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Il magazine degli animali

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10.4.2014

Stop pesca alla balena giapponese

Non ci sono “fini scientifici” nella pesca alla balena giapponese, così ha deciso la Corte internazionale di giustizia all'Aja, con questa scusante quindi il Giappone non potrà più continuare a pescare balene. Prima del verdetto Tokyo aveva annunciato che avrebbe rispettato il volere della corte internazionale di giustizia, ma nel corso degli anni la posizione giapponese si è arroccata sulla questione della pesca dei cetacei per motivi quasi inspiegabili, una testardaggine che sfiora nel nazionalismo, dato che il consumo della carne di balena è spesso descritto come “tradizione” giapponese su cui gli stranieri non dovrebbero pronunciarsi.
Ma aggiungiamo che il Giappone, fortunatamente da un bel po' ha perso il piacere di consumare carne di balena, vuoi per l'evolversi della dieta nazionale, vuoi per i pericoli di eccesso di mercurio: e così lo scorso anno il Giappone aveva in magazzino 6000 tonnellate di carne di balena, di cui, rari esperimenti scientifici a parte, non sapeva davvero cosa farsene. Questo rappresenta un costo considerevole per il Giappone che deve affrontare anche il crescente numero di genitori arrabbiati per la pratica di rimpinguare i pasti scolastici dei bambini con carne di balena nelle mense nazionali, per cercare di liberare un po' i depositi stracolmi. Morale: operazione commerciale fallimentare e fonte di tensioni sociali nelle relazioni pubbliche internazionali. A questo punto una domanda è d'obbligo: e se il Giappone approfittasse del verdetto all'Aja per smettere di cacciare balene e delfini?
Li terremo d'occhio.

9.4.2014

Le strisce delle zebre

Oggi parliamo di un tema che appassiona i biologi dalla fine dell'800: le strisce delle zebre, un argomento sul quale si confrontarono i fondatori della teoria evoluzionista, Charles Darwin e Alfred Russel Wallace.
Secondo un nuovo studio, pubblicato da “Nature Communications”, le strisce bianche e nere delle zebre servono ad allontanare la mosca tse-tse ed altri insetti.
Tra le teorie più gettonate, si è parlato anche di un `look´ utile a confondere iene, leoni e altri predatori della savana, ma anche di un più semplice fattore estetico che distingue le zebre dai cavalli. E proprio secondo lo studio eseguito in laboratorio, gli insetti preferiscono i colori uniformi. Il responsabile del team di ricercatori all'Università della California, ha spiegato che la nuova teoria è la migliore emersa finora, anche se non fornisce una risposta sul colore bianco e nero delle strisce.
Abbiamo qualcosa su cui riflettere

9.4.2014

Lea non torna al richiamo!

Oggi rispondiamo a Claudia che ci scrive perché ha un problema di richiamo con la sua Lea di 8 mesi. Se per caso Lea esce dal cancello di casa inizia a correre come un razzo verso una colonia di gatti e Claudia ogni volta deve andare a riprenderla.. ma se invece si trovano in un parchetto al chiuso Lea torna al richiamo anche se non si fa prendere subito. Ci chiede come fare per farla tornare anche quando esce dal cancello. Risponde Daniela Lisi educatrice cinofila.
"Cara Claudia, il fatto che Lea torni al richiamo quando siete al parco mi fa pensare che comunque tra voi ci sia un rapporto e che per lei significhi qualcosa, altrimenti passerebbe tutto il tempo a correre qua e la senza mai considerarti. Mi scrivi che è un cane molto giocherellone e che quando siete al parco al richiamo torna molto contenta ma poi ti gira intorno e ritorna a giocare.
Allora, quello che penso è che devi sfruttare al massimo la relazione che voi due avete, che sicuramente col tempo crescerà sempre più, ma per ora devi lavorarci ancora.
Quando Lea esce dal cancello in quel momento pensa solamente ai gatti.. che divertente è correre all'impazzata ed arrivare in un posto pieno di quelle cose pelose che mi piace tanto rincorrere.. tanto poi la mia mamma torna a prendermi quindi sto tranquilla. Questo è più o meno quello che pensa Lea all'uscita dal cancello. Oltre a questo pensa, se la mia mamma mi viene dietro mentre vado in quella direzione allora sto andando dalla parte giusta…
Quindi Claudia fondamentalmente quello che devi fare è diventare molto più interessante e divertente di quei gatti...
Cominciamo per gradi, prima cerca di trovare un richiamo così tanto giocoso e divertente da farla girare, voce squillante e buffa a costo di sembrare un po' matta.., il gioco e l'entusiasmo per un cucciolo di 8 mesi sono sicuramente la motivazione migliore. Poi, ti armi di pallina e di uno dei suoi bocconcini preferiti, quando Lea esce dal cancello come prima cosa NON le corri dietro, come hai fatto fino ad ora, ma al contrario rimani ferma e d'improvviso diventi la persona più euforica del mondo chiamando Lea con tutto l'entusiasmo che possiedi. Quando ti guarda incominci a giocare con la pallina, falle venire voglia di unirsi a te! E quando arriva giochi con lei e per finire le dai il bocconcino che tanto ama. Lo stesso puoi fare al parco se dovessi avere difficoltà a metterla al guinzaglio.
Ovviamente la presenza di un' educatore cinofilo potrà esserti d'aiuto!"

8.4.2014

Il destino crudele dei levrieri

Oggi torniamo a parlare dei levrieri: sapevate che centomila esemplari vengono uccisi ogni anno dopo essere stati sfruttati per le corse, maltrattati ed infine soppressi soprattutto in Spagna, Irlanda e Inghilterra? E' una strage silenziosa, che si consuma giorno dopo giorno e contro cui in Italia, solo negli ultimi 15 anni, sono nate decine di associazioni. Sottolineo che nel nostro Paese le corse dei levrieri sono vietate dal 2000. Ma nel resto d'Europa non solo le corse sono legali (con un giro d'affari fra scommesse e indotto da miliardi di euro ogni anno), ma i levrieri non sono considerati animali d'affezione, ma bestiame e beni agricoli da sfruttare quindi fino alla fine con caccia e corse, per poi disfarsene quando non sono più utili in modi orribili e crudeli: fra i metodi più usati, l'impiccagione, la rottura delle zampe anteriori, la morte per stenti, l'abbandono o, per i più fortunati, la fucilata o la bastonata in testa.
I volontari delle associazioni italiane, come Pet Levrieri spesso partono alla volta della Spagna o del Regno Unito, recuperano gli animali salvati da strutture del posto e li portano in Italia dove cercano per loro una famiglia.
L'adozione comunque non è la soluzione. “Occorre porre fine alle corse per fini di lucro e alla caccia coi levrieri, nonché ottenere leggi di tutela e di riconoscimento dei levrieri come animali d'affezione . Soltanto così si potrà porre fine al massacro che si perpetra ogni anno sotto i nostri occhi”.
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