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Il magazine degli animali

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26.11.2017

Cavalli paleolitici

Oggi si parla di cavalli, cavalli paleolitici.
Sapevate che i primi cavalli vennero addomesticati dall'uomo 5.500 anni fa, cioè 1.000 anni prima di quanto finora si pensava? E' il risultato di uno studio di un gruppo di archeologi e scienziati dell'Università di Exeter in Gran Bretagna e di Bristol, che su Scienze ricostruiscono le origini dei cavalli risalendo alla cultura Botai, in Kazakistan.
Già nel quarto millennio avanti Cristo le steppe dell'Asia centrale erano già popolate da numerosi cavalli allo stato brado, e proprio da questi animali selvatici abbiamo ereditato purosangue e puledrini.
Fino ad oggi l'origine del cavallo domestico era stata attribuita alla data della diffusione delle lingue indoeuropee nell'età del bronzo.
Gli archeologi hanno studiato resti di ossa di cavalli risalenti ad un arco di tempo compreso tra 5.100 e 5.700 anni fa ed hanno così riscontrato che queste somigliavano molto di più al cavallo domestico dell'Età del Bronzo che non al cavallo selvatico del Paleolitico.
In un altro esperimento gli archeologi hanno provato la presenza di tracce di latte di giumenta nel vasellame delle tribù del Kazakistan. Insomma è provato: i cavalli furono addomesticati prima del previsto e solo successivamente arrivò in Europa l'arte di addomesticare i cavalli.

25.11.2017

Un cane ci rende sani e longevi

Questa è il frutto di una ricerca svedese su un campione di 3,4 milioni di persone tra i 40 e gli 80 anni in cui si compara l'aspettativa di vita dei proprietari di cani con quella di chi non possiede animali. Secondo i ricercatori svedesi il segreto starebbe in una vita più attiva e meno sedentaria, ma anche in un equilibrio psicofisico differente, soprattutto per chi vive da solo. E ultimo ma non ultimo un cane per amico potrebbe modificare in senso benefico il cosiddetto microbioma, i microrganismi che abitano nell'intestino.
«I proprietari di cani che vivono soli hanno una riduzione del rischio di morte del 33% e una riduzione del rischio di attacco cardiaco dell'11%" rispetto a chi non ha un cane», spiega Mwenya Mubanga dell'Università di Uppsala, primo autore dello studio.
Nella loro analisi È emerso che i proprietari di cani sono meno soggetti alle patologie cardiovascolari e in particolare chi possiede un cane da caccia ha in assoluto il più basso rischio di problemi cardiovascolari quindi avere un cane favorisce il movimento e se si tratta di razze particolarmente attive, il rapporto causa-effetto è ancor più vistoso.
Insomma, Vivere con un cane costringe anche il più pigro a fare movimento e a scambiare qualche interazione.
Forza allora, cosa aspettate? Se non avete ancora un cane subito al canile. Il tuo amico ti aspetta

19.11.2017

Se hai bisogno di un amico prenditi un cane

"Se hai bisogno di un amico in questa città, prenditi un cane". La celebre frase del presidente Harry Truman, ha appena trovato conferma scientifica in due studi che ci spiegano quanto gli animali, e i cani in particolare, cambino in meglio le nostre vite. Secondo i ricercatori del Manhattanville College di New York chi ha un cane è più felice, meno soggetto a nevrosi e capace di maggior concentrazione rispetto a chi ha in casa un gatto.
Ma non è tutto. Uno studio ha indagato il rapporto tra 263 persone e i loro animali. Chi ha un animale domestico, e più soddisfatto della sua vita rispetto a chi non ha animali. I proprietari di cani hanno ottenuto punteggi più alti dei proprietari di gatti su tutti i parametri di benessere misurati. La ossitocina, soprannominata «l'ormone dell'amore», dimostrerebbe, per la sua maggior presenza nell'organismo dei cani quando stanno vicino a noi, che i cani ci amano di più. Un umano, per capirci, quando vede il proprio coniuge o il proprio bambino, registra una crescita nel sangue di questo ormone intorno al 40-60%. 10 cani e 10 gatti sono stati testati in due occasioni diverse appena prima e appena dopo aver giocato con i loro amici umani. I cani hanno registrato un aumento dell'ormone nel sangue del 57,2%. I gatti, soltanto del 12. Quasi cinque volte di meno. Ma l'amore si misura soltanto con la chimica, in laboratorio?
Direi di no,

18.11.2017

Gatti più longevi dei cani

Il carattere indipendente e distaccato è il segreto della longevità dei gatti. Secondo i ricercatori dell'Università dell'Alabama, infatti, queste caratteristiche aumenterebbero la speranza di vita dei felini.
Nella sfida tra i cani e i gatti , quindi, se i cani vivono fino a 12 anni, i mici li battono arrivando ad una media di 15 anni. Perché, secondo gli scienziati, il loro stile di vita solitario li proteggerebbe dalle malattie, e garantirebbe loro di vivere più a lungo e in salute. Al contrario della regola generale, che dice che in natura le creature più grandi vivono di più.
«La nostra è una teoria si basa su prove ed esperienze - dice Steve Austad, ricercatore dell'Università dell'Alabama -. Pensiamo ad esempio ai gatti che, contrariamente ai cani, vivono in ambienti con un piccolo numero di persone, e quindi hanno le difese immunitarie molto alte». E aggiunge: «I mici vengono inoltre attaccati meno da altri animali, perché sanno scappare e difendersi. Hanno gli artigli e sanno essere feroci». Altra spiegazione della loro longevità sono gli accoppiamenti: se negli anni, ci sono stati gli incroci più vari tra le diverse razze di cani, con i felini questo succede molto raramente. prosegue: «Ma la vera domanda è: fino a che punto potrà vivere un quattrozampe? Nel futuro, forse anche più di cent'anni. Come gli umani».
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