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Il magazine degli animali

In onda su Radiomontecarlo tutti i giorni alle ore 14,45.

Tutti gli argomenti già trattati

3.7.2012

Vacanze di micio: meglio a casa

Se si va in vacanza per periodi brevi è meglio lasciare il gatto in casa PROPRIA con una persona di fiducia addetta al cibo ed alla cassetta, in grado di capire eventuali problemi.di salute e di toccarlo per carezze e coccole e per pettinarlo. Per cani e gatti, non prenotare all' ultimo minuto e scegliere sia su consiglio del veterinario e/o informandosi anche da conoscenti fidati; è meglio fare prima di lasciare l'animale per lunghi periodi almeno due giorni di prova. E' importante portare il proprio animale direttamente alla struttura prescelta in precedenza visitata, senza intermediari, perché occorre sapere in quali condizioni verrà tenuto. La pensione piu' affidabile e' quella dove si puo' entrare senza preavviso per fare visita all'animale. Evitare “appartamenti pensione” dove e' impossibile una disinfezione accurata. Anche per il gatto è meglio una gabbia di 1,5 metri quadri, con possibili saliscendi e area separata per la toilette, per il rischio contagio: e' una questione di sicurezza sanitaria'. Ed e' sempre bene lasciare un contatto reperibile.Per le VACCINAZIONI:: nel gatto meglio fare il richiamo della trivalente, se va all'aperto ed in pensione per lunghi periodi anche con la leucemia felina. Per il cane è bene optare per vaccinazioni complete anche di parainfluenza e leptospirosi. Se si porta l'animale con se attenzione al passaporto sanitario per espatriare (cane, gatto, furetto), da richiedere alla Asl veterinaria di appartenenza, che sostituisce i certificati di buona salute, rilasciato dopo l'applicazione del microchip e l'iscrizione all'anagrafe regionale, ed alla vaccinazione per la rabbia. Non in tutti i paesi le norme per introdurre gli animali sono uguali, quindi è indispensabile informarsi con alcuni mesi di anticipo.E' opportunopoi prepararsi una lista, anche tramite l'aiuto del proprio veterinario, su strutture sanitarie nel luogo di villeggiatura in caso di emergenza.

2.7.2012

Colpi di calore!

Sapevate che I cani non sono in grado di espellere il calore eccessivo con la traspirazione e quindi cercano di mantenere la giusta temperatura aumentando la frequenza respiratoria e utilizzando la lingua come “radiatore”?
Questo sistema però non è molto efficiente e induce un aumento della frequenza cardiaca già molto più alta di quella dell'uomo Per questi motivi i cani sono molto sensibili ai colpi di calore.
In estate una lunga sosta in una macchina chiusa e parcheggiata al sole o sforzi fisici prolungati, come per esempio corse nelle ore centrali, possono diventare pericolosissime e addirittura letali.
Se ravvisate comportamenti anomali con affanno, letargia o comportamenti da “ubriaco”, intervenite per riportare gradualmente la temperatura corporea a livelli normali nei seguenti modi
1) spostando il Vostro amico lontano da fonti di calore e al riparo dal sole immediatamente,
2) utilizzando panni bagnati con acqua fredda (o liquidi che evaporano facilmente come aceto o alcool) in particolare sulle zampe e intorno alla testa così facendo l'evaporazione sottrarrà calore ,
3) offrendo al Vostro “amico” acqua fresca da bere ma non forzandolo a bere o mettendogli dell'acqua in bocca,
4) contattando telefonicamente o meglio recandoVi dal Vostro Veterinario di fiducia anche se Fido sembra stare già meglio (i danni interni potrebbero non essere evidenti ad occhio nudo, quindi un esame completo è sempre necessario!).Ricordate di non utilizzare mai ghiaccio o acqua molto fredda perché un raffreddamento troppo rapido potrebbe causare scompensi e persino shock cardiocircolatori. Purtroppo, troppi cani sono vittime di colpi di calore, per questo è importante imparare a riconoscerne i sintomi. Basta poco per salvare i nostri amici a 4 zampe!
Ci raccomandiamo…se avete anche il minimo sospetto che il vostro cane stia subendo un colpo di calore, intervenite immediatamente!!!Se volete riascoltare questo importantissimo magazine www.prontofido.net

