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Il magazine degli animali

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24.10.2013

Pericolo di estinzione per le barriere coralline

Entro la fine del secolo le barriere coralline potrebbero sparire da quell'angolo della Terra dove sono presenti in maggiore densità, il cosiddetto «Triangolo dei coralli» che si estende tra le coste e i mari di sei Paesi indonesiani: Filippine, Malesia, Papua Nuova Guinea, Isole Salomone e Timor Est. Pensate, qui si trovano il 76% delle specie di coralli censite in tutto il mondo e oltre il 35% delle specie di pesci presenti nelle barriere coralline, compreso il tonno. A lanciare l'allarme sulla sopravvivenza di questo ecosistema è il Wwf, che in occasione della Conferenza mondiale degli oceani, ha presentato uno studio realizzato da un team di esperti - biologi, economisti, studiosi di ecosistemi - che si sono avvalsi di oltre 300 analisi scientifiche. La ricetta individuata non è nuova: ridurre le emissioni di gas serra con investimenti internazionali che rafforzino l'ambiente naturale della regione. Una gestione efficace delle risorse costiere, che includa reti regionali di aree marine protete, la protezione delle mangrovie e dei letti dei fiumi e una buona gestione del pescato si tradurranno in un declino più lento di queste risorse».
La scadenza individuata per elaborare le strategie di difesa è quella del prossimo dicembre, quando a Copenhagen avrà luogo la Conferenza delle parti della Convenzione quadro sui cambiamenti climatici delle Nazioni Unite. Sarà lì che bisognerà trovare un intesa sulla riduzione delle emissioni di gas serra. Noi restiamo in attesa e intanto

23.10.2013

Salvi i cavalli Navajo

Robert Redford e alcuni gruppi animalisti hanno vinto la prima battaglia per salvare i cavalli selvaggi delle riserve Navajo: il presidente della Nazione Navajo ha cambiato infatti posizione e rinunciato a chiedere l'abbattimento delle mandrie che, a giudizio di molti della sua tribù, danneggiano le coltivazioni.
Al centro dell'intesa è la raccomandazione al governo federale a far di più per aiutare i pellerossa Navajo a contenere le decine di migliaia di cavalli selvaggi che pascolano liberi sulle loro terre e che, secondo le stime costano alla Nazione Navajo 200 mila dollari all'anno in danni alle proprietà e ai campi.
Ricordiamo che i cavalli selvaggi sono un simbolo del Vecchio West, ma gli indiani delle riserve non vedono in loro qualcosa di romantico, quanto piuttosto una minaccia alla loro economia. Nella riserva Navajo ce ne sono oltre 75mila, e ciascuno consuma 18 litri d'acqua e otto chili di foraggio al giorno.
Ma l'accordo raggiunto segna «una enorme svolta», perché «una delle più importanti e numerose tribù del paese si è pronunciata contro la macellazione e questo dovrebbe essere un fattore determinante sia in Congresso sia nei tribunali».
I nostri migliori auguri ai cavalli navajo.


22.10.2013

Le api riconoscono il volto umano

Sapevate che le api sanno riconoscere i volti umani? E' vero, sono in grado di distinguere un viso da un oggetto di qualsiasi altro tipo. La dimostrazione arriva da una serie di esperimenti condotti da Martin Giurfa dell'Università di Tolosa, i cui risultati sono resi noti sul Journal of Experimental Biology.
L'idea di capire se le api siano in grado di distinguere un volto da un oggetto viene da un precedente studio in cui le api, opportunamente addestrate, volavano verso la foto di una persona. L'ape riceveva un «premio» zuccherino ogni volta che si poggiava sulla foto del volto. Giurfa si è chiesto cosa vedessero veramente le api in quel viso e se vi riconoscessero un volto oppure se quella immagine fosse per loro solo la figura di uno strambo fiore. Così lo studioso ha intrapreso una serie di esperimenti: prima ha ritentato l'esperimento con facce umane stilizzate e ha visto che le api riconoscono il volto stilizzato e lo distinguono da altre immagini scorrelate.
Poi l'esperto ha ritentato con volti veri e propri contrapponendo foto di volti a foto di oggetti, sempre con lo stesso premio. L'insetto non si è fatto confondere ed ha nuovamente riconosciuto il volto. Infine ha ritoccato la foto spostando naso occhi e bocca in modo assurdo, così da sconvolgere le normali sembianze della faccia umana. Così facendo l'ape non ha più saputo dirigersi verso il volto e lo confondeva con un oggetto qualunque. Secondo lo studioso questi risultati sono prove esaustive che le api, pur non sapendo riconoscere una persona da un'altra, possono riconoscere le fattezze di un volto umano. (Fonte: Ansa).

21.10.2013

Gravidanza Isterica

sono proprietaria di una piccola yorkshire. ogni volta che ha il calore a distanza di 2 mesi le arriva la gravidanza isterica.l gira per casa piangendo,ansimando, mi chiedo che cosa realmente cerca,le passi per la mente,mi si stringe il cuore a vederla cosi'. A questa mail inviata a prontofido risponde il dottor Emanuele Minetti, medico veterinario a Milano
Buongiorno, bisogna decidersi probabilmente per una cura definitiva sterilizzandola.
Poichè si chiama "gravidanza isterica" comunemente si fa una gran confusione in quanto "isterica" non lo è mai, casomai è "falsa", o meglio pseudo-gravidanza, ed è un'alterazione psico-fisica che interessa le cagne non gravide. E' dovuta ad un aumento del livello di prolattina e compare normalmente a circa 60 giorni dal calore, in concomitanza della data del parto presunto:
Essa si manifesta con:
Aumento di peso con addome gonfio
Iperplasia della ghiandola mammaria
Secrezione lattea.
Comportamento materno accentuato: preparazione di un nido per la cucciolata e adozione di oggetti ( pupazzi, cuscini..)
Modificazioni dell'equilibrio psichico: nervosismo, aggressività/tranquillità
Modificazioni dell'appetito: anoressia / polifagia,vomito
La falsa gravidanza rappresenta un forte disagio per il cane e per il proprietario, che vede la cagnolina prepararsi al parto senza essere ripagata dalla nascita dei cuccioli.
Se la cagnina non risponde più alle terapie mediche deve ricontattare il suo veterinario ed insieme decidere per il meglio.
Cari saluti
Dr Emanuele Minetti - Milano

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