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Il magazine degli animali

In onda su Radiomontecarlo tutti i giorni alle ore 14,45.

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29.12.2014

E' sterilizzata. Quale stile di vita?

Alla posta di prontofido è arrivata una mail di Fabrizia nella quale ci informa che
la sua cagnolina di due anni meticcia e' stata sterilizzata. Quale regime alimentare deve seguire e quale stile di vita?
A questa domanda che sicuramente interessa molti proprietari di cani risponde Emanuele Minetti, dirigente ANMVI e Medico Veterinario nell'ambulatorio di Vle Monteceneri a Milano.
Buongiorno Dottor Minetti, cosa possiamo rispondere a Fabrizia?
"L'obesità e l'aumento di peso sono un effetto secondario indiretto della sterilizzazione (si dice nel 25% almeno dei casi) che può essere contrastato con una dieta equilibrata, studiata sul singolo soggetto dal veterinario curante, ed un'attività fisica giornaliera proporzionata alla razza ed allo stile di vita.
Non pare ci siano invece evidenze che dimostrino un aumento della sedentarietà legato alla sterilizzazione..
In realtà forse la più frequente causa di obesità nel cane sterilizzato è il senso di colpa del padrone, che - ancora una volta antropomorfizzando - si convince, anche inconsciamente, di aver "privato" il cane di qualcosa di importante.
Quindi cerca di "riparare" offrendo continuamente gratificazioni in un altro campo (quello alimentare).
Dobbiamo però parlare anche di sovrappeso e solo non di obesità vera: infatti, i cani che tendono ad ingrassare dopo la sterilizzazione sono quasi sempre soggetti tendenzialmente sovralimentati prima dell'intervento, ma che bruciano un quantitativo maggiore di energie o perché ancora in crescita tumultuosa, essendo cucciolini, oppure stressandosi per motivi sessuali-comportamentali.
Eliminate queste cause, cioè terminata la crescita e l'attività sessuale, gli effetti dell'alimentazione non adeguatamente corretta si fanno evidenti ed il cane inizia ad ingrassare. In tutti i casi, per riportare un cane in forma c'è un metodo infallibile a prescindere dalla presenza o meno di ovaie e testicoli: meno cibo e più esercizio fisico.
Sono inoltre disponibili moltissimi alimenti industriali formulati per andare incontro a tale problema tendenzialmente ipo-calorici."
Grazie dottor Minetti. Ricordo che se volete chiedere un consiglio al dottore potete visitare la sezione del veterinario nel sito di prontofido. è tutto per oggi

24.12.2014

Non siamo pacchi dono!

Abbiamo detto molte volte che un cane non è un pacco dono, ma se a Natale non si riesce a fare a meno di regalare un cucciolo, la regola, per evitare truffe e non essere implicati in scambi poco trasparenti, è quella di verificare sempre la riconoscibilità del venditore: «No agli acquisti online da persone estranee delle quali si conosce solo il numero di telefono. E guai agli scambi in autostrada, senza poter risalire all'allevamento e ai genitori dell'animale». E' indispensabile, inoltre, richiedere subito la documentazione sanitaria che certifichi la corretta profilassi. Le cautele, però, non sono mai troppe: Spesso, gli esemplari di provenienza illegale sono imbottiti di antibiotici, ma non curati in modo adeguato».
Il Paese leader del commercio fuorilegge è l'Ungheria, dove molti agricoltori si sono riconvertiti lucrando sullo spaccio di animali, con la complicità di veterinari corrotti. Un movimento, tra legale e illegale, di circa 400mila esemplari l'anno. Le razze più gettonate sono chihuahua, carlino, pincher. In ascesa gli esemplari di taglie più grandi, come labrador e San Bernardo, che possono rivelarsi poco sicuri: «Se strappati alla madre prima dei due mesi non sono ancora stati educati a mordere senza ferire. Il business, è fiorente, pensate: un cucciolo con documenti e microchip si vende a 50 euro, per schizzare a 400 su Internet e a 1.000 nei negozi. Circa il 40% non sopravvive al trasporto.
Ma non è tutto, La legge punisce anche l'acquirente. Una soluzione alternativa sono i canili: «Ospitano animali di tutte le età. Adottarne uno a Natale sarebbe un bel gesto, oltre a ridurre i costi per la collettività».

