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Il magazine degli animali

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24.3.2014

La giusta alimentazione se fido arriva dal canile

Posta del veterinario: Sabina ci scrive: Circa un mese fa ho adottato presso un canile un breton femmina di circa 7-8 anni. Vorrei avere un parere obiettivo circa l'alimentazione;i negozi di articoli animali consigliano naturalmente crocchette ma tante persone dicono di variare l'alimentazione dando al cane anche dell'umido . Considerando che ora il suo peso è di circa 15 kg e che è stata operata da poco per un tumore cosa mi consiglia?
Risponde il dottor Minetti vice presidente dell'ANMVI LOMBARDIA e medico veterinario in viale monteceneri 64 a Milano. Buongiorno dottor Minetti
"Buongiorno, le dovrei rispondere in modo laconico che serve solo la consulenza di un veterinario.
Infatti l'alimentazione corretta e bilanciata deve essere valutata da chi cura l'animale, così come fa il medico con noi umani. Tutto ciò che lei dice è frutto non di conoscenza vera ma solo di sentito dire, di leggende metropolitane, di semplificazioni estreme, non certo corretto nè assoluto.
Non esiste un "meglio" che si adatta a tutti, e ciò che è meglio per alcuni può essere male per altri animali. Anche una dieta fresca casalinga ha eccellenti caratteristiche che per esempio non ha una dieta industriale, basta sia formulata bene; così una dieta industriale secca può dare disturbi o intolleranze al pari di quella umida, che differisce di ben poco se non in tenore di acqua e modo di preparazione industriale. Ciò che conta è che la dieta sia: bilanciata, digeribile, corretta in apporto calorico, formulata sulla base delle esigenze del singolo soggetto.
Per questo motivo esistono decine di diverse formulazioni in commercio, moltissime assolutamente sovrapponibili fra loro ma moltissime invece dedicate sia a fasce precise di età, sia a problemi clinici, sia a vere malattie intercorrenti.
L'unica dieta sbagliata è quella non dedicata al soggetto singolo
Spero di averla convinta a parlarne con il suo veterinario curante e qualora non avesse piena soddisfazione ad ogni domanda può rivolgersi ad altri colleghi."

21.3.2014

Non vuole la museruola

Oggi rispondiamo a Renzo che ha un problema con il suo volpino Tito di 10 anni. Da circa un mese non tollera più la museruola… ogni volta che qualcuno prova a mettergliela morde.
Caro Renzo, il discorso museruola per la maggior parte dei cani non è un argomento per niente gradito. E poiché Tito non è stato abituato sin da piccolo a metterla, per lui è sicuramente uno dei peggiori argomenti.
Per far si che la museruola sia un oggetto che il cane non teme occorre abituarlo sin da cucciolo facendola passare come uno dei suoi giochi preferiti.. magari ne parleremo più avanti nello specifico.
Quando si tratta invece di abituare un cane adulto il discorso è un po' più complicato..
Ci sono una sorta di accorgimenti da seguire per far si che il cane sopporti al meglio questo strano e sconosciuto oggetto. Il metodo migliore è associare la museruola a dei gustosi bocconcini.
Se ne infilano alcuni all'interno, si lascia la museruola in terra e si aspetta che il cane si avvicini spontaneamente. Poi come sempre dico, occorre procedere per gradi.. quindi la volta successiva teniamo in mano la museruola con all'interno i bocconcini e lasciamo che il cane li mangi. Procediamo così per un po' di volte.
Quando pensiamo che il cane sia pronto a sopportare la museruola proviamo ad infilargliela mettendo prima all'interno i soliti bocconcini. La lasciamo su per qualche istante poi la togliamo. Le volte successive allunghiamo un po' i tempi e premiamo sempre ogni volta che gliela togliamo.
Se voi con Tito non avete usato questo metodo ma lo avete “obbligato” ad infilarla.. ogni volta avete aumentato la sua fobia per questo arsene.. tant'è che ad un certo punto non ha più sopportato neanche di vederla..
Quindi il mio consiglio è di ricominciare da capo seguendo tutto l'iter che vi ho appena detto...
Una raccomandazione è di avere molta molta pazienza. E soprattutto non sgridate Tito se cerca di mordervi. Interrompete e riprendete il giorno dopo.
Un metodo alternativo alla museruola classica è quella morbida.. che per tenere Tito buono dal veterinario forse potrebbe essere una soluzione. .

20.3.2014

No coniglio nel piatto

Mangereste il labrador o il siamese di casa? Perché allora non ci poniamo il problema quando si tratta di un altro animale domestico come il coniglio, terzo animale da compagnia più diffusa nelle case degli italiani? Ecco perché la Federazione italiana diritti degli animali e l'associazione Aae Conigli hanno deciso di lanciare una petizione per rendere ufficialmente il coniglio un animale d'affezione che non dovrà più finire nel piatto e nemmeno essere venduto come pelliccia. La raccolta, diffusa attraverso la piattaforma Firmiamo.it, ha già superato quota 10.000 firme in pochissimi giorni.
Chissà che questa battaglia per i conigli, non aiuti a sensibilizzare l'opinione pubblica anche in tema di diritti degli animali più in generale. Come ha scritto Jonathan Safran Foer: «Pensare ai cani (e in questo caso ai conigli, ndr), rispetto agli animali che mangiamo, è un modo per guardare di sbieco e rendere visibile l'invisibile».

19.3.2014

Il destino crudele dei levrieri

Oggi torniamo a parlare dei levrieri: sapevate che centomila esemplari vengono uccisi ogni anno dopo essere stati sfruttati per le corse, maltrattati ed infine soppressi soprattutto in Spagna, Irlanda e Inghilterra? E' una strage silenziosa, che si consuma giorno dopo giorno e contro cui in Italia, solo negli ultimi 15 anni, sono nate decine di associazioni. Sottolineo che nel nostro Paese le corse dei levrieri sono vietate dal 2000. Ma nel resto d'Europa non solo le corse sono legali (con un giro d'affari fra scommesse e indotto da miliardi di euro ogni anno), ma i levrieri non sono considerati animali d'affezione, ma bestiame e beni agricoli da sfruttare quindi fino alla fine con caccia e corse, per poi disfarsene quando non sono più utili in modi orribili e crudeli: fra i metodi più usati, l'impiccagione, la rottura delle zampe anteriori, la morte per stenti, l'abbandono o, per i più fortunati, la fucilata o la bastonata in testa.
I volontari delle associazioni italiane, come Pet Levrieri spesso partono alla volta della Spagna o del Regno Unito, recuperano gli animali salvati da strutture del posto e li portano in Italia dove cercano per loro una famiglia.
L'adozione comunque non è la soluzione. “Occorre porre fine alle corse per fini di lucro e alla caccia coi levrieri, nonché ottenere leggi di tutela e di riconoscimento dei levrieri come animali d'affezione . Soltanto così si potrà porre fine al massacro che si perpetra ogni anno sotto i nostri occhi”.
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