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Il magazine degli animali

In onda su Radiomontecarlo tutti i giorni alle ore 14,45.

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17.9.2017

Labrador eternamente affamato

Molti sanno che i labrador hanno una ostinata, onnipresente e “atavica” fame, ecco perché i ricercatori dell'Università di Cambridge hanno provato l'esistenza di una predisposizione genetica alla loro golosità senza limiti, come emerso da una conferenza al British Science di Brighton. Diversi gruppi di ricerca nel Regno Unito sono impegnati per migliorare la salute dei cani dato che, come anche in Italia, circa un quarto delle famiglie britanniche possiede un cane da compagnia e i Labrador risultano i più popolari. Ma questa razza, tradizionalmente «avida» di fronte a croccantini o qualsiasi altro tipo di cibo, spesso soffre di problemi di salute legati proprio all'obesità. Nella ricerca gli studiosi hanno analizzato il Dna dalla saliva di migliaia di Labrador in tutto il Regno Unito e hanno rilevato che gli esemplari particolarmente “affamati” sono quelli che possiedono una mutazione del gene responsabile dell'aumento dell'appetito. «Abbiamo scoperto che circa un quarto di questi cani hanno almeno una copia di questa mutazione nel gene», spiega Eleanor Raffan che ha partecipato all'indagine. «Speriamo in questo modo di allontanare l'idea che la responsabilità sia dei proprietari, che devono però stare particolarmente attenti ad alimentare correttamente il loro animale».

16.9.2017

Galline come animali domestici

Avete presente le galline? Sono vicine nell'insidiare il primato di cani e gatti come animali domestici.
Sì perchè dagli Usa all'Europa alla Nuova Zelanda, è in aumento il numero di chi li sceglie al loro posto. I polli, galli e galline, vengono adottati inizialmente per motivi di carattere economico (la disponibilità di uova) ed ecologico (sono ottimi per riciclare gli avanzi) finendo però poi con l'instaurare con loro un rapporto affettivo. Sono Lontani i tempi in cui il pollaio era un recinto puzzolente da tenere lontano, adesso questi uccelli vengono chiamati per nome, tenuti in braccio come cuccioli e sistemati nel cortile di casa o sul terrazzo. E la tendenza è in crescita.
Il Los Angeles Times annota che secondo il Dipartimento dell'Agricoltura degli Usa, in America nel 2019 i pollai urbani aumenteranno del 400%. E in Francia già nel 2011 aveva destato curiosità l'aumento del 50% delle vendite di pulcini e galline tra gli abitanti delle città. Il mercato si adegua, e cominciano a spuntare, pensioni dedicate esclusivamente a loro.
Dopo due anni di convivenza Silvia Amodio ha una certezza: «L'avevo sottovalutata». Perché Nina, giorno dopo giorno, le ha mostrato di che pasta fosse fatta. Due etti e mezzo di penne e piume, malese d'origine (razza Serama, la più leggera e, si dice, socievole), Nina, o meglio, La Nina, è una minuscola gallina che vive in un loft a Milano insieme alla sua padrona, fotografa e giornalista. Dorme nel comodino della camera da letto, con l'anta aperta, e scorrazza prevalentemente per casa - anche se ha a disposizione il cortile - scodellando dentro un sacco di tela sul divano un uovo ogni due giorni.

10.9.2017

Zoo italiani inadeguati

Igiene scarsissima, attrezzature per le esigenze fisiche degli animali assenti, utilizzati in spettacoli e quindi costretti a comportamenti innaturali e inoltre poche ispezioni pubbliche: questi sono i risultati relativi all'Italia dell'«Indagine sui giardini zoologici dei Paesi dell'Ue-2016» - firmata (Lav) e Born Free Foundation –
Nel rilevare una situazione «estremamente precaria», Lav e Born Free affermano che nell'8% dei recinti sono stati trovati accumuli di escrementi. Molti animali sembravano in cattive condizioni di salute: alcuni affetti da patologie cutanee, altri con segni di obesità o malnutrizione. In molti casi, gli animali non avevano l'opportunità di sottrarsi alla vista del pubblico, appartarsi o allontanarsi dai compagni di gabbia o ripararsi da temperature e fattori ambientali sfavorevoli. Alcune barriere e arredi dei recinti apparivano in cattivo stato di manutenzione.
Le due associazioni chiedono al Ministero dell'Ambiente di mettere «urgentemente in atto una serie di azioni, tra cui lo sviluppo di un Piano di Azione Nazionale sugli Zoo che delinei le procedure su come gestire e risolvere le criticità esistenti» con più controlli, risorse umane e finanziarie, e sanzioni.
Comunque in alcuni casi «le ispezioni hanno portato all'apertura di inchieste e all'applicazione di sanzioni per inadempimenti ai requisiti di legge» ha spiegato Gaia Angelini, responsabile Lav Area Animali esotici.
Comunque vi terremo informati, ed è tutto

9.9.2017

Fine caccia alle baleniere

Oggi qui al Magazine degli animali una notizia triste: la caccia ai cacciatori di balene è finita. Proprio così: dopo dodici anni di inseguimenti, speronamenti e battaglie legali, il gruppo Sea Shepherd abbandona la sua campagna di ostacolo alle baleniere giapponesi nei mari antartici. Il motivo? una inferiorità tecnologica, aggravata dall'accusa ai «governi ostili» quali Stati Uniti, Australia e Nuova Zelanda di «essere in lega» con il Giappone, frenando così le attività di protesta dell'organizzazione per i loro interessi economici.
L'annuncio è arrivato dal fondatore canadese Paul Watson, «Non possiamo competere», ha detto. Intercettare le navi del nemico è ormai impossibile, perché i giapponesi impiegano tecnologia satellitare militare per sfuggire ai loro inseguitori. Ci sono anche nuove leggi anti-terrorismo approvate da Tokyo, e l'ingiunzione di un tribunale americano di non avvicinarsi a meno di 500 metri dalle navi giapponesi. L'idea di Watson è «fare un passo indietro e ripensare le strategie: non abbandoneremo mai le balene». E Questa è anche un'occasione per guardare ai successi dell'ultimo decennio e tenere alta la bandiera della conservazione delle balene, presentandosi come pirati del mare per una giusta causa.
Sea Shepherd si vanta di aver salvato 6500 cetacei, contribuendo a ridurre la quota annuale di caccia giapponese da mille esemplari a 333. Dal magazine degli animali: tanti auguri
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