23.12.2014

Gli italiani sono contro le pellicce

Oggi il magazine degli animali inizia con una buona notizia: l'83% degli italiani è contro le pellicce, secondo l'ultimo rapporto Eurispes.
“Le lunghe campagne animaliste hanno sicuramente contribuito a sensibilizzare i cittadini sui temi dello sfruttamento degli animali sotto diversi punti di vista”, sottolinea l'istituto di ricerche. Soprattutto il tema della produzione e dell'utilizzo delle pellicce, e quindi dell'allevamento di animali, trova negli italiani “un'opposizione quasi plebiscitaria”: l'ultima rilevazione dell'Eurispes fa emergere infatti che 8 italiani su 10 sono contrari all'uso delle pellicce.
Da dove nasce questa particolare sensibilità degli italiani verso gli animali? Dalle più recenti indagini dell'Eurispes emerge che in oltre la metà delle case è presente uno o più animali d'affezione. Fanno compagnia agli anziani, allietano la vita degli adulti e giocano felicemente con i bambini: gli animali domestici ormai sempre più spesso sono considerati come “qualcuno di famiglia”.
Non stupisce quindi che oltre all'uso degli animali per le pellicce siano oggi in moltissimi a condannare in maniera decisa anche la vivisezione dimostrando così una maggiore sensibilità verso il rispetto degli animali, piuttosto che verso la ricerca spasmodica di eventuali successi o progressi in campo medico, ma legati alla sperimentazione dolorosa su questi esseri viventi”.
Ve l'avevo detto che oggi avevo buone notizie. È tutto

22.12.2014

Pericolo leishmaniosi

Salve dottor Minetti, ho scelto un cane tra i mille annunci di adozione che circolano in rete.
Ho letto che la sua specializzazione sono le malattie parassitarie.
Il cane è affetto da leismaniosi, ma attualmente ha finito la terapia e i volontari lo sottoporranno nuovamente ad analisi per il controllo.
Le domando se la malattia sè trasmissibile dal cane all'uomo e se è cosi, cosa si può fare per evitarlo.
Firmato Annamaria. A Questa mail, arrivata alla pagina del veterinario, risponde il dottor Emanuele Minetti, medico veterinario a Milano:
"Buongiorno Annamaria, la possibilità di trasmissione diretta della Leishmaniosi dal cane all'uomo è praticamente ridotta a zero in condizioni normali ed in persone sane non immunocompromesse (caso nel quale sconsiglierei per pura precauzione l'adozione con conseguente convivenza).
Il problema è invece che lei sappia che il nuovo cane non guarirà realmente mai, pur se magari lo sarà apparentemente, che dovrà regolarmente eseguire controlli ed analisi con relativi costi ed impegno di tempo, e che se mal curato potrà diventare un problema per altri cani, ovviamente se è presente il vettore della Leishmaniosi - il papataccio - che vivono nella sua zona.
Si faccia dare subito tutti documenti possibili ed immaginabili dello stato di salute del cane: chiami i veterinari curanti e ne parli con loro o meglio li metta in contatto con il suo medico veterinario di fiducia che deve poter accedere alla documentazione clinica originale, per stabilire da subito una eventuale strategia clinica.
Non sottovaluti il fatto che lei deve essere pienamente informata di ogni anche più piccola cosa che riguardi la salute del cane perchè la sua scelta finale sia totalmente consapevole e serena, senza inutili allarmismi ma anche senza brutte sorprese. Emanuele Minetti Medico veterinario."

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