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Il magazine degli animali

In onda su Radiomontecarlo tutti i giorni alle ore 14,45.

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24.2.2014

Una situazione difficile

Marina ci ha scritto: buongiorno Dottore,
un allevamento mi darebbe in adozione un labrador femmina di un anno che a due mesi, ha avuto un problema tipo mega esofago per cui è stata operata da un gastroenterologo con esito positivo. Ora le si è formata una piccola sacca che la obliga a mangiare con la testa alta. Vorrei sapere se con un'eventuale operazione si risolve il problema o potrebbero nascere altre complicazioni.
Una domanda complessa direi, microfono a Emanuele Minetti medico veterinario a Milano. Buongiorno, sono abbastanza perplesso dal suo racconto poiché ci sono molte lacune che non posso riempire se non ho davanti le cartelle cliniche del cane, od almeno le loro sintesi. Il mega-esofago è una gravissima malattia che ha varie eziologie, ma praticamente esse sono da considerarsi davvero tutte gravi, e quando compare nel cucciolo è congenito. In realtà il 74% dei soggetti non raggiunge l'anno di vita.
Non so inoltre che tipo di intervento (cardioplastica esofago diaframmatica?) ha subito il cane a due mesi perché da ciò che lei racconta ha ancora oggi un serio problema. .
Infatti è costretto a mangiare in piedi perché altrimenti dalla bocca il cibo non raggiunge lo stomaco, se non per caduta e forza di gravità.
Normalmente invece il cibo, dopo essere inghiottito, viene portato nello stomaco attraverso l'esofago dai movimenti dello stesso, che si contrae ritmicamente: se manca la giusta muscolatura esso non si può contrarre . Se il megaesofago è presente purtroppo ad un anno non credo sia sinceramente possibile immaginare che questa cagna possa diventare almeno quasi normale: il che se a lei va bene non è ovviamente un problema.
Se mi chiede però a cosa andrete incontro adottandola sinceramente non sono in grado, come ho detto prima, di emettere una prognosi sui pochi dati che ho disponibili.
Credo quindi che serva una visita specialistica con un bravo veterinario che si occupa di gastroenterologia in cui anche lei possa essere presente per avere costi, problemi, aspettative di vita, in modo piuttosto chiaro e non mediato da nessuno.
Bisogna quindi stare molto attenti e capire se si è davvero motivati per fare adozioni di questo tipo, impegnative ma sicuramente belle.
Saluti
Dr EmanueleMinetti - Milano

21.2.2014

Ultimo aggiornamento dell'Arca degli animali

E' arrivato il momento dell' Arca degli animali, la piattaforma che riunisce canili, gattili, rifugi e associazioni animaliste che vogliono dare ancor più visibilità agli animali in cerca di casa. Un'iniziativa di Prontofido, Radio 105 ed Arcaplanet. Microfono a Daniela Lisi Responsabile Operativa del progetto per le ultime novità a bordo dall'arca.
"Anche in queste ultime due settimane possiamo dire che i risultati si sono fatti vedere!
Ebbene si, dall'ultimo aggiornamento più di un'adozione al giorno è andata a buon fine. Il numero esatto ad oggi è di 385 animali adottati tra cani e gatti e per la precisione parliamo di 214 cani e 171 gatti, tra questi 73 sono adozioni del cuore.
Siamo sempre più contenti dei risultati ottenuti e del numero di persone che si dimostrano interessate al nostro sito. Sono sempre più le candidature che arrivano per i nostri amici a 4 zampe e proprio per il gran numero di richieste a volte dobbiamo, a malincuore, comunicare che l'animale per qui ci si è candidati è stato adottato da altre persone.
Con dispiacere ci capita di dare questa comunicazione perché succede spesso che le richieste per un cane o per un gatto siano più di una, soprattutto per quanto riguarda i cuccioli. In quel caso si da sempre diritto di precedenza alla persona che per prima si è candidata, se poi questa non dovesse avere i requisiti necessari per l'adozione allora si passa alla candidatura successiva.
Quindi se non doveste essere scelti per l'adozione, quello che sempre dico è di continuare a guardare sul nostro sito www.arcadeglianimali.it perché sono tantissimi gli amici a 4 zampe che ancora cercano casa. Ne troverete tanti, di ogni età, razza e sesso ma ricordatevi che anche un animale adulto sa dare tanto, un cucciolo a volte impegna più di quanto si pensi."

20.2.2014

Le scimmie sono altruiste

Sapevate che le scimmie sono più altruiste degli uomini? Lo dimostra uno studio condotto dall'Università della Georgia negli Stati Uniti che ha dimostrato la nobiltà d'animo di questi animali che sono in grado di riconoscere l'equità e la giustizie.
Uno dei risultati di questa ricerca è il riconoscimento dei primati dei propri doveri, sono in grado di ricordarsi di chi ha fatto loro un favore tanto da restituirlo alla prima occasione, ma non è tutto, sono in grado anche di offrire aiuto ai compagni in difficoltà.
Secondo gli scienziati la generosità e l'altruismo nelle scimmie si è sviluppata tra 500.000 e 800.000 anni fa durante i grandi cambiamenti climatici quando, per sopravvivere dovettero imparare a cacciare insieme e difendersi dai predatori.
Nelle scimmie è anche fortissimo l'impulso a consolare e rassicurare chi soffre, la ricercatrice russa Nadia Kohts che allevava una giovane scimpanzé raccontava che quando la scimmia scappava non riusciva a farla ritornare in casa neanche offrendole del cibo, la scimmia però ritornava immediatamente quando la ricercatrice faceva finta di piangere, dopo aver raggiunto la padrona l'abbracciava e assumeva un'espressione preoccupata.

19.2.2014

I cani riconoscono la felicità

Sapevate che i cani conoscono la differenza tra una faccia felice e una arrabbiata? Lo ha confermato uno studio scientifico pubblicato sulla rivista “Current Biology
Nel nuovo studio, i ricercatori hanno “arruolato” dei quattrozampe ai quali sono state mostrare facce felici o arrabbiate, “zoomando” prima sulla parte superiore e poi sulla metà inferiore del viso. Ebbene, i cani sono stati in grado di selezionare il volto arrabbiato o felice più spesso di quanto ci si aspetterebbe. I risultati mostrano dunque non solo che i cani imparano a identificare le espressioni facciali, ma che sono anche in grado di trasferire nella pratica ciò che hanno imparato.
Ludwig Huber, capo del gruppo della ricerca ha spiegato che cosa esattamente significhi per il cane tutto questo: è probabile che i nostri amici a quattrozampe «associno un volto sorridente a un significato positivo e un'espressione facciale arrabbiata a un significato negativo».
E questo perché, i cani sono risultati più lenti a imparare ad associare un volto arrabbiato a una ricompensa, suggerendo che avevano già assimilato l'idea che è meglio stare alla larga dalle persone accigliate. I ricercatori continueranno a esplorare la capacità dei cani di riconoscere le emozioni umane. «Ci aspettiamo di acquisire importanti conoscenze sullo straordinario legame tra l'uomo e il suo migliore amico, e sulla vita emotiva degli animali in generale», conclude il ricercatore.
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