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Il magazine degli animali

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9.9.2014

Cani e gatti sempre più longevi

Secondo vari studi condotti negli ultimi anni, non è raro trovare cani che campano fino a quindici anni e gatti che toccano i venti. I veterinari parlano di una vera e propria rivoluzione che ha completamente stravolto i tradizionali parametri di longevità canina e felina.
Per calcolare l'età di un cane in rapporto alla nostra, una volta si usava moltiplicare un anno canino per sette. Ma la formula si è rivelata inadeguata anche perché le specie di taglia media e piccola e gli incroci vivono più a lungo dei cani di taglia gigante. Eppure secondo gli addetti ai lavori la longevità degli animali domestici dipende soprattutto da noi perché Le scelte che operiamo per loro determinano la qualità e la durata della loro esistenza», il dott. Richard T. Goldston, esperto di gerontologia veterinaria. Dice che «Invece di imbottire i nostri cuccioli di cibi ad alto contenuto di proteine, calcio e fosforo sarebbe meglio somministrare loro alimenti per cani adulti, che contengono dosi minori di vitamine e minerali». Le parole d'ordine: dieta ed esercizio.
I veterinari concordano che cani e gatti snelli vivono in media due-tre anni in più di quelli sovrappeso. «È importante evitare accumuli adiposi, soprattutto nei cuccioli — ci spiega ancora l'esperto —, bisogna dar loro almeno tre anni per raggiungere le dimensioni di adulti, senza metterne sotto stress lo scheletro e gli organi interni come il cuore» .
L'argomento dei nostri amici vecchietti non finisce qui, Domani qui al Magazine vi leggerò alcuni consigli utili per chi come me convive con un animale non più giovanissimo.
A domani.

8.9.2014

Ancora domande sul microchip

Sara ci chiede se deve inserire il microchip al suo cane, un incrocio di 10 anni, ma è piena di incertezze. Sara domanda: devo portarlo dal mio veterinario di fiducia? è doloroso? so che è obbligatorio ma se non lo faccio a cosa vado incontro? viene rilasciato un documento?
Risponde il dottor Emanuele Minetti, veterinario a Milano e vice presidente dell'ANMVI.
"Il microchip è un circuito integrato applicato nel tessuto sottocutaneo di un cane, gatto, o di un altro animale. I microchip sono delle dimensioni circa di un chicco di riso e sono basati su una tecnologia passiva RFID. Il Tatuaggio è un altro metodo, oggi desueto, usato per l'identificazione degli animali.
I Microchips sono particolarmente utili in caso di smarrimento o furto degli animali domestici. Possono anche essere determinanti in caso di contenzioso sulla proprietà degli animali.
I rifugi e I centri di lotta al randagismo hanno una enorme utilità nell'applicazione dei microchips, restituendo più velocemente ed efficientemente gli animali ai loro padroni.
Oltre che dai rifugi, I microchips sono utili nei canili, agli allevatori, venditori, agli addestratori nei libri genealogici, nelle strutture veterinarie, nell'allevamento del bestiame.
Le guardie zoofile, il servizio veterinario delle ASL e I veterinari Liberi professionisti sono forniti di un lettore di microchip.
Molte nazioni utilizzano e richiedono un numero di microchip insieme alla vaccinazione, come prova che la vaccinazione e l'animale corrispondano.
L'applicazione di Microchip può essere richiesta nell'ambito delle regole del CITES che regolamenta il commercio di molti animali rari.
I medici veterinari possono applicare I microchips o ricercare un microchip applicato con il lettore ogni volta che l'animale è portato a fare una visita clinica."
scrivete le vostre mail a prontofido@prontofido.net

5.9.2014

Depressione post-vacanze

Oggi rispondiamo a Cristian che ci scrive perché il suo Billy, meticcio di un anno, al rientro dalle vacanze sembra triste e si dispera ogni volta che rimane solo in casa. Cristian non capisce perché, sono atteggiamenti che non ha mai avuto.
"Caro Cristian, i comportamenti del tuo cane sono del tutto normali. Scrivi nella tua mail che Billy è venuto con te in vacanza, che siete stati insieme 24 ore su 24, che avete passeggiato tanto e lui era molto molto contento di tutto questo.
Ecco dove sta il problema…. Il cane, come sempre vi dico, è un animale abitudinario che risente dei cambiamenti soprattutto di quelli repentini.
Tu e Billy avevate fissato delle abitudini nella vita quotidiana, sulle uscite, sui pasti, sulle passeggiate e sulla tua presenza in casa, e Billy si è abituato a questo. Nel momento in cui siete andati in vacanza tutto è cambiato, decisamente in meglio per Billy, il quale tornato a casa ha dovuto riprendere la solita routine, quindi, non averti con lui 24 ore su 24, non fare tutti i giorni lunghe passeggiate super stimolanti e restare solo in casa in attesa del tuo ritorno.
Questo repentino cambiamento crea al cane qualche difficoltà, per questo non vuole più rimanere solo a casa e ti sembra triste, anche perché non stimolato come durante le scorse tre settimane.
Ora, una soluzione a questo non c'è, se non aspettare che Billy recuperi le sue vecchie abitudini. Un consiglio invece per le prossime vacanze, è di cercare di non cambiare così tanto le abitudini del cane o rientrare un paio di giorni prima a casa e riprendere gradualmente le routine delle vostre giornate."

4.9.2014

Il linguaggio dei pinguini

Anche i pinguini hanno un loro particolare linguaggio. Lo hanno scoperto ricercatori dell'Università di Torino guidati da Livio Favaro studiando il pinguino del Capo specie che vive sulle coste del Sudafrica e della Namibia. Il piccolo pinguino africano, una specie minacciata di estinzione, ha ben sei tipi di vocalizzazione, con i quali esprime vari sentimenti tra i quali «fame», «rabbia» e «solitudine».
Delle sei vocalizzazioni, quattro sono esclusive degli esemplari adulti, mentre due appartengono agli animali più giovani e ai pulcini. Analizzando i vocalizzi di un gruppo di pinguini in cattività, hanno scoperto che i pinguini adulti hanno un particolare tipo di suono per esprimere il «distacco» e il «senso di isolamento», vocalizzi che sono stati chiamati «grida di contatto». Suoni che sono differenti da quelli che invece utilizzano nel corso di confronti o lotte con gli altri esemplari. Suoni che sono ancora diversi da quelli espressi durante l'accoppiamento o quando la coppia forma un «duetto» nel corso della nidificazione.
I più piccoli, invece, esprimono i loro vocalizzi legati soprattutto alla domanda di cibo. Per la cronaca la ricerca è durata 104 giorni, durante i quali la squadra di ricercatori ha registrato una serie di video dei 48 pinguini presenti allo zoo di Torino. La ricerca è stata pubblicata sulla rivista scientifica specializzata PlosOne
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