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Il magazine degli animali

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12.1.2015

Non vuole stare solo

abbiamo adottato da 2 mesi un segugio maschio di 5 anni.E' un cane tranquillo ed eccezionale coi bambini, unica pecca la sua incapacità a restare da solo anche 10 minuti senza guaire,uluare e grattare la porta.
Al contrario nel bagagliao dell'auto stà bravo. Considerando che dovra' restare mediamente 8 ora da solo dal lun al venerdi (seppur in una casa con giardino), cosa ci consiglia? Questa mail è arrivata alla posta del veterinario di prontofido.net
Risponde la dottoressa Sabrina Giussani medico Veterinario Esperto in Comportamento Animale.
"Buongiorno, guaire, abbaiare, ululare e grattare la porta sono comportamenti spia del grande disagio mostrato dal cane quando rimane solo. A questo proposito è opportuno evidenziare che “rimanere a casa da solo” è un apprendimento che deve essere “messo a punto” durante i primi mesi di vita del cucciolo. Dalla seconda – terza settimana dopo il parto, la femmina inizia ad allontanarsi dalla sala parto approfittando dei momenti di riposo e di calma dei piccoli. Al suo ritorno, i cuccioli la accolgono con enfasi piagnucolando e cercando di succhiare il latte dalle mammelle: la madre li coccola, li rassicura e li tranquillizza. La presenza di una figura genitoriale che accoglie e accompagna permette al piccolo di cominciare a imparare a vivere con serenità i momenti di solitudine. Dal momento dell'adozione, intorno ai due mesi di vita, il cucciolo deve perfezionare quest'apprendimento. È necessario farlo dormire durante la notte nella nostra camera così da rassicurarlo quando si sveglia e permettergli di conoscere la nuova situazione di vita prima di lasciarlo solo. I momenti di separazione, con il passare dei mesi, potranno aumentare in frequenza e durata estendendosi non solo alle ore diurne ma anche notturne. È necessario, però, soddisfare tutte le esigenze comportamentali del cane durante la giornata: l'animale deve essere condotto in passeggiata almeno due ore, giungere in contatto con i propri simili e con persone, perlustrare, esplorare, giocare e così via. Tornando al caso segnalato nella mail, il cane descritto è, con molta probabilità, stato rinunciato dalla famiglia con cui ha vissuto proprio perché incapace di stare da solo. I sintomi mostrati dall'animale indicano la presenza di un importante attacco di panico. In queste condizioni non è possibile lasciare il cane solo, né in casa né in giardino, neppure per pochi minuti! Molto spesso questi soggetti sono capaci di rimanere a lungo in automobile poiché “la presenza olfattiva” del proprietario è “concentrata” e permane a lungo, possono vedere dove si dirige la persona e si “distraggono” osservando ciò che accade. Consiglio ai proprietari di realizzare una visita comportamentale presso un Medico Veterinario Esperto in Comportamento così da definire con precisione una diagnosi e impostare un percorso riabilitativo. Nel frattempo è fondamentale non lasciare il cane solo poiché il disagio dell'animale è davvero grande."

9.1.2015

Il mio cane ha paura

Oggi rispondiamo a Roberto che ha un problema con la sua Lilly, un cocker di 3 mesi, che non vuole andare a passeggio se non in compagnia di più persone o di un altro cane. La parola a Daniela Lisi, educatrice cinofila.
"Caro Roberto, c'è da dire che Lilli è ancora cucciola ed il suo carattere deve ancora formarsi. Non pensare che il suo atteggiamento sia normale però forse un po' giustificabile per un cucciolo di 3 mesi. Certo, senza vedere il cane purtroppo è un po' difficile dare una valutazione precisa della situazione, però un'idea me la sono fatta:
forse Lilli quando esce non è tranquilla, probabilmente si sente impaurita o stressata dai rumori esterni. In questi giorni cerca di fare caso alla sua coda, se la tiene tra le zampe o meno, guarda la sua bocca se la tiene aperta con respiro affannoso o meno e poi fammi sapere.
La cosa più difficile senza vedere Lilli è capire da cosa potrebbe dipendere questo suo atteggiamento: forse dal fatto che ha subito un trauma fuori casa di cui voi non vi siete accorti o forse semplicemente perché non si sente sicura quando esce da sola con te, visto che invece quando ci sono altre persone o cani è più tranquilla
Insomma… forse gli manca una persona di riferimento all'interno del branco ovvero della famiglia.
Prova a contattare un educatore cinofilo il quale vedendo il cane di sicuro si farà un'idea più precisa della situazione, approfitta del fatto che Lilli è ancora un cucciolo perché col tempo forse questo atteggiamento potrebbe diventare un vero e proprio problema.
Se non conosci nessun educatore cinofilo nella tua zona scrivi a prontofido@prontofido.net e cercherò di fornirti qualche nominativo."

8.1.2015

Gli scimpanze' premeditano

Gli scimpanzè possono compiere azioni premeditate. Hanno cioè la capacità di programmare in anticipo un'azione, pensando a come poterla mettere in atto al meglio. La dimostrazione arriva da quello che fino a qualche tempo fa poteva essere preso per un primate un po' discolo, il più esuberante tra gli animali ospiti dello zoo di Furivik, in Svezia, capace di reagire in malomodo alla presenza di visitatori non graditi. Invece il lancio di pietre con cui Santino - questo il nome della scimmia - era solito bersagliare quanti passavano nei pressi del suo recinto non era un semplice raptus, ma un qualcosa di studiato in anticipo.
La conferma arriverebbe dagli studi e dalle osservazioni di Mathias Osvath, dell'università di Lund, che ha accertato che Santino era solito procurarsi le munizioni da scagliare contro i suoi bersagli. Lo scimpanzé, 31 anni, maschio dominante del gruppo di primati dello zoo, ha ripetuto in più occasioni le proprie performances (senza fortunatamente riuscire mai a colpire nessuno) e i responsabili del parco si erano più volte chiesti come facesse ad avere sempre sottomano i «proiettili» da lanciare. La risposta è stata che se li procurava in anticipo, raccogliendoli dal fossato pieno d'acqua che circonda l'area degli scimpanzé, tenendoli pronti per usarli alla bisogna.
Santino è la prova vivente - sostengono adesso gli scienziati - che gli animali sono in grado di premeditare, di compiere gesti in vista di azioni future, una caratteristica che veniva finora attribuita esclusivamente alla razza umana. Santino non raccoglieva solo le pietre ammonticchiandole in un preciso punto del recinto. Le rompeva anche, per moltiplicare le munizioni e renderle più aerodinamiche. «Non sono mai riuscito a fotografarlo mentre raccoglieva pietre - racconta al Times Mathias Osvath -: non appena si accorgeva di essere osservato, smetteva immediatamente

7.1.2015

Grasso non e' bello

Uno studio recente ha permesso agli esperti di tracciare il profilo dell'animale domestico extra-large. Si tratta di un sedentario costretto, a causa dei troppi impegni dei padroni, della loro pigrizia o della loro indifferenza a una vita da appartamento con scarse uscite ai giardini.
I cani nutriti in maniera casalinga o mista, poi sono quelli più colpiti dal fenomeno rispetto a quelli che mangiano solo cibo industriale, mentre per i gatti è vero il contrario.
Molti proprietari ignorano il problema: in Italia meno del 50% degli animali viene pesato. Il dato è più o meno in linea con quello europeo dove il tasso di sovrappeso e obesità tra gli animali domestici varia tra il 25 e il 45%.
Questo trend non fa troppo sperare in un cambiamento di rotta.
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