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Il magazine degli animali

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18.2.2017

I cani riconoscono la felicità

Sapevate che i cani conoscono la differenza tra una faccia felice e una arrabbiata? Lo ha confermato uno studio scientifico pubblicato sulla rivista “Current Biology
Nel nuovo studio, i ricercatori hanno “arruolato” dei quattrozampe ai quali sono state mostrare facce felici o arrabbiate, “zoomando” prima sulla parte superiore e poi sulla metà inferiore del viso. Ebbene, i cani sono stati in grado di selezionare il volto arrabbiato o felice più spesso di quanto ci si aspetterebbe. I risultati mostrano dunque non solo che i cani imparano a identificare le espressioni facciali, ma che sono anche in grado di trasferire nella pratica ciò che hanno imparato.
Ludwig Huber, capo del gruppo della ricerca ha spiegato che cosa esattamente significhi per il cane tutto questo: è probabile che i nostri amici a quattrozampe «associno un volto sorridente a un significato positivo e un'espressione facciale arrabbiata a un significato negativo».
E questo perché, i cani sono risultati più lenti a imparare ad associare un volto arrabbiato a una ricompensa, suggerendo che avevano già assimilato l'idea che è meglio stare alla larga dalle persone accigliate. I ricercatori continueranno a esplorare la capacità dei cani di riconoscere le emozioni umane. «Ci aspettiamo di acquisire importanti conoscenze sullo straordinario legame tra l'uomo e il suo migliore amico, e sulla vita emotiva degli animali in generale», conclude il ricercatore.

12.2.2017

SOS per animali smarriti

C'è un progetto molto interessante e utile per gli animali smarriti. Ce ne parla il dottor Emanuele Minetti medico veterinario a Milano:
"Nelle scorse settimane abbiamo ribadito al Comune di Milano nella persona dell'Assessore Cocco una proposta avanzata congiuntamente da ANMVI (Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani) e ConfProfessioni Lombardia che abbiamo chiamato SOS Fido nell'ambito del progetto “MigloraMI”.
Bisogna sapere i Medici Veterinari liberi professionisti per animali da compagnia non hanno frequenti contatti e relazioni con le Amministrazioni Comunali, in quanto si interfacciano eventualmente con le ASL territoriali. Caratteristica peculiare però delle Strutture Veterinarie è l'ampia diffusione su tutto il territorio comunale e la lunga durata del loro orario di apertura, arrivando a coprire in decine di casi le 24 ore 7 giorni su 7 nei Pronto Soccorso Veterinari.
Abbiamo pensato perciò di poter proporre una modifica nelle modalità di ritrovamento nei confronti dei cani smarriti: attualmente quando un cittadino trova un cane vagante senza padrone è tenuto a chiamare la Polizia Locale od i Carabinieri che allertano immediatamente l'accalappiatore, il quale, arrivando sul posto, cattura o lo prende in consegna per ricoverarlo nel Canile Sanitario della città. Tutto questo ha, come si può facilmente immaginare, un costo diretto per l'animale in termini di benessere, anche elevato, ma anche un costo in denaro che va in carico alla collettività tutta, unitamente a quelli dei primi giorni di ricovero in Canile, visto che il microchip non sempre viene letto immediatamente.
Ebbene, sarebbe sufficiente che il Sindaco modificasse subito la norma ed autorizzasse ufficialmente i Medici Veterinari a leggere il microchip del cane ritrovato dai cittadini ed a contattare immediatamente il proprietario, consultando il Sito dell'Anagrafe Canina Regionale, come peraltro già viene fatto da molti Colleghi che però mettono in atto una procedura al momento non corretta, praticamente fuori legge.
In pochi minuti verrebbe trovato il legittimo proprietario che potrebbe quindi recarsi presso la Struttura Veterinaria e ritirare l'animale: i vantaggi sono ovviamente la velocità di riconsegna dell'animale ed il risparmio per le casse comunali.
Queste modalità operative potrebbero essere estese poi a tutta la Regione, come già proposto ed in discussione nelle commissioni dedicate, con gli immaginabili vantaggi economici, e in tal senso la Città di Milano farebbe da apripista e per tutto il territorio nazionale, portando magari finalmente ad una uniformazione delle anagrafi canine sul territorio e sulle norme che le regolano, davvero troppo differenti fra loro".
Emanuele Minetti
Medico Veterinario
Presidente ANMVI Lombardia


11.2.2017

In Olanda treni a zero emissioni

Una grande novità nei Paesi Bassi dove l'attenzione all'impiego di energia pulita ha raggiunto livelli davvero sorprendenti, visto che da quest'anno tutti i treni a zero emissioni del Paese si muoveranno soltanto grazie all'eolico. E' un traguardo notevole soprattutto se si considera che le previsioni iniziali avevano fissato nell'inizio del 2018 il termine per il suo raggiungimento.
In soli due anni la collaborazione tra il fornitore ed NS ha permesso al 100% dei treni ecologici olandesi di ricevere alimentazione dalla sola energia eolica. Il tutto senza inficiare in alcun modo l'efficienza della rete di trasporto perché con una sola ora di funzionamento una pala eolica è in grado di garantire ad un treno ben 200 chilometri di autonomia. Grazie, dunque, all'elettricità prodotta nei parchi eolici, la rete ferroviaria olandese potrà beneficiare di una fornitura di energia pari ad 1,4 miliardi di wattora, sufficiente ad alimentare i treni ecologici del Paese con tutti i benefici in termini di qualità dell'aria, di consumi e di sfruttamento delle risorse.
Ma non è finita, perché pensando ad una sempre più drastica riduzione dell'impatto ambientale dei trasporti su rotaia, l'NS sta mettendo a punto sistemi sempre più efficaci per ottimizzare i consumi di energia dei singoli passeggeri, in modo tale che entro il 2020 si possano ridurre i consumi di un ulteriore 35% rispetto a quelli registrati nel 2005.

5.2.2017

Squali salvi grazie a sms

Una “rete” salverà gli squali grazie a una nuova tecnologia e così sarà possibile salvarli attraverso un messaggio di avvertimento inviato sul cellulare. Questo nuovissimo sistema che si allaccia alle reti da pesca è stato realizzato per evitare che pesci ed animali marini di grossa taglia, possano morire nelle reti dei pescatori a causa di catture accidentali.
Il sistema, ideato dall'università della Calabria, è stato sperimentato con successo all'Isola dell'Asinara ed è stato sviluppato nell'ambito di SharkLife, un progetto dell'Unione europea finanziato con lo strumento Life+ per la conservazione degli squali nel Mediterraneo. L'obiettivo come dicevamo è ridurre le catture e la mortalità dello squalo elefante, il pesce più grande del Mediterraneo, ma sarà utile anche per gli animali di grande taglia come i cetacei e le tartarughe marine.
«Il congegno è in grado di rilevare e segnalare istantaneamente via sms l'avvenuta cattura - dichiara Stefano Di Marco, vicepresidente nazionale del Cts e responsabile del progetto - Alle reti sono applicate a intervalli regolari delle miniboe in grado di percepire attraverso dei sensori il peso dell'animale catturato: quelli di dimensioni superiori fanno scattare l'allarme già presente nella boa, che fa partire immediatamente un messaggio indirizzato al personale».
Il Mediterraneo ospita 45 specie di squali, e l'Italia in particolare ne ospita 43. Per il rapporto dell'Unione mondiale per la conservazione della natura (Iucn) l'area del Mediterraneo ha la percentuale più alta di squali e razze minacciate.
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