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Il magazine degli animali

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19.11.2014

Single e quattrozampe

Questo è lo stralcio di un articolo interessante apparso su Tiscali.it firmato dalla psicologa Elisabetta Rodriquenz che parla del rapporto fra i single e gli amici a quattrozampe.
Secondo la Rodriquenz la molla che porta all'adozione di un animale non è solo una rottura sentimentale, ma spesso è la condizione di singletudine che invoglia a cercare una compagnia che non sia umana. Sono tantissimi infatti i single che decidono di prendere con sé un animale. Possedere un animale normalmente crea una condizione in cui ci si sente responsabili e si è portati ad occuparsi di un altro essere vivente: si sente di avere un altro scopo oltre se stessi e di avere qualcuno con cui scambiare coccole e tenerezze.
Non si pensa solo per uno, ma per due o più in base a quanti animali si posseggono. In sostanza, si è portati ad evadere da una visione incentrata su se stessi per dedicarsi ad altro.
Questo atteggiamento è positivo a patto che non si perdano di vista la realtà e la necessità di comunicare e di socializzare.
Per queste persone la gioia di tornare a casa ed essere investite dalle feste di un cane o essere accolte dalle fusa di un gatto colma tante mancanze o delusioni sentimentali.
È importante non dimenticare che il senso di solitudine che accompagna alcuni single, fa parte anche della vita degli animali. Se si passa gran parte della giornata fuori casa, una soluzione potrebbe essere quella di adottare più animali affinché si facciano compagnia.
Adottare un animale deve essere una scelta ben ponderata che sarà sicuramente ripagata con un grande amore incondizionato. Chi ha il tempo da dedicare ad un animale e lo spazio adeguato per tenerlo potrà dire di aver provato un nuovo tipo di amore, ma che deve lasciare spazio e fiducia nel poter trovare una relazione stabile. E chissà che il successo in questo caso sia anche merito dell'animale che ha contribuito a far recuperare serenità e fiducia in se stessi.
Quindi se siete single e avete deciso di adottare un animale www.prontofido.net

18.11.2014

Comunicato ANMVI Lombardia

Una vera e propria tragedia sfiorata a Milano nella notte tra il 15 e il 16 di questo mese, ma questa volta si sono salvati tutti i 150 cani e quasi tutti i 200 gatti ricoverati presso il Parco Canile di Milano. Infatti nel giro di poche ore, ad iniziare dalle 23.00, il fiume Lambro, esondando, ha sommerso l'intero canile,il gattile, gli ambulatori, la sala chirurgica e gli uffici , arrivando ad oltre un metro e mezzo di altezza: a differenza di quanto e' successo in altre tristemente note circostanze. Il gran lavoro dei Volontari del canile e delle tante Associazioni, accorsi nel pieno della notte del sabato con mezzi propri, e coordinato dai Veterinari immediatamente presenti , ha consentito di mettere in salvo tutti gli animali, trasportandoli con una complessa operazione logistica ad altre Strutture della zona, lavoro non facile a causa della viabilita' compromessa dagli allagamenti.
Questa volta l'Italia migliore ha avuto la meglio , ma come spesso purtroppo capita, non e' risultata degna dei primi titoli sui giornali.
La realta' dei fatti, ad emergenza conclusa, e' che Milano non ha piu' ne' il Canile Sanitario, ne' il Canile Rifugio, ne' il Gattile; molte Strutture di ricovero della zona di altre Associazioni si trovano a far fronte ad un'emergenza per il sovraffollamento; i molti dipendenti del Canile non hanno piu' un lavoro.
ANMVI chiede che adesso, piuttosto che dedicare tempo prezioso a sterili polemiche sulle responsabilita' politiche, venga fatta una seria valutazione tecnica sull'area interessata, per comprendere se esistano le condizioni per dedicare ulteriori risorse pubbliche ad una Struttura che si e' rivelata pericolosa sia per gli Operatori addetti che per gli Animali ricoverati, o a questo punto sia piu' giusto guardare oltre, ed individuare un altro sito in cui non esista, questa volta per davvero, alcun rischio idrogeologico.

17.11.2014

Gattina da rieducare?

