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Il magazine degli animali

In onda su Radiomontecarlo tutti i giorni alle ore 14,45.

Tutti gli argomenti già trattati

25.11.2016

Botti che fanno soffrire

"Oggi torniamo a parlare dei botti e dei fuochi d'artificio che fanno tanta paura ai nostri amici animali dal punto di vista comportamentale. Ci aiuta a capire cosa fare la nostra Dottoressa Sabrina Giussani medico veterinario esperta in comportamento animale":
"Buongiorno Loredana e buongiorno a tutti gli ascoltatori. Il cane, in occasione della percezione degli scoppi provocati dai fuochi d'artificio, può rimanere pressoché indifferente, esserne impaurito o mostrare una sintomatologia simile a un “attacco di panico”. Ecco alcuni consigli per trascorrere l'ultimo dell'anno:
Realizzare la passeggiata qualche ora prima dell'inizio dei fuochi e, al ritorno, somministrare al cane la cena così che possa mangiare con tranquillità.
Ricoverare il cane in casa e non lasciarlo in giardino poiché, in preda al panico, potrebbe scavalcare la recinzione e vagare senza meta o ferirsi distruggendo le imposte per trovare riparo nell'abitazione.
Allestire la “stanza rifugio” scegliendo il locale dove il rumore dei botti si percepisce con minore intensità. Possiamo abbassare le tapparelle o chiudere le imposte, utilizzando la musica o il suono della tv come sottofondo.
Consiglio di rimanere accanto al cane, rassicurarlo una carezza e tranquillizzarlo con voce bassa e pacata. Se il nostro cane ha un amico/ amica che non teme i botti, è bene trascorrere il Capodanno insieme così che gli animali più tranquilli possano supportarlo.
Arrivederci alla prossima settimana."

24.11.2016

Pellicce tossiche per bimbi

«Sostanze tossiche pericolose» e «possibili agenti cancerogeni» nella pelliccia di alcuni capi d'abbigliamento per bambini anche inferiori a 36 mesi. Lo denuncia Lav, che ha commissionato una analisi di laboratorio denominata `Toxic Fur 2´. I capi analizzati fanno riferimento a famosi brand «Ancora una volta la Lav ha dimostrato che le pellicce animali sono sofferenza sia per gli animali sia per l'ambiente e che possono essere dannose anche per chi le indossa - afferma Simone Pavesi, responsabile Lav Campagna Pellicce - La lavorazione delle pellicce prevede infatti l'impiego di sostanze chimiche classificate come tossiche e cancerogene e che, inevitabilmente, in alcuni casi possono essere presenti in forma residua anche nel prodotto finito immesso sul mercato e indossato da adulti e bambini, con diversi gradi di rischio per la salute. I consumatori possono limitare l'esposizione a queste sostanze pericolose evitando di indossare e acquistare per sé e i propri figli, prodotti contenenti anche piccole parti in pelliccia animale».
La Lav sollecita il ministero della Salute «a effettuare una valutazione della pericolosità per la salute dei consumatori, vietare l'uso di pelliccia animale almeno nei prodotti di abbigliamento e non, destinati ai minori, o comunque ai bambini». L'associazione lancia infine un appello «a tutte le aziende di moda: basta usare pellicce animali. Sono causa di sofferenza per gli animali, l'ambiente e anche un possibile rischio per la salute delle persone, siano lavoratori della filiera produttiva o consumatori finali».Anche il magazine degli animali dice no alle pellicce

23.11.2016

SOS pangolini

I Pangolini sono i mammiferi più richiesti sul mercato illegale degli animali. Vengono catturati e uccisi per le loro squame, la loro carne o per essere utilizzati per scopi medici. Un “successo” che rischia di portarli all'estinzione. Una notizia che però spesso “non fa notizia”.
Proprio per questo motivo un'organizzazione in Zimbabwe tenta far conoscere la loro situazione, soprattutto al grande pubblico che magari non sa neanche della loro esistenza. E c'è anche un gruppo di persone che cercano di salvarli.
Alle loro cure vengono affidati gli animali sequestrati, spesso oggetto di forti stress fisici e non solo.
Comunque per riuscire a curarli al meglio, queste persone devono guadagnarsi la fiducia dei Pangolini. Un'attività che richiede molta pazienza, ma indispensabile per poterli visitare e tenere sotto controllo. Svolgono il loro lavoro con amore, arrivando a sviluppare rapporti intimi quasi come se fossero dei figli.



22.11.2016

Moria di tartarughe in Adriatico

Decine di tartarughe sono morte sulle coste adriatiche. Una «strage» probabilmente dovuta ad impianti per la pesca sempre più invasivi, che hanno causato a partire lo spiaggiamento di numerosi esemplari sulle coste dell'Adriatico incluse trenta Caretta caretta, la tartaruga marina più comune del mar Mediterraneo, a rischio d'estinzione.
«Il trasporto a riva e il conseguente spiaggiamento delle carcasse sono dovuti alle particolari condizioni meteomarine - ha dichiarato alla stampa Vincenzo Olivieri, che da 30 anni lavora negli interventi sugli animali spiaggiati vivi -: la morte delle tartarughe riconosce, come causa principale e più probabile, l'impatto con alcuni sistemi di pesca. Si tratta di un fenomeno straordinario, che rappresenta un record per gli ultimi anni.
Tante le segnalazioni da parte dei cittadini, che dal lungo mare e dalle spiagge hanno avvistato la moria degli esemplari.
Ora il centro Cetacei si sta occupando, su incarico della Capitaneria, di classificare gli esemplari morti per caratteristiche morfologiche, mentre toccherà all'Istituto zooprofilattico di Teramo indagare sulle cause di morte degli esemplari.
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