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Il magazine degli animali

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22.7.2014

Vacanze di micio: meglio a casa

Se si va in vacanza per periodi brevi è meglio lasciare il gatto in casa PROPRIA con una persona di fiducia addetta al cibo ed alla cassetta, in grado di capire eventuali problemi.di salute e di toccarlo per carezze e coccole e per pettinarlo. Per cani e gatti, non prenotare all' ultimo minuto e scegliere sia su consiglio del veterinario e/o informandosi anche da conoscenti fidati; è meglio fare prima di lasciare l'animale per lunghi periodi almeno due giorni di prova. E' importante portare il proprio animale direttamente alla struttura prescelta in precedenza visitata, senza intermediari, perché occorre sapere in quali condizioni verrà tenuto. La pensione piu' affidabile e' quella dove si puo' entrare senza preavviso per fare visita all'animale. Evitare “appartamenti pensione” dove e' impossibile una disinfezione accurata. Anche per il gatto è meglio una gabbia di 1,5 metri quadri, con possibili saliscendi e area separata per la toilette, per il rischio contagio: e' una questione di sicurezza sanitaria'. Ed e' sempre bene lasciare un contatto reperibile.Per le VACCINAZIONI:: nel gatto meglio fare il richiamo della trivalente, se va all'aperto ed in pensione per lunghi periodi anche con la leucemia felina. Per il cane è bene optare per vaccinazioni complete anche di parainfluenza e leptospirosi. Se si porta l'animale con se attenzione al passaporto sanitario per espatriare (cane, gatto, furetto), da richiedere alla Asl veterinaria di appartenenza, che sostituisce i certificati di buona salute, rilasciato dopo l'applicazione del microchip e l'iscrizione all'anagrafe regionale, ed alla vaccinazione per la rabbia. Non in tutti i paesi le norme per introdurre gli animali sono uguali, quindi è indispensabile informarsi con alcuni mesi di anticipo.E' opportunopoi prepararsi una lista, anche tramite l'aiuto del proprio veterinario, su strutture sanitarie nel luogo di villeggiatura in caso di emergenza.

21.7.2014

Colpi di calore: come evitarli

Parliamo oggi dei colpi di calore. Come evitarli e come comportarci nel caso si assista ad un colpo di calore per un cane o un gatto.
Lo chiediamo al dottor Emanuele Minetti medico veterinario a Milano, DIRIGENTE DELL'ANMVI
Il COLPO DI CALORE è pericoloso ed in agguato per tutti. Per cani e gatti, fare più attenzione ai manti di colore scuro ed alle razze a pelo lungo, controllando sempre come respirano. Evitare sempre di lasciarli in auto in sosta. Per un cane in estate bastano 15 minuti in auto per rischiare di morire (anche a finestrino aperto). Anche i GATTI a pelo lungo sono a rischio caldo. Il gatto bianco invece ha minori difese nei confronti dei raggi UV, quindi attenzione a non esporli al sole nelle ore centrali della giornata, e possibilmente usare creme a protezione totale per orecchie, muso e coda (rischio di tumore della pelle). I CANI piu' a rischio sono gli anziani cardiopatici, o con deficit respiratori, anche dovuti alla razza: per esempio bulldog, carlino, pechinese e shihtzu, con il muso schiacciato, vanno tenuti sempre al fresco, quindi anche la spiaggia sarebbe da evitare. Evitare per tutti passeggiate nelle ore piu' calde, in zone senza ombra, sull'asfalto rovente. Ogni volta che si ha un dubbio bagnare l'animale, avvolgerlo se possibile in un asciugamano/tessuto ben bagnato (per abbassare la temperatura con l'evaporazione) e correre dal veterinario.


18.7.2014

Parto. Lo lascio in pensione?

Oggi rispondiamo a Silvia che ci scrive perché tra poco partirà per un viaggio e lascerà il suo Golden di 4 anni per due settimane in pensione. Ci chiede come fare per far si che soffra il meno possibile non avendolo mai lasciato senza un membro della famiglia. La parola a Daniela Lisi.
"Cara silvia, il primo consiglio che mi viene in mente è di trovare una di quelle pensioni dove tengono i cani tutti insieme. Ti spiego: ci sono alcuni posti che decidono, previa selezione dei cani, di tenerli tutti insieme in modo che possano socializzare, giocare o anche semplicemente farsi compagnia durante l'assenza del proprietario.
Ribadisco: previa selezione, perché è ovvio che se un gruppo di cani deve convivere per diversi giorni occorre essere sicuri che non si creino degli scontri all'interno. Quindi devi in primis essere sicura che il tuo cane sia socievole e non aggressivo con gli altri.
Se non dovessi trovare questo tipo di pensione ma una di quelle con i classici box, prima di tutto devi assicurarti, vista la stagione, che siano box coibentati e chiedi di vedere dove vengono tenuti i cani, mi raccomando!! Nel momento in cui ti accerti che si tratta di una buona pensione l'ideale sarebbe abituarlo qualche giorno prima al box. Molte pensioni lo fanno. Questo perché il cane in questo modo inizierà a conoscere l'ambiente a restare solo prima per un'ora, poi per 2 e così via.. Io personalmente ritengo che l'abituazione al box sia un passaggio importante per far si che il cane non soffra.
Oltre a questo il giorno in cui lo lascerai porta con te il suo gioco preferito, se riesci la sua cuccia o coperta e anche qualche tuo indumento.. in modo che possa sentire anche il tuo odore all'interno del box.
Ovvio è che questi sono solo piccoli accorgimenti.. se la pensione è buona e il cane viene trattato bene, di sicuro sentirà la tua mancanza, ma molto probabilmente non soffrirà così tanto come credi. Fammi sapere!"
Se anche voi volete qualche informazione sull'educazione del vostro amico, scrivete a prontofido@porontofido.net

17.7.2014

Il gatto addomestica se stesso

I gatti riconoscono la voce dei propri padroni, ma semplicemente la ignorano. Secondo uno studio dell'Università del Giappone, infatti i gatti avrebbero questo atteggiamento a causa del modo in cui si sono evoluti. Loro sono infatti in grado di «addomesticare» sé stessi e quindi non hanno avuto bisogno di basarsi sui comandi umani. Lo studio dimostra dunque che questi animali non rispondono ai propri proprietari perché non hanno avuto necessità degli umani durante il processo evoluzionistico.
Dagli esperimenti condotti da Atsuko Saito è emerso che i gatti, di fronte a una chiamata del loro padrone, muovevano la testa nella direzione della voce e drizzavano le orecchie. Tuttavia, sceglievano di non rispondere. «Quando erano chiamati da estranei - precisano gli scienziati - si mostravano tuttavia ancora meno reattivi». Lo studio ha testato le reazioni di una ventina di gatti, analizzando le risposte misurando movimenti, vocalizzazione e dilatazione degli occhi. L'indifferenza del gatto risiederebbe nella primissima domesticazione della specie. «Storicamente, i gatti a differenza dei cani sembrerebbero non essere stati addomesticati per obbedire agli esseri umani. Piuttosto sembrano loro a prendere l'iniziativa nell'interazione uomo-gatto».
Evviva il gatto
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