Oggi rispondiamo a Chiara che ci ha scritto perché le è stata regalata una gattina di un mese, ma adesso che di mesi ne ha due presenta sintomi di iperattività e aggressività. Ci chiede se è il caso di riportarla dalla madre per un breve periodo di rieducazione.Risponde la Dott.ssa Sabrina Giussani medico Veterinario Esperto in Comportamento Animale a Milano, buongiorno dott.ssa Giussani
"Buongiorno, la Sig.ra Chiara è un'ottima osservatrice e ha notato le difficoltà della piccolina.
Mamma gatta svolge un ruolo molto importante nella crescita dei gattini. Il suo compito non è solo dare il latte e tenere
al caldo i piccoli. L'educazione inizia già quando i gattini non sono ancora nati: le emozioni della mamma sono trasmesse
ai piccoli che si allineano alle sensazioni della gatta. Dopo la nascita, la gatta deve leccarli, accudirli, proteggerli, incoraggiarli e sgridarli
quando è necessario. Così facendo i gattini impareranno a gestire la frustrazione: sapranno per esempio aspettare con pazienza senza arrabbiarsi.
E ancora impareranno a usare i denti e le unghie, a saltare, correre e poi calmarsi. L'educazione di mamma gatta prosegue per lungo tempo ma è
fondamentale nei primi due mesi di vita dei piccoli. Tornando alla domanda sella Sig.ra Chiara, ritengo che dopo la separazione di un mese dalla
cucciolata, la reintroduzione dovrebbe essere supportata da un Medico Veterinario Esperto in Comportamento Animale.
Consiglio alla Sig.ra Chiara di rivolgersi a un Medico Veterinario Esperto in Comportamento Animale così che si intraprenda al più presto un percorso
riabilitativo per aiutare la gattina ad acquisire le competenze necessarie a raggiungere uno sviluppo comportamentale equilibrato."

14.11.2014

Quando è solo distrugge casa

Oggi rispondiamo a Fabio che ci scrive perché ha un problema con il suo Ashton, Weimaraner di due anni e mezzo, che distrugge casa quando resta solo. Ci chiede da cosa deriva questo comportamento.
Risponde Daniela Lisi, educatrice cinofila:
"Caro Fabio, hai scelto, o meglio come scrivi, ti hanno regalato un cane tanto bello quanto difficile.
Scrivi nella mail che Asthon vive con una meticcia di 13 anni molto in gamba e che l'atteggiamento distruttivo accade sempre quando non c'è nessuno in casa.
Allora, le ipotesi possono essere due:
* La prima è ansia da separazione. Spesso questa patologia porta i cani che ne soffrono a distruggere nel momento in cui vengono lasciati soli. Questo solitamente avviene subito dopo l'uscita di casa del suo compagno uomo. Se così fosse in questo caso è necessario contattare un comportamentalista.
* La seconda ipotesi è più semplice, ovvero, il tuo giovane weim non si sfoga a sufficienza.
Il Weimaraner è un cane da caccia, come credo tu saprai, e questo comporta il fatto che ha una forte necessità di correre libero, annusare, seguire tracce e così via. Con questo non voglio dire che lui debba cacciare, assolutamente no, ma di certo non può fare la vita di un cane da compagnia al quale spesso è sufficiente fare le sue uscite dove si fa qualche annusatina, saluta qualche amico e via.
Per capire se si tratta di ansia da separazione o meno quello che ti consiglio di fare è di filmare Asthon quando è solo e vedere se distrugge subito dopo la tua uscita oppure dopo un po'. Così da capire di che “problema” si tratta.
Scrivi inoltre che pensavi di portarlo in un asilo per cani. Trovo che sia una buona idea se il cane è costretto a restare a casa solo per diverse ore e se si tratta di un ambiente sano dove degli esperti educatori gestiscono i cani.
Per concludere, vorrei ribadire ancora una volta quanto importante sia conoscere la razza del cane che diventerà nostro compagno di vita. Non guardate l'aspetto estetico ma le caratteristiche di razza che sono importantissime! Così eviterete di trovarvi di fronte a problemi come quelli di Fabio."
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