecca la sua incapacità a restare da solo anche 10 minuti senza guaire,uluare e grattare la porta.
Al contrario nel bagagliao dell'auto stà bravo. Considerando che dovra' restare mediamente 8 ora da solo dal lun al venerdi (seppur in una casa con giardino), cosa ci consiglia? Questa mail è arrivata alla posta del veterinario di prontofido.net
Risponde la dottoressa Sabrina Giussani medico Veterinario Esperto in Comportamento Animale.
"Buongiorno, guaire, abbaiare, ululare e grattare la porta sono comportamenti spia del grande disagio mostrato dal cane quando rimane solo. A questo proposito è opportuno evidenziare che “rimanere a casa da solo” è un apprendimento che deve essere “messo a punto” durante i primi mesi di vita del cucciolo. Dalla seconda – terza settimana dopo il parto, la femmina inizia ad allontanarsi dalla sala parto approfittando dei momenti di riposo e di calma dei piccoli. Al suo ritorno, i cuccioli la accolgono con enfasi piagnucolando e cercando di succhiare il latte dalle mammelle: la madre li coccola, li rassicura e li tranquillizza. La presenza di una figura genitoriale che accoglie e accompagna permette al piccolo di cominciare a imparare a vivere con serenità i momenti di solitudine. Dal momento dell'adozione, intorno ai due mesi di vita, il cucciolo deve perfezionare quest'apprendimento. È necessario farlo dormire durante la notte nella nostra camera così da rassicurarlo quando si sveglia e permettergli di conoscere la nuova situazione di vita prima di lasciarlo solo. I momenti di separazione, con il passare dei mesi, potranno aumentare in frequenza e durata estendendosi non solo alle ore diurne ma anche notturne. È necessario, però, soddisfare tutte le esigenze comportamentali del cane durante la giornata: l'animale deve essere condotto in passeggiata almeno due ore, giungere in contatto con i propri simili e con persone, perlustrare, esplorare, giocare e così via. Tornando al caso segnalato nella mail, il cane descritto è, con molta probabilità, stato rinunciato dalla famiglia con cui ha vissuto proprio perché incapace di stare da solo. I sintomi mostrati dall'animale indicano la presenza di un importante attacco di panico. In queste condizioni non è possibile lasciare il cane solo, né in casa né in giardino, neppure per pochi minuti! Molto spesso questi soggetti sono capaci di rimanere a lungo in automobile poiché “la presenza olfattiva” del proprietario è “concentrata” e permane a lungo, possono vedere dove si dirige la persona e si “distraggono” osservando ciò che accade. Consiglio ai proprietari di realizzare una visita comportamentale presso un Medico Veterinario Esperto in Comportamento così da definire con precisione una diagnosi e impostare un percorso riabilitativo. Nel frattempo è fondamentale non lasciare il cane solo poiché il disagio dell'animale è davvero grande."

9.1.2015

Il mio cane ha paura

Oggi rispondiamo a Roberto che ha un problema con la sua Lilly, un cocker di 3 mesi, che non vuole andare a passeggio se non in compagnia di più persone o di un altro cane. La parola a Daniela Lisi, educatrice cinofila.
"Caro Roberto, c'è da dire che Lilli è ancora cucciola ed il suo carattere deve ancora formarsi. Non pensare che il suo atteggiamento sia normale però forse un po' giustificabile per un cucciolo di 3 mesi. Certo, senza vedere il cane purtroppo è un po' difficile dare una valutazione precisa della situazione, però un'idea me la sono fatta:
forse Lilli quando esce non è tranquilla, probabilmente si sente impaurita o stressata dai rumori esterni. In questi giorni cerca di fare caso alla sua coda, se la tiene tra le zampe o meno, guarda la sua bocca se la tiene aperta con respiro affannoso o meno e poi fammi sapere.
La cosa più difficile senza vedere Lilli è capire da cosa potrebbe dipendere questo suo atteggiamento: forse dal fatto che ha subito un trauma fuori casa di cui voi non vi siete accorti o forse semplicemente perché non si sente sicura quando esce da sola con te, visto che invece quando ci sono altre persone o cani è più tranquilla
Insomma… forse gli manca una persona di riferimento all'interno del branco ovvero della famiglia.
Prova a contattare un educatore cinofilo il quale vedendo il cane di sicuro si farà un'idea più precisa della situazione, approfitta del fatto che Lilli è ancora un cucciolo perché col tempo forse questo atteggiamento potrebbe diventare un vero e proprio problema.
Se non conosci nessun educatore cinofilo nella tua zona scrivi a prontofido@prontofido.net e cercherò di fornirti qualche nominativo."
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