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Il magazine degli animali

In onda su Radiomontecarlo tutti i giorni alle ore 14,45.

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4.10.2013

Il pannolone

Oggi rispondiamo ad un ascoltatore che ci scrive perché ha da poco preso con se un cucciolo di picher toy di due mesi e non riesce ad insegnarli a fare pipì sul pannolone, ci chiede come fare...
Daniela Lisi:
"Per un cucciolo di due mesi è assolutamente normale fare pipì un pò dove capita... è molto giovane e non ha ancora ben chiaro quale sia il luogo adatto per i suoi bisogni.
Farlo sporcare sul pannolone in questa fase della sua vita va bene, però ti consiglio poi di eliminarlo e di utilizzare gli stessi consigli che sto per darti, per insegnargli a farla fuori. Sarebbe ancora meglio se riuscissi a metterli in pratica da subito...
È molto importante osservare il cane in modo da poterlo “cogliere in fragrante”, non appena vedi che inizia a cercare una zona adatta per sporcare, quindi se vedi che annusa, gira su se stesso o si accovaccia, interrompilo con un RUMORE IMPROVVISO che gli bloccherà lo stimolo... poi lo prendi e lo porti velocemente nel luogo in cui vuoi che faccia i suoi bisogni, quando poi li fa o anche solo si accovaccia premialo con tante feste e magari anche un bel bocconcino prelibato.
Ricordati che un cucciolo più o meno fino ai 6 mesi di età ha bisogno di sporcare subito dopo il risveglio ed entro 15-30 minuti dai pasti e dal gioco.
Mi raccomando non sgridare mai il cucciolo se non sporca nel posto esatto e soprattutto a distanza di tempo da quando l'ha fatto!!!! Vi ricordo sempre che i cani hanno una memoria breve, quindi non possono capire che lo stiamo sgridando per un'azione compiuta magari 20 minuti prima. Anche se personalmente credo che un cucciolo non vada mai sgridato, perché spesso si rischia di fare qualche danno creando problemi al cane.
Un consiglio: se il cane sporca in casa lavate con acqua e bicarbonato, i prodotti contenenti ammoniaca richiamano l'odore dei suoi bisogni e quindi tenderà a sporcare ancora in quel punto".


3.10.2013

I viaggi della morte

Cinquecento milioni sono animali vivi che ogni anno vengono trasportati su strade e autostrade italiane per l'ultimo viaggio, quello che li porterà nei macelli. Moltissimi affrontano i «viaggi della morte» in condizioni estreme: trasporti infiniti, temperature che d'estate superano i 40° C, soste inesistenti, cibo e acqua inadeguati. Una situazione che, negli anni scorsi, ha portato molte associazioni che si battono per i diritti animali a lanciare la campagna «8 hours» per cercare almeno di limitare, appunto a 8 ore, questi trasporti. Tra i promotori dell'iniziativa anche Lav e Animal Angel's che adesso diffondono il primo report dei controlli stradali effettuati in Italia su questi trasporti negli ultimi mesi.
Tramite una raccolta di firme anche on line, la campagna “8hours” ha raggiunto oltre un milione di adesioni di cittadini europei e il sostegno di 126 membri del parlamento europeo. Nel marzo 20012 l'Europarlamento ha così approvato una dichiarazione scritta per l'istituzione del limite massimo di 8 ore di viaggio per gli animali trasportati nell'Unione europea al fine di essere macellati.
Per maggiori informazioni www.lav.it/trasporti

2.10.2013

Grasso e' bello?

Uno studio recente ha permesso agli esperti di tracciare il profilo dell'animale domestico extra-large. Si tratta di un sedentario costretto, a causa dei troppi impegni dei padroni, della loro pigrizia o della loro indifferenza a una vita da appartamento con scarse uscite ai giardini.
I cani nutriti in maniera casalinga o mista, poi sono quelli più colpiti dal fenomeno rispetto a quelli che mangiano solo cibo industriale, mentre per i gatti è vero il contrario.
Molti proprietari ignorano il problema: in Italia meno del 50% degli animali viene pesato. Il dato è più o meno in linea con quello europeo dove il tasso di sovrappeso e obesità tra gli animali domestici varia tra il 25 e il 45%.
Questo trend non fa troppo sperare in un cambiamento di rotta.

1.10.2013

Salviamo le api

“Se vuoi salvare le api pianta un fiore.” Questo è il consiglio di Greenpeace che, attraverso la campagna Salviamo le api, cerca di sensibilizzare alla tutela di questi importantissimi insetti. Sì perché le api insieme a farfalle e alle mosche permettono il processo naturale di impollinazione e senza questi insetti impollinatori, molti esseri umani e animali avrebbero difficoltà a trovare il cibo per la loro sopravvivenza, ma non è tutto: “delle 100 colture da cui dipende il 90% della produzione mondiale di cibo, 71 sono legate al lavoro di impollinazione delle api”.
Per aiutare le api si possono fare cose molto semplici come coltivare alcune piante: borragine, aneto, rosmarino, timo, coriandolo, e anche creare delle piccole ma preziose “Aree salva-api che permettano a questi piccoli animali di trovare cibo e rifugio. Non servono un orto o un giardino, bastano anche un balcone o il davanzale della propria finestra. Greenpeace ha anche diffuso cinque importanti consigli per agire contro il rischio di un irreparabile declino degli insetti impollinatori.
Per informazioni e per firmare la petizione: www.salviamoleapi.org,
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