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Il magazine degli animali

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20.1.2018

Norvegia: stop pellicce

Sapete perchè in Norvegia gli animalisti fanno festa? Perché il governo ha vietato gli allevamenti di animali da pelliccia con una legge che avrà pieno effetto entro il 2025 e ogni anno salverà la vita di circa 700 mila visoni e 100 mila volpi.
Ricordiamo che la Norvegia raggiunse il massimo storico della produzione di pellicce con animali d'allevamento nel 1939 con ben 20mila allevamenti. Secondo i dati più recenti, ci sono circa 300 allevamenti che contribuiscono alla produzione del tre per cento di volpi e visoni da pelliccia allevati nel mondo ogni anno, con la Cina che ne è il paese leader.
Secondo gli studi, non ci si aspetta che questa decisione abbia un impatto negativo sull'economia norvegese, mentre avrà un impatto molto positivo su tutti quegli animali che vivono per mesi dentro gabbie strette e sporche prima di essere sterminati con metodi spesso atroci come la folgorazione.
La scelta della Norvegia arriva in un momento storico in cui sono sempre di più i grandi marchi - da Gucci ad Armani - hanno detto basta all'utilizzo delle pellicce nelle loro collezioni. E il Paese nordico non è il solo: Austria, Bosnia-Erzegovina, Croazia, Repubblica Ceca, Danimarca, Paesi Bassi, Repubblica di Macedonia, Serbia, Slovenia e Regno Unito avevano già scelto la via dei divieti. Un passo in avanti verso un maggiore rispetto degli animali.

14.1.2018

Con Fido e Micio si dorme meglio

Sapevate che dividere il letto con il proprio “quattro zampe” può aiutare a dormire meglio? È quanto emerge da uno studio della Mayo Sleep Clinic, negli Usa. Per questo studio sono state intervistate 150 persone, 49 per cento delle quali aveva un animale domestico. Oltre la metà degli animali dormiva nel letto o in camera da letto e il 20% degli intervistati ha dichiarato di essere stato disturbato durante la notte dal “compagno peloso” con atteggiamenti come quello di aggirarsi in giro per la stanza, piagnucolare o russare, ma ben il 41% ha riportato di avere avuto dei benefici e di sentirsi più sereno e tranquillo, o quantomeno di non aver avuto problemi.
Questa sensazione di maggiore sicurezza e tranquillità era rafforzata in chi dormiva da solo. Gli studiosi evidenziano che la ricerca necessita comunque di ulteriori approfondimenti anche su un campione di persone più ampio e verificando che le sensazioni di maggiore benessere riportate dagli intervistati siano oggettivamente verificate con un'analisi del sonno.
Ma attenzione c'è un'altra cosa che non va scordata è che vi è un rischio, non molto alto, che gli animali domestici trasmettano malattie, come ad esempio le infezioni, e che quindi la loro salute va monitorata rivolgendosi al veterinario tutte le volte che ce ne sia bisogno.

13.1.2018

WWF: ecco il segreto del letargo

Il Wwf ha svelato alcuni comportamenti del mondo animale per sottolineare l'importanza di questo patrimonio del pianeta. Cominciamo con le regioni dal clima boreale e temperato dove l'inverno porta freddo, neve, gelo con la conseguente scarsità di cibo, difficoltà di trovare un riparo e lunghe notti: molte specie così intraprendono lunghe migrazioni, altre, per sfuggire al pericolo di diventare cibo per altri animali, preferiscono adottare una qualche forma di letargo.
E questo non accade solo al ghiro, ma anche all'orso polare, al merluzzo antartico, a chiocciole e coccinelle. Nella lista dei “dormiglioni” ci sono anche pipistrelli, api, moscerini, testuggine terrestre, vipera degli orsini e Tra gli anfibi nostrani, il tritone alpino.
L'unico uccello al mondo che non migra è il succiacapre con un eccesso di caldo o di freddo questa specie si iberna aspettando condizioni migliori. Questi animali, grazie a speciali adattamenti trascorrono i mesi più difficili dell'inverno sospendendo o riprogrammando molte delle funzioni fisiologiche.
A questi se ne aggiungono altri comunemente detti a sangue caldo che hanno trovato nel letargo un vero e proprio vantaggio evolutivo. L'importante è avere accumulato, prima di cadere nel letargo, una sufficiente quantità di energia sotto forma di cibo o di grasso sotto cutaneo. Comunque a tutt'oggi si stanno ancora studiando i misteri dei meccanismi che attivano e regolano il letargo.

7.1.2018

Usignoli con sensori

L'hanno già chiamata l'«intelligence» degli uccellini. Si tratta di usignoli dotati di «sensori» naturali a infrasuoni in grado di percepire con largo anticipo l'arrivo di perturbazioni come i tornado. E' questo il risultato di uno studio dell'Università del Minnesota, secondo il quale una specie di usignoli - quelli dalle ali dorate, chiamati in inglese «Golden-winged» - sono capaci di «sentire» le vibrazioni di una perturbazione in arrivo e quindi di darsi alla fuga molto prima degli umani.
Secondo il rapporto, che ha analizzato le conseguenze di 80 tornado che si sono abbattuti sul Midwest degli Usa, uccidendo 35 persone, il comportamento dei volatili è stato sorprendente: in un raggio di 900 km, indipendentemente gli uni dagli altri, hanno preso il volo verso Sud. Il fatto che ha più stupito è che gli usignoli hanno poi fatto rapidamente ritorno nelle zone di provenienza, una volta passata la tempesta.
Merito degli infrasuoni, onde sonore con frequenza di vibrazione al di sotto dei limiti dell'udito umano. Ma queste onde sono messaggi preziosi per alcuni animali, come gli usignoli. Loro passano gli inverni nell'America Centrale e del Sud per migrare in Canada: è qui che - sostengono gli scienziati - hanno sviluppato la loro straordinaria capacità di «intelligence meteorologica».
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