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Il magazine degli animali

In onda su Radiomontecarlo tutti i giorni alle ore 14,45.

Tutti gli argomenti già trattati

15.12.2016

No collari elettronici

Vietato usare i collari elettronici che, attivati a distanza, danno la scossa ai cani per addestrarli o per tenerli sotto controllo procurandogli dolore. Inutile anche difendersi sostenendo che il collare viene utilizzato solo per gli impulsi sonori che dovrebbero imporre un “comando” che il cane dovrebbe eseguire a distanza. Lo sottolinea la Cassazione confermando la condanna penale alla multa da mille euro, per il reato di maltrattamento di animali, nei confronti del padrone triestino di un segugio di razza italiana al quale era stato messo un collare con led che rispondevano a impulsi elettrici. Il cane, scappato, era stato trovato mentre vagava su una strada in Trentino, nel territorio del Comune di Strembo (Trento), e la polizia locale si era occupata di identificare il proprietario.
Il collare che questo povero segugio aveva al collo «dava il segnale di acceso, utilizzato per scopi addestrativi, attivato a distanza da un telecomando in modo da provocare nel cane scosse elettriche provocando come conseguenza oltre al dolore fisico anche uno stress psicologico», osserva la Suprema Corte nella sentenza 50491 depositata.

14.12.2016

“Immedesimiamoci”

Per la giornata internazionale per i diritti degli animali, l'associazione Progetto Vivere Vegan ha proposto alcune iniziative nel centro di Firenze. In molti hanno seguito il flash mob in piazza della Repubblica e si sono fermate al tavolo informativo in via Roma accettando l'invito a “immedesimarsi” per capire la sofferenza degli animali che sfruttiamo e uccidiamo, a mettersi nella loro pelle, a provare le loro emozioni.
“Possiamo scegliere di non consumare carne, latte, uova e qualsiasi altro derivato animale – ha detto la presidente dell'associazione Dora Grieco - . Possiamo vestirci senza rubare agli animali la loro la pelle, la loro pelliccia, la loro vita.”
“Immedesimarsi” è lo slogan di una pubblicità di Campagne per gli animali. “L'immagine della campagna è quella di una scrofa utilizzata per la ‘produzione' di cuccioli che vive una vita terrificante, quasi sempre immobilizzata da sbarre di contenzione – commenta Dora Grieco - . Stuprata, picchiata, costretta a partorire e ad allattare i cuccioli rinchiusi in spazi angusti. Poi la separazione e si riprogramma una nuova gravidanza. Questa che lei vive è la cruda realtà che noi le imponiamo. Non ha scelta. Non può fuggire.. Opporci allo sfruttamento è nostro dovere”.
Ricordo che la Giornata internazionale per i diritti degli animali si celebra dalla fine degli anni novanta il 10 dicembre, giorno in cui l'assemblea delle Nazioni Unite, nel 1948, approvò la Dichiarazione universale dei diritti umani.

13.12.2016

Non siamo pacchi dono!

Abbiamo detto molte volte che un cane non è un pacco dono, ma se a Natale non si riesce a fare a meno di regalare un cucciolo, la regola, per evitare truffe e non essere implicati in scambi poco trasparenti, è quella di verificare sempre la riconoscibilità del venditore: «No agli acquisti online da persone estranee delle quali si conosce solo il numero di telefono. E guai agli scambi in autostrada, senza poter risalire all'allevamento e ai genitori dell'animale». E' indispensabile, inoltre, richiedere subito la documentazione sanitaria che certifichi la corretta profilassi. Le cautele, però, non sono mai troppe: Spesso, gli esemplari di provenienza illegale sono imbottiti di antibiotici, ma non curati in modo adeguato».
Il Paese leader del commercio fuorilegge è l'Ungheria, dove molti agricoltori si sono riconvertiti lucrando sullo spaccio di animali, con la complicità di veterinari corrotti. Un movimento, tra legale e illegale, di circa 400mila esemplari l'anno. Le razze più gettonate sono chihuahua, carlino, pincher. In ascesa gli esemplari di taglie più grandi, come labrador e San Bernardo, che possono rivelarsi poco sicuri: «Se strappati alla madre prima dei due mesi non sono ancora stati educati a mordere senza ferire. Il business, è fiorente, pensate: un cucciolo con documenti e microchip si vende a 50 euro, per schizzare a 400 su Internet e a 1.000 nei negozi. Circa il 40% non sopravvive al trasporto.
Ma non è tutto, La legge punisce anche l'acquirente. Una soluzione alternativa sono i canili: «Ospitano animali di tutte le età. Adottarne uno a Natale sarebbe un bel gesto, oltre a ridurre i costi per la collettività».

12.12.2016

Gatto da sterilizzare

Ho un gatto maschio di quasi 4 mesi, pensavo di farlo sterilizzare perché vivrà in casa e fuori. Il mio veterinario dice che sarebbe meglio aspettare la completa maturazione del gatto, dato che i gatti castrati soffrono di calcoli ... ma leggo in rete che a sei mesi il gatto potrebbe già essere castrato,
Quindi non so che fare...
Abbiamo in collegamento il dottor Emanuele Minetti che ha pronto un consiglio per lei:
"Buongiorno, credo che la cosa più sensata non sia leggere su internet cose casuali - e spesso scritte senza competenze - ma applicare ciò che il suo medico veterinario esperto in piccoli animali le consiglia.
Oggi infatti tutti possono scrivere di tutto in rete, e le assicuro che non tutti lo fanno con onestà intellettuale e con preparazione.
La questione infatti è molto semplice: su internet nessuno può o sta parlando del suo gatto, proprio il suo, nessuno lo conosce, nessuno lo visita.
Si parla solo di "gatti generici" dando generici consigli, magari giusti ma non sempre pertinenti al singolo animale, od addirittura pericolosi.
Il suo medico veterinario curante invece lo sta facendo crescere come fosse un pediatra con un bambino, lo vede da tempo, ha l'esperienza e gli studi.
Se è un serio professionista può guidarvi a fare le scelte migliori per i prossimi 15-20 anni.
Quindi portandolo a controlli frequenti, almeno mensili, troverete il momento migliore per programmare la sterilizzazione in modo da conservare sia l'aspetto della crescita somatica in generale sia la urovescicale.
Cari saluti. Dr Emanuele Minetti Milano"
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