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Il magazine degli animali

In onda su Radiomontecarlo tutti i giorni alle ore 14,45.

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13.6.2014

Le scale..... che paura!

Oggi rispondiamo ad un ascoltatrice che ci scrive perché la sua cagnolona di 3 anni ha dei problemi ad affrontare una scala all'interno della casa. E' un problema che ho avuto anch'io con la mia amatissima Beppa, la mia maremmana. La parola a Daniela Lisi la nostra educatrice cinofila
Come ben pensi credo che la tua cagnolona abbia subito un trauma cadendo dalle scale. Non sapendo esattamente quando è successo l'unica cosa che posso pensare è che il cane abbia collegato il dolore per la sua malattia e per il post operatorio alle scale..... di conseguenza la piccola non ha più nessuna intenzione di attraversare quella zona per paura di riprovare ancora quel dolore.
A questo punto intervieni tu, cercando di darle fiducia e farle capire che quelle scale non provocano nessun tipo di dolore . Cerca di fare le scale insieme a lei, non da umana però... ma da cane.. Inginocchiati con lei sui gradini e falle vedere che non succede nulla, prendile la zampetta e spostagliela sul primo gradino.. insieme a tutto ciò cerca anche di allungarle qualche buon bocconcino. È importante fare un passo alla volta. Se vedi che fa il primo scalino senza troppa paura azzardi con il secondo, altrimenti ti fermi e dopo qualche ora o il giorno dopo ci riprovi.
Importantissimo è non pretendere che la cucciola faccia tutti gli scalini in una sola volta... la pazienza è la virtù dei forti, mi raccomando!
Un altro consiglio è quello di alzare un pò l'autostima del tuo cane... l'ideale sarebbe praticando un pò di mobility dog, disciplina di cui vi avevo parlato tempo fa. Se non hai la possibilità di farlo puoi usare un pò di giochi di attivazione mentale... vi avevo già parlato di questi giochi essenziali nella vita del nostro cane.
Nel caso volessi sapere dove comprarli o come fare per costruirli da sola, scrivimi.
Qualche consiglio sull'educazione del vostro cucciolo? Scrivete a Daniela Lisi prontofido@prontofido.net. ed è tutto

12.6.2014

Le fusa di micio

Oggi qui al Magazine degli animali dedichiamo il nostro spazio ai mici, gli amati micioni o micini. Parliamo del loro linguaggio, delle loro fusa che costituiscono, probabilmente l'aspetto più intrigante agli occhi (anzi alle orecchie) di noi essere umani. Tutti noi, o quasi, conosciamo a grandi linee il loro significato, ma esiste anche un utilizzo in situazioni meno conosciute?
Le fusa si sa sono un suono caratteristico del gatto generato da una contrazione rapidissima e continua della laringe e del diaframma.
Questo particolare brontolio è sempre stato associato ad uno stato di piacere del gatto: i felini domestici infatti emettono questo suono principalmente per dimostrare affetto.
Quando un gatto fa le fusa è provato che ciò genera benefici per il suo organismo migliorando la circolazione del sangue.
Secondo alcuni studi recenti le fusa vengono utilizzate anche in situazioni meno conosciute: in particolare secondo la studiosa Elisabeth Thomas, il gatto le utilizzerebbe durante alcune battute di caccia. I mici farebbero quindi le fusa alle loro prede ma il significato di questo solito comportamento sarebbe quello di cercare di calmare e rassicurare la vittima traendone un vantaggio di caccia
Mica male no?

11.6.2014

Adottiamo un levriero sfinito dalle corse

Esiste un sito molto speciale: www.adozionilevrieri.it - l'associazione italiana adozioni levrieri. Per capire di cosa si tratta esattamente abbiamo in linea la responsabile Elisa Manna.
"Faccio parte del GACI- Greyhound Adopt Center Italy, la prima associazione che nasce nel 2002 in Italia per le Adozioni Levrieri
Il Gaci è un'associazione di volontari no profit che da in Adozione a famiglie italiane levrieri adulti in particolare Greyhound, e il Galgo, il così detto levriero da corsa e quello da caccia spagnolo.
Questo perché entrambe le razze sono sottoposte ogni anno a una selezione durissima e a maltrattamenti disumani. Più di 30.000 cuccioli nascono in Irlanda e solo una piccola percentuale inizierà a correre, del restante e cospicuo numero non si ha mai traccia, così come in Spagna dove la situazione è ancora più crudele e senza fine.
Il GACI da in adozione solo levrieri adulti, i così detti “scarti” del mondo delle corse e della caccia, tutti esemplari che hanno avuto un passato non tanto fortunato, ma non per questo, sono creature meravigliose…
Il levrieri è un cane particolarmente sensibile, non aggressivo, non adatto a vivere fuori, non è da guardia, perfetto con i bambini e soprattutto non è come si pensa che abbia bisogno di correre dal mattino alla sera. Sono cani perfetti in casa, molto pigri, mansueti e soprattutto puliti. Abbiamo dato in adozione in questi anni in Italia più di 800 levrieri recuperati dal mondo delle corse e della caccia, e
altrettanti stanno aspettando una famiglia.
Se volete più informazioni visitate il nostro sito www.adozionilevrieri.it non ve ne pentirete
divulgate il nostrio progetto….

10.6.2014

Gatto batte supercomputer 100 a 0

Gatto batte supercomputer 100 a 0, E' sulla base di questa constatazione che un gruppo di ricercatori dell' università del Michigan sta cercando di produrre una nuova generazione di microchip basati proprio sul modello dei felini, che potrebbero essere alla base dei computer del futuro.
- l'idea è di usare un paradigma completamente nuovo per assemblare i circuiti". In un computer convenzionale solo pochi elementi sono connessi tra loro, con il risultato che questo lavora solo in maniera lineare.
Al contrario un cervello lavora “in parallelo”, compiendo più operazioni allo stesso tempo. Questo permette ad esempio di riconoscere un viso istantaneamente: secondo i calcoli dei ricercatori, il cervello di un gatto ha prestazioni 100 volte superiori a quelle del supercomputer Dawn, che può simulare 1 miliardo di neuroni.
Per cercare di avvicinarsi a queste prestazioni feline i ricercatori stanno sviluppando dei “memristori”, cioè degli elementi dei circuiti in grado di “ricordarsi” se sono stati attraversati da una corrente elettrica..
"Il prossimo passo - spiega il ricercatore - è unire centinaia di queste unità, per riuscire a raggiungere la capacità di un supercomputer in macchine della grandezza di una bottiglia da due litri”.

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