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Il magazine degli animali

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12.8.2014

Antibiotici insieme alla carne

Sapevate che ogni anno un consumatore medio di carne ingerisce a sua insaputa quasi 9 grammi di antibiotici, equivalenti a un poker di terapie? E' il risultato di un nuovo dossier della Lav che porta alla luce i rischi sanitari ancora poco conosciuti dai carnivori. L'ingestione continuata di questi medicinali, può provocare alla lunga disturbi intestinali cronici e può rendere i trattamenti antibiotici inefficaci quando veramente servono.
Il dossier è stato pubblicato dalla Lav in concomitanza con l'uscita del romanzo-inchiesta “Se niente importa. Perché mangiamo gli animali?” dove si descrive con realismo il sistema degli allevamenti intensivi, mettendone in discussione la necessità e in evidenza le sofferenze inflitte agli animali.
Le condizioni di vita negli allevamenti industriali sono responsabili del debole stato di salute degli animali. Senza i farmaci, quindi, non sarebbe possibile far funzionare alcun allevamento intensivo. Pensate che per produrre 1 chilo di carne sono impiegati mediamente 100 mg di antibiotici. I farmaci rimangono spesso nei tessuti degli animali e arrivano nel piatto. Il maggior fattore di rischio è rappresentato dal consumo di carne macinata di manzo cruda o poco cotta, ma ne è stata dimostrata la presenza anche in carni di pollo, agnello e maiale.
Secondo la Fao entro il 2050 i consumi mondiali di carne raddoppieranno. “Raddoppiare questi numeri significa portare al collasso la Terra sotto il profilo ecologico, sanitario ed economico. I cittadini pagheranno sempre di più con la loro salute un metodo di produzione animale altamente rischioso. E' indispensabile riconvertire il sistema alimentare attuale verso un sistema ‘sostenibile' iniziando dal non considerare più gli animali come cibo indispensabile perché così non è: proteine, carboidrati, vitamine, sali minerali e grassi sono ampiamente disponibili nel mondo vegetale.”

11.8.2014

L'origine degli elefanti? l'acqua

Sapevate che l'origine degli elefanti non è nelle savane ma bensì nell'acqua? A dirlo è uno studio pubblicato sulla rivista scientifica New Scientist confermando che sono stati trovati i fossili di alcuni loro parenti stretti nelle acque dolci dei fiumi e delle paludi dell'Egitto di 37 milioni di anni fa.
Ma visto che i fossili rinvenuti dello scheletro di questo cugino dell'elefante erano decisamente incompleti, gli studiosi hanno studiato gli isotopi stabili dei denti e i relativi fossili. In questo modo hanno trovato livelli bassi di ossigeno, tipico della vita acquatica.
Comunque secondo gli scienziati questi antichissimi animali erano semi-acquatici e vivevano nelle paludi di acqua dolce dove pascolavano. Il che dimostrerebbe che l'ordine dei proboscidati (cioè gli attuali elefanti) e i loro parenti estinti erano molto imparentati.
Per spiegarci meglio: gli attuali elefanti hanno avuto origine da progenitori anfibi, e c'è una realtà semi-acquatica nella prima fase di evoluzione della categoria dei proboscidati.

8.8.2014

Vacanze in nave!

E' tempo di vacanza e molti di voi come sempre viaggeranno con il proprio amico a 4 zampe. Oggi vorrei parlarvi di come affrontare il viaggio in nave.
Solitamente durante i viaggi in nave i nostri cani possono restare o sul ponte all'aperto oppure nelle apposite aree canile. Spesso e volentieri questi posti non sono realmente i migliori per lasciare i nostri cani, ma come sempre dipende dalle linee con le quali si viaggia.
Ultimamente mi è capitato di dover affrontare un viaggio molto lungo via nave dove ho dovuto per forza di cose mettere i miei cani nelle gabbie per diverso tempo. Fortunatamente la zona canile era in condizioni buone. Gabbie grandi e pulite dove i miei cani hanno potuto restare insieme.
Poiché per loro era la prima volta la cosa che ho pensato fosse giusto fare è stata quella di portargli una coperta, una ciotola d'acqua e qualche premietto. Dopo essermi assicurata che la temperatura fosse buona e il rumore non assordante sono andata via per un po'.
Ho lasciato i cani soli una trentina di minuti, dopodiché sono tornata a prenderli e li ho portati a fare un giro. Siamo rimasti un po' insieme e poi li ho riportati nella loro gabba per un paio d'ore.
In entrambi i momenti i cani erano molto agitati. Soprattutto uno che molto ansioso respirava affannosamente perdendo saliva dalla bocca e preoccupata di questo sono andata di nascosto a controllarli accertandomi che tutti e due stessero bene, ma senza farmi vedere perché non volevo agitarli. Dopo qualche tempo anche loro hanno iniziato a capire che era tutto a posto e che io sarei sicuramente tornata a riprenderli.
Quindi in breve i consigli sono:
•abituate i cani lentamente alla gabbia, dandogli la conferma che non li state abbandonando
•lasciategli dell'acqua e dei premietti
•controllate il vostro cane diverse volte senza farvi vedere per essere sicuri che sia tutto a posto
•mi raccomando però se vedete che l'area cani è molto rumorosa e troppo calda… fateli restare con voi sul ponte… perché potrebbe essere pericoloso

7.8.2014

L'oca Geraldina salva Rex

Rex è un pastore tedesco dal passato difficile. Un cane ritenuto aggressivo sia con le persone che con gli altri animali. Un carattere che lo stava portando nel “braccio della morte”. Dopo essere stato salvato da un cantiere dove era tenuto alla catena, Rex aveva trovato ricovero nel Puriton Horse and Animal Rescue di Bridgwater (Regno Unito). Ormai la sua fama era tale da non dargli più speranze di recupero. Almeno sin quando ha incontrato Geraldina, non una volontaria con particolari doti da educatrice, ma semplicemente un'oca che, in qualche maniera, ha fatto breccia nel cuore del cane.
L'oca è arrivata al rifugio tre mesi fa, dopo essere stata portata dalla famiglia che non poteva più occuparsi di lei. Un giorno la pennuta si è avvicinata a Rex che, invece di aggredirla, la accolta con gentilezza. Da quel momento i due sono diventati amici, condividendo spazi, tempo e cibo.
«Sono molto affettuosi e a lui piace leccarle la testa e a baciarla - racconta i volontri del rifugio -. Stanno stretti stretti e dormono insieme ogni sera. Normalmente ogni uccello che avesse attraversato il suo cammino sarebbe stato mangiato da Rex ma non Geraldine».
Ora Rex è calmo e non rischia più di fare una brutta fine.
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