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Il magazine degli animali

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30.5.2014

Non lascia la palla

Oggi rispondiamo a Stefano che ci scrive perché il suo meticcio di un anno e mezzo Spenk non ha ben chiaro il gioco con la pallina.. ogni volta che Stefano lancia la palla Spenk la riporta ma non la lascia... Ci chiede come fare per far si che la lasci senza problemi. Risponde Daniela Lisi educatore e presidente del centro cinofilo Dandidogs.
"Caro Stefano, capita spesso che durante questo tipo di gioco si inneschi un meccanismo un po' strano… alla fine è il nostro cane che fa giocare noi.. ci incita a rubargli la palla o a fare il tira e molla.
Molti di voi penseranno che non ci sia niente di strano e tanto meno di sbagliato in questo ed effettivamente potrebbe non esserci.. però fermiamoci a pensare: questo aspetto del gioco, se non gestito correttamente, potrebbe ripercuotersi nella vita quotidiana, ovvero, quando il nostro cane addenterà un oggetto che noi non vogliamo prenda e gli chiederemo di lasciarlo si innescherà lo stesso meccanismo del gioco con la palla; “Non te lo lascio perché è mio e se cerchi di prenderlo io non lo mollerò, giochiamo al tira e molla se vuoi”. D'altronde per il nostro cane poco importa se si tratta di una pallina o del telecomando della tv.
È per questo che è necessario impostare il gioco correttamente in modo che quando ci troveremo in difficoltà sapremo già come gestire la situazione.
ALLA BASE DI TUTTO C'E' IL NON METTERSI IN COMPETIZIONE CON IL NOSTRO CANE MA AL CONTRARIO COLLABORARE.
Quindi Stefano tornando a noi, quando durante il gioco con la palla Spenk non te la lascia riprendere per lanciarla quello che devi fare è NON mostrare interesse nella palla..
Spenk arriva, tu gli chiedi un lascia, lui molla la pallina, quando ti chini per prenderla e vedi che lui subito con la bocca sopra, togli la mano. Aspetti un instante, riprovi a prenderla, se Spenk ancora non te la lascia prendere mostra di nuovo il tuo Disinteresse. Al terzo tentativo, se ancora non lascia allora tiri fuori dalla tasca un'altra bellissima pallina e ti metti a giocare da solo. Vedrai che Spenk perderà interesse in quella con cui stavate giocando e vorrà la tua, allora tu gliela lancerai senza problemi. Quel che è mio è anche tuo! CONDIVIDIAMO, parola importantissima nella relazione con il nostro cane.
Fai questo per 3,4 volte e vedrai che alla fine Spenk cercherà una relazione con te nel gioco e non sarà più lui a far giocare te!"

29.5.2014

Cane o gatto: chi è il più intelligente?

Adesso è ufficiale e certificato scientificamente: i cani sono più intelligenti dei gatti. Questo è il risultato di una ricerca di un gruppo di studiosi dell'Università di Oxford, e in questa “speciale” classifica al numero 1 ci sono le scimmie, seguite dai cavalli, dai delfini e dai cammelli. E subito dopo arrivano i cani. I gatti a seguire.
Per stilare la classifica dello sviluppo cerebrale dei mammiferi gli studiosi inglesi hanno studiato 500 specie viventi e fossili scoprendo che esiste una relazione tra la dimensione del cervello e la sua capacità di avere «relazioni sociali». Maggiori sono le interazioni con l'uomo maggiore è lo sviluppo. I cani hanno queste relazioni mentre i gatti le evitano.
Il professor Robin Dunbar, dell'Istituto Cognitivo e di Evoluzione Antropologica dell'Università di Oxford afferma che «E' la prima volta che viene realizzato uno studio di questo genere. La mancanza di socialità determina con chiarezza uno sviluppo cerebrale minore. Il coordinamento e la collaborazione che servono per stare in mezzo agli altri sviluppano capacità specifiche. E' un fatto».
Ma non è tutto: Carloyn Menteith, sostiene che cani e gatti hanno due modi diametralmente opposti di ragionare. Che lei spiega così. «Un gatto pensa: oggi vado a fare quello che ho voglia di fare. Il cane pensa: come posso spingere qualcuno a fare qualcosa per me?».

28.5.2014

Il tuo cane è felice di vederti?

Ti sei mai chiesto se il tuo cane è felice di vederti? Basta guardare le sue sopracciglia. I cani, infatti, utilizzano specifiche espressioni facciali per dimostrare quanto sono entusiasti di rivedere i propri proprietari, questo secondo una nuova ricerca condotta dall'Azabu University in Giappone.
Le emozioni degli animali sarebbero visibili da riconoscibili smorfie del viso che possono rivelare se il cane è davvero contento di trovarsi accanto al suo migliore amico oppure no.
Utilizzando telecamere ad alta velocità, i ricercatori hanno monitorato i cambiamenti nelle facce dei cani nei momenti in cui hanno incrociato estranei e proprietari. Risultato? I cani tendono a spostare il sopracciglio sinistro circa mezzo secondo dopo aver incontrato il padrone se sono contenti mentre quando incontrano una persona mai vista prima spostano leggermente all'indietro l'orecchio sinistro. Quando non gradiscono un oggetto proposto tendono, invece, a muovere l'orecchio destro. I sottili cambiamenti del volto sono il riflesso di attività in regioni chiave del cervello che controllano le emozioni.
Da oggi sapete se siete simpatici al vostro amico. Ed è tutto

27.5.2014

Anche i gatti sono mancini

Anche tra i gatti ci sono dei mancini. I felini domestici, quando devono compiere mosse complicate con le zampe, mostrano la preferenza per l'una o per l'altra zampa. Le femmine sono quasi sempre destrorse, i maschi invece usano la sinistra.
Lo dimostra uno studio pubblicato della Queen's University di Belfast e riportato da New Scientist.
Se è vero che gli esseri umani sono i soli che mostrano una spiccata preferenza per una mano o per l'altra, c'é però da dire che prove dell'asimmetria cerebrale sono presenti anche nel mondo animale; per esempio, gli scimpanzé compiono parecchie azioni preferibilmente con la zampa destra.
I gatti non sono da meno. Infatti, quando gli psicologi irlandesi hanno dato ad un gruppo di 42 gatti scatolette di tonno molto piccole e quindi difficili da mangiare, gli animali si sono aiutati sempre con una sola delle due zampe: tutte le femmine meno una, con la zampina destra, tutti i maschi con la sinistra.
Ma questa preferenza per l'una o l'altra zampa non si riscontra quando i gatti giocano normalmente. In passato alcuni studi hanno collegato il mancinismo ai livelli di testosterone in utero. E' possibile, dunque, che per questo motivo i gatti maschi siano spesso mancini.


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