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Il magazine degli animali

In onda su Radiomontecarlo tutti i giorni alle ore 14,45.

Tutti gli argomenti già trattati

24.5.2013

Educazione!

Oggi rispondiamo ad un'ascoltatrice che ci scrive non per un consiglio sull'educazione del suo cane ma sull'educazione di alcune persone. Tempo fa è stata insultata da un negoziante perché il suo cane, Maltese di circa 3kg, ha fatto pipì sul marciapiede.
Devo dire che oggi mi sento particolarmente coinvolta perché anche io possiedo due cani e mi è capitato diverse volte di dover essere il capro espiatorio di qualcuno che, al contrario mio, ha lasciato lì bisogni del suo amico.
Penso prima di tutto che questo sia un argomento delicato ma soprattutto soggettivo.
Ogni proprietario di cane deve avere una coscienza sulla gestione del proprio amico a 4 zampe in tutti i sensi. Tra questi c'è anche la civiltà nel rispetto dell'ambiente e delle persone che ci circondando.
In parole povere intendo dire che, ogni persona è tenuta oltre che per legge, anche per correttezza, a raccogliere i bisogni del proprio cane.
Quando un cane urina però, oltre a non essere tenuti a far nulla non è neanche possibile raccoglierla… a meno che non si giri per strada con delle taniche d'acqua, sciacquando ogni angolo su cui il cane fa pipì. Ovvio è che sta a noi e alla nostra educazione evitare che il cane sporchi nei posti sbagliati. Ci sono proprietari che fanno fare pipì su portoni di palazzi.. alcuni su angoli di negozi e altri ancora su ruote di macchine. Insomma.. capisco che sia difficile prevedere e stare continuamente attenti a quando il nostro amico alza la zampa ma forse occorre farlo, stare attenti! Perché se continuiamo a far finta di niente non faremo altro che fomentare la rabbia delle persone che danno la colpa ai nostri cani. Ma ricordate, la colpa non è loro, perché in questo caso i maleducati siamo noi!!

23.5.2013

Orsi come distributori di bile

Una società farmaceutica di Chengdu in Cina ha trasformato centinaia di orsi in serbatoi da cui estrarre la bile: il «prodotto», trasformato in polvere, è utilizzato per curare una serie di malattie. La stessa società per aumentare la produzione, ha chiesto alle autorità di comperare altri 800 orsi oltre ai 400 già a sua disposizione
A questo punto sono intervenuti gli animalisti cinesi e hanno aperto una sottoscrizione che ha trovato l'appoggio anche di una settantina di star, Gli attivisti hanno organizzato picchetti davanti alle farmacie che vendono i prodotti estratti dagli orsi, hanno intasato il sito online della società con attacchi da hackers. Le autorità, colpite dalla forza della protesta, hanno bloccato l'operazione. Una grande vittoria per gli animalisti della Repubblica Popolare. Ma in Cina ci sono circa 20 mila orsi prigionieri in un centinaio di «fattorie degli orrori». Per la cronaca l'«acido ricavato dalla bile degli orsi si vende a 24 mila dollari al chilo, viene ridotto in polvere e inserito in capsule per le farmacie della medicina tradizionale cinese per cure che forse non servono proprio a niente.

22.5.2013

Dog addiction

Conoscete la “Dog Addiction”?

Non è un nuovo gioco rompicapo ma una vera e propria patologia: la dipendenza nevrotica dal proprio cane.

Ne sono vittime soprattutto donne ed il meccanismo che fa scattare questa sindrome è la carenza di affetti.
Come riconoscere chi soffre di questa patologia?

Osserviamo gli accessori utilizzati per il proprio animale, se il guinzaglio è firmato oppure se al posto della suoneria del cellulare c'è l'abbaiare del proprio cane siamo in odore di Dog Addiction.

Questa dipendenza però alla lunga può risultare pericolosa sia per noi che per lui e anche per la salute mentale di entrambi: cane e essere umano devono avere una vita sociale al di fuori dalla coppia animale-padrone.

Allora continuiamo ad ammirare e a rispettare gli animali per la loro vera natura.

21.5.2013

Lo scodinzolio rivela le emozioni

Se la coda vira a destra è perchè il nostro amico è contento di avvicinarsi a qualcosa o a qualcuno, ma se invece vira a sinistra Fido prova paura, il segnale è di pericolo.

La scoperta è di Giorgio Vallortigara dell'Università di Trieste.

I risultati sono un segno evidente che lo scodinzolio esprime tante differenti emozioni e che i due emisferi del cervello controllano emozioni diverse decidendo la direzione della coda.

Scommetto che domani guarderemo con più attenzione la coda del nostro amico.

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