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Il magazine degli animali

In onda su Radiomontecarlo tutti i giorni alle ore 14,45.

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13.8.2013

L'origine degli elefanti? l'acqua

Sapevate che l'origine degli elefanti non è nelle savane ma bensì nell'acqua? A dirlo è uno studio pubblicato sulla rivista scientifica New Scientist confermando che sono stati trovati i fossili di alcuni loro parenti stretti nelle acque dolci dei fiumi e delle paludi dell'Egitto di 37 milioni di anni fa.
Ma visto che i fossili rinvenuti dello scheletro di questo cugino dell'elefante erano decisamente incompleti, gli studiosi hanno studiato gli isotopi stabili dei denti e i relativi fossili. In questo modo hanno trovato livelli bassi di ossigeno, tipico della vita acquatica.
Comunque secondo gli scienziati questi antichissimi animali erano semi-acquatici e vivevano nelle paludi di acqua dolce dove pascolavano. Il che dimostrerebbe che l'ordine dei proboscidati (cioè gli attuali elefanti) e i loro parenti estinti erano molto imparentati.
Per spiegarci meglio: gli attuali elefanti hanno avuto origine da progenitori anfibi, e c'è una realtà semi-acquatica nella prima fase di evoluzione della categoria dei proboscidati.

12.8.2013

I cani e il caldo

Sapevate che i cani soffrono il caldo più di noi? E allora vi voglio leggere qualche consiglio per farlo stare meglio e per prevenire eventuali pericoli:
Il primo problema è il cosiddetto colpo di calore, una patologia molto pericolosa che si può verificare quando il caldo è umido e afoso, i più esposti sono i cani anziani ed i cuccioli, ma può succedere anche ad adulti che vengono esposti al sole o a sforzi prolungati.
I segnali sono: respirazione irregolare e affannosa, eccesso di salivazione e difficoltà nei movimenti.
Se notiamo questi sintomi dobbiamo avvolgere il nostro amico in un asciugamano imbevuto d'acqua fresca per abbassare la temperatura. Se poi ci riusciamo facciamogli bere un po' d'acqua.
Dopo questo primo soccorso, se ci è possibile portiamolo dal veterinario più vicino, avvisandolo che è in arrivo un emergenza perché non sarebbe prudente attendere in sala d'aspetto.
Ricordiamo che il colpo di calore non va sottovalutato.

9.8.2013

Se fido tira al guinzaglio

Ogni venerdi qui al magazine degli animali diamo qualche pratico consiglio per correggere voi stessi il comportamento del vostro cane. Queste semplici e pratiche lezioni sono di Daniela Lisi educatrice cinofila e collaboratrice di Prontofido: prendete nota
"Prima di tutto non usare collari a strozzo o guinzagli allungabili chiamati flexi.
Il collare a strozzo può avere effetto solo per qualche giorno, poi il cane si abituerà e riprenderà a tirare come prima, con il particolare che la sua trachea a lungo andare subirà gravi danni.
Il flexi serve solo ad insegnargli a tirare, è importantissimo non usarlo sui cuccioli perché si insatura un meccanismo mediante il quale il cucciolo inizia a tirare, voi sganciate il flexi che si allunga e quindi in questo modo avete premiato il cane per aver tirato. La ricompensa è stata lasciarlo andare.
Vi consiglio invece di usare una pettorina con una conformazione particolare che vi permetterà di passeggiare con il vostro cane in maniera agevole senza procurare danni ai gomiti e alla trachea. Se siete interessati a sapere dove poterla acquistare scriveteci a prontofido@prontofido.net
Quando il cane tira provate a fermarvi, se smette di tirare e magari si siede premiatelo con un bocconcino e con un bel bravo, quindi ripartite cambiando direzione. Quasi sicuramente il cane riproporrà lo stesso atteggiamento, non scoraggiatevi e riproponete lo stesso esercizio. Se invece vedete che il cane non tira per i primi metri, cercate di anticiparlo prima che lo faccia o fermandovi o cambiando direzione. Ricordatevi che ci vuole molta pazienza e tempo e anche l'aiuto di un educatore cinofilo".
Daniela Lisi


8.8.2013

Le fusa di micio

Oggi qui al Magazine degli animali dedichiamo il nostro spazio ai mici, gli amati micioni o micini. Parliamo del loro linguaggio, delle loro fusa che costituiscono, probabilmente l'aspetto più intrigante agli occhi (anzi alle orecchie) di noi essere umani. Tutti noi, o quasi, conosciamo a grandi linee il loro significato, ma esiste anche un utilizzo in situazioni meno conosciute?
Le fusa si sa sono un suono caratteristico del gatto generato da una contrazione rapidissima e continua della laringe e del diaframma.
Questo particolare brontolio è sempre stato associato ad uno stato di piacere del gatto: i felini domestici infatti emettono questo suono principalmente per dimostrare affetto.
Quando un gatto fa le fusa è provato che ciò genera benefici per il suo organismo migliorando la circolazione del sangue.
Secondo alcuni studi recenti le fusa vengono utilizzate anche in situazioni meno conosciute: in particolare secondo la studiosa Elisabeth Thomas, il gatto le utilizzerebbe durante alcune battute di caccia. I mici farebbero quindi le fusa alle loro prede ma il significato di questo solito comportamento sarebbe quello di cercare di calmare e rassicurare la vittima traendone un vantaggio di caccia
Mica male no?

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