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Il magazine degli animali

In onda su Radiomontecarlo tutti i giorni alle ore 14,45.

Tutti gli argomenti già trattati

27.1.2017

E' adottato e non mangia

"Ho adottato da una settimana un cane meticcio di otto anni, sano e docile, ma un po' timoroso.
Da alcuni giorni mangia meno e a volte salta totalmente il pasto. Che fare ? ho cambiato marca di crocchette, ma con nessun apprezzabile risultato.
Cosa potrei fare?? La ringrazio molto anticipatamente. Danila" risponde la dottoressa Sabrina Giussani Medico veterinario esperta in comportamento animale:
"Buongiorno Loredana e buongiorno a tutti gli ascoltatori.Quando un cane adulto arriva in famiglia, impiega circa un mese prima di adattarsi completamente ai nuovi ritmi. Immaginiamo di essere ospitati da qualcuno che non conosciamo: solo quando ci sentiremo integrati e a nostro agio mostreremo chi siamo davvero. Ecco perché le prime settimane di convivenza sono “un po' strane”. Il cane potrebbe sembrare sicuro di sé, intraprendente o timoroso e insicuro per poi trasformarsi nell'esatto contrario. Il nuovo arrivato potrebbe avere un appetito capriccioso perché non sta bene, non è abituato a consumare quel tipo di alimento o si trova a disagio. Consiglio alla Sig.ra Danila di sottoporre il nuovo arrivato dapprima a un'accurata visita clinica completata da esami collaterali poichè il cane ha già otto anni e non conosciamo nulla del suo passato. Arrivederci alla prossima settimana."

26.1.2017

Padri che accudiscono i figli

Un team di ricercatori delle Università di Bath e di Sheffield ha scoperto perché tra le popolazioni di alcune specie di animali è il padre, e non la madre, a prendersi cura dei piccoli.
Pare che il capovolgimento dei ruoli sia provocato da uno squilibrio nei numeri dei maschi e delle femmine di uno stesso gruppo: quando le femmine sono poche o in minoranza, i maschi si occupando dei figli.
Il ribaltamento delle funzioni è stato rilevato in animali come i cavallucci marini del genere Hippocampus e in alcune specie di uccelli, in cui la femmina produce le uova e ad accudirle sono i maschi.
La ricerca svela un mistero che per secoli ha acceso il dibattito tra scienziati, in particolare tra biologi evoluzionisti. Lo studio è il primo a sostenere che il ribaltamento dei ruoli sia condizionato dall'ambiente sociale in cui questi animali vivono. Si tratta di contesti in cui le femmine sono in minoranza e lasciano i maschi ad occuparsi della prole, cogliendo così l'occasione di accoppiarsi con altri partner e contribuendo alla sopravvivenza della specie, senza affaticarsi e sprecare energie in eccesso nelle attività di accudimento.
Hanno inventato il femminismo.

25.1.2017

Wedding dog sitter

Paola Pavesio è una wedding dog sitter ed è la mamma di Oliver un cane adottato da un canile che, durante il matrimonio dei suoi padroni si trasforma in «paggetto d'onore» cioè un lavoro insolito nato negli Stati Uniti da alcuni anni e che inizia a diffondersi anche in Italia.
Per Paola, che vive a Castiglione Torinese è stata una scelta consolidata dal grande amore per gli animali ed è soddisfatta dell'attività denominata «Sogni a colori». Opera in Piemonte, tra Asti, Torino, Cuneo, e in Liguria. Spiega: «Il mestiere di wedding dog sitter richiede empatia e soprattutto pazienza. La cerimonia è solo l'atto finale di un viaggio tra me e il cane. Un percorso che inizia mesi prima della festa con la conoscenza del cane, delle sue esigenze, orari, carattere, pregi e difetti
«Successivamente – aggiunge – passo alla fase più pratica: il cane viene preparato per indossare in chiesa o in municipio una pettorina, in tinta con gli abiti degli sposi, per portare le fedi. Il mio ruolo è accompagnare il quattro zampe con discrezione. Al momento del fatidico «si» libero il cagnolino chiamato dalla coppia. La scena è sempre divertente e emozionante per i protagonisti, E spesso una lacrimuccia scende a me». Nella mente della dog sitter di matrimoni resta sempre un ricordo. «Ogni cerimonia – conclude Paola Pavesio – mi regala musetti dolci, amore incondizionato, coppie felici».

24.1.2017

Gli uccelli sono intelligenti

Secondo gli scienziati della Vanderbilt University di Nashville nel Tennessee, gli uccelli sanno svolgere compiti cognitivi complessi perchè hanno più neuroni “impacchettati” rispetto ai mammiferi e persino ad alcuni primati con la stessa massa cerebrale. I ricercatori ne hanno misurato il numero nel cervello di oltre una dozzina di specie, dal minuscolo diamante mandarino al 6 volte più alto emu'.
Una ricerca nata da una domanda: perchè i pappagalli e e i corvi sono in grado di realizzare e usare strumenti, risolvere problemi, trarre conclusioni di causa-effetto, riconoscersi in uno specchio e fare progetti per il futuro? Ecco la risposta: «Abbiamo scoperto che gli uccelli, specialmente quelli canterini e i pappagalli, hanno un gran numero di neuroni nella parte del loro cervello che corrisponde alla corteccia cerebrale che è legata a funzioni cognitive come la programmazione futura». gli uccelli riescono a svolgere questi compiti complessi perché l'area associata al comportamento intelligente, detta proencefalo, contiene molti più neuroni di quanto finora stimato. Tanti quanti i primati di medie dimensioni.
«Per molto tempo dire a qualcuno che aveva un cervello da gallina era considerato un insulto - conclude la scienziata - Ora invece dovrebbe essere considerato un complimento».
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