29.6.2012

Cucciolo che sporca in casa

Oggi rispondiamo a Elena che ci scrive perché non riesce ad insegnare al suo cucciolo di bassotto di 3 mesi a sporcare fuori casa, lo fa indistintamente in ogni punto della casa. Ci chiede aiuto.
Cara Elena, insegnare ad un cucciolo a sporcare fuori a volte può rivelarsi un'impresa difficile. Spesso dipende dal cane, c'è quello più predisposto e quello più cocciuto che ha bisogno di essere seguito più alungo, ma in tutto questo un ruolo importante ovviamente lo abbiamo anche noi.
Capita nella maggior parte dei casi che i padroni non siano a conoscenza di alcuni aspetti fondamentali per insegnare al piccolo a sporcare nel posto giusto.
Leggendo la vostra mail mi sembrate molto preparati sull'argomento, ma forse vi mancano alcune informazioni.
Un cucciolo dell'età di 3 mesi ha bisogno di sporcare almeno sei volte al giorno, oltre a questo i momenti in cui siamo sicuro che farà pipì sono: subito dopo il risveglio, dopo mangiato e dopo il gioco.
Quando uno di questi momenti si conclude, siamo sicuri che il piccolo sporcherà o nell'immediato o dopo qualche minuto, per cui lo prendete e lo portate fuori casa.
Oltre a questo, un consiglio che do sempre è di pulire dove il cane ha sporcato con acqua e bicarbonato, perché cancella totalmente l'odore dei suoi bisogni. Se non lo avete fatto ma avete pulito sempre con un detergente normale, il piccolo continuerà a sentire l'odore della sua pipì e di conseguenza a pensare di farla nel posto giusto.
Per quanto riguarda la traversina, che può essere molto utile di notte, esistono degli spray che richiamano il cucciolo a sporcarci sopra. Se dovesse continuare a giocarci il consiglio è di metterla giù solo quando uscite e di spostare la sua attenzione su un gioco nuovo, magari un kong per cuccioli.
Mi raccomando Elena, se il problema persiste chiama un educatore cinofilo perché se aspetti troppo rischi di portare avanti questo comportamento per lungo tempo.

28.6.2012

Facebook per animali

Un social network un po' speciale per comprendere i comportamenti degli animali selvatici, per capire come si associano in gruppi, come trovano il cibo o i compagni con cui accoppiarsi. per saperne di più sulla nascita della socialità, ma anche sulla diffusione di malattie o sui comportamenti in relazione ad altre popolazioni. in Inghilterra Il metodo è stato testato per la prima volta sulle cinciallegre.
Questo rende possibile esaminare molto dettagliatamente il comportamento degli uccelli e scoprire se gli individui sono «veri amici», piuttosto che frequentatori casuali, o se sono alla ricerca di un compagno o di una compagna con cui accoppiarsi.
«I dati che noi umani troviamo su Facebook registrano chi sono i nostri amici, dove siamo stati, cosa condividiamo con gli altri», spiega Ioannis Psorakis dell'Università di Oxford, che ha guidato la ricerca. «Quello che abbiamo dimostrato è che è possibile costruire un 'Facebook per animali', rivelando con chi sono affiliati, chi sono i membri dello stesso gruppo, quali sono gli uccelli che stanno andando regolarmente a raduni o a eventi».
I dati sono stati ricavati da transponder attaccati a migliaia di uccelli e da sensori che registrano quando gli individui appaiono in ognuno dei 67 alimentatori per uccelli sparsi nel bosco a Oxford.
I primi risultati della ricerca con le cinciallegre suggeriscono che i singoli uccelli non si riuniscono a caso, ma scelgono gli altri membri della popolazione con cui interagiscono. Nella maggior parte dei casi si vedono comunità fortemente legate tra loro in cui gli individui che si cibano insieme sono anche partner o lo saranno in futuro per l'accoppiamento.
Questo lavoro potrebbe aiutare i ricercatori a capire come l'informazione si diffonde attraverso popolazioni animali e consentire di esplorare le basi genetiche della socialità.
Benvenuto quindi al facebook per animali
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