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Il magazine degli animali

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5.7.2012

I "cani da borsetta"

C'erano una volta i «cani da borsetta», ovvero chihuahua, Yorkshire, e carlini talmente piccoli da poter essere infilati in borsa. Una moda iniziata proprio dalle celebrità e che aveva trasformato il miglior amico dell'uomo in un accessorio irrinunciabile Una moda però già tramontata, perlomeno in Inghilterra, dove è ormai allarme accertato per il numero crescente di cagnolini versione mignon abbandonati al loro destino. I più fortunati vengono trovati da qualche anima buona e portati al più vicino canile, mentre gli altri muoiono per strada, spesso di fame e stenti.
«La gente è convinta che solo perché si tratta di cani in miniatura, questi richiedano meno esercizio e stimolazione mentale ma non è affatto vero. Ogni cane ha bisogno di sviluppare il proprio comportamento per non sentirsi annoiato, frustrato o stressato. La gente che li prende e li infila in borsa per portarli con sè, baciandoli e coccolandoli tutto il tempo, dimentica che così facendo nega a questi cagnolini la possibilità di essere tali, ovvero di sviluppare un normale comportamento canino.
Sappiamo bene che prima di prendere un qualsiasi cane bisognerebbe fare una ricerca approfondita per essere sicuri di scegliere l'animale più adatto al proprio modo di vivere». Insomma, basta farsi contagiare da uno slancio momentaneo, magari per imitare questa o quella celebrità: un cane non è né un giocattolo né, tantomeno, un accessorio che si può mettere in fondo all'armadio quando passa di moda. Un cane è un impegno per la vita e non un accessorio modaiolo». E pensare che fino a poco tempo fa l'Inghilterra era considerata una delle nazioni più dog lovers di tutte.
Da qui comunque la richiesta di una nuova legge più punitiva nei confronti di chi abbandona gli animali, che dovrebbe essere presentata nelle prossime settimane.
Ecco perché se avete deciso, dopo aver ben ponderato di adottare un animale, visitate la sezione dei canili in prontofido@prontofido.net

4.7.2012

Si a cani e gatti insieme

Il Professor Joseph Terkel dell'Università di Tel Aviv ha pubblicato i risultati di una ricerca su un campione di duecento persone che convivono con un cane e un gatto. Sembra incredibile ma questi sono i risultati: solo nel dieci per cento erano presenti situazioni apertamente conflittuali. In un quarto del campione cane e gatto si ignoravano, ma in tutti gli altri casi avevano stabilito una relazione amichevole. Il 65 per cento delle volte insomma, cane e gatto conviventi, si salutavano affettuosamente incontrandosi, mangiavano, giocavano e dormivano insieme.
Terkel sottolinea che cani e gatti, hanno molti segni di amicizia o ostilità opposti, tipo: il cane agita la coda in segno di amicizia, il gatto quando è nervoso. Il gatto evita di guardare quando minaccia, per il cane quello è un segno di sottomissione, eppure nelle convivenze quando un cane agita la coda il gatto va strusciarsi affettuosamente come se avesse imparato la lingua del cane.
Ma la coabitazione ha più change di successo se il gatto arriva in casa prima del cane. E questo anche perché la coabitazione con il genitore “umano” ha reso più infantili entrambi.


3.7.2012

Zoe abbaia sempre

Oggi rispondiamo a Floriana che ci scrive perché la sua Zoe, un white terrier di quasi tre anni, abbaia per qualsiasi motivo. Ci chiede aiuto. Risponde Daniela Lisi, la nostra educatrice cinofila.
Cara Floriana, ci troviamo di fronte ad uno dei problemi a mio parere più fastidiosi ma non irrisolvibile.
Com'è giusto che sia, il cane per comunicare usa anche la voce e quindi l'abbaio. Solitamente non è l'unico mezzo di comunicazione che possiede, anzi, il primo e più importante è il corpo, successivamente a questo c'è l'abbaio.
Ci sono alcuni cani che ottengono sempre buoni risultati abbaiando, nel senso che sfiniscono l'udito dei propri padroni fino ad ottenere quello che vogliono, solitamente si tratta di cibo, gioco o attenzioni. Il problema fondamentale però, è che il cane impara a comunicare nel modo sbagliato.
L'unico dettaglio che ho nella mail che mi scrivi, è che Zoe abbaia anche per richiedere cibo… questo quindi conferma quanto appena detto: quando Zoe vuole qualcosa abbaia e voi rispondete.
Spesso i cani apprendono questo comportamento per causa nostra, ovvero, stiamo mangiando, il cane si avvicina e noi gli diamo qualcosa da mangiare, quando si avvicina la volta successiva decidiamo di non dargli nulla.. il perché il cane non lo capisce molto, allora cerca in tutti i modi di attirare la vostra attenzione e quando inizia ad abbaiare arriva il cibo.. perché piuttosto che sentirlo ci si arrende alla sua richiesta.
A questo punto il cane ha appreso che abbaiando ottiene quello che vuole, allora prova ad emettere lo stesso comportamento ogni volta che vuole qualcosa.
Quello che dovete fare con Zoe è iniziare a darle delle regole. Non si mangia a tavola, non si gioca ogni volta che lo decide lei.. e così via.
Quando abbaia non parlatele in risposta e soprattutto non urlatele dietro.. Zoe non farà altro che continuare ad abbaiare. Cercate di restare calmi, di ignorarla quando necessario e di non soddisfare tutte le sue richieste.
Questi Floriana sono solo consigli base, che purtroppo in pochi minuti non possono diventare la soluzione al vostro problema. Occorre contattare un educatore cinofilo che vi segua per un periodo. Sul sito www.ficss.it troverai i migliori nella tua zona.

3.7.2012

Vacanze di micio: meglio a casa

Se si va in vacanza per periodi brevi è meglio lasciare il gatto in casa PROPRIA con una persona di fiducia addetta al cibo ed alla cassetta, in grado di capire eventuali problemi.di salute e di toccarlo per carezze e coccole e per pettinarlo. Per cani e gatti, non prenotare all' ultimo minuto e scegliere sia su consiglio del veterinario e/o informandosi anche da conoscenti fidati; è meglio fare prima di lasciare l'animale per lunghi periodi almeno due giorni di prova. E' importante portare il proprio animale direttamente alla struttura prescelta in precedenza visitata, senza intermediari, perché occorre sapere in quali condizioni verrà tenuto. La pensione piu' affidabile e' quella dove si puo' entrare senza preavviso per fare visita all'animale. Evitare “appartamenti pensione” dove e' impossibile una disinfezione accurata. Anche per il gatto è meglio una gabbia di 1,5 metri quadri, con possibili saliscendi e area separata per la toilette, per il rischio contagio: e' una questione di sicurezza sanitaria'. Ed e' sempre bene lasciare un contatto reperibile.Per le VACCINAZIONI:: nel gatto meglio fare il richiamo della trivalente, se va all'aperto ed in pensione per lunghi periodi anche con la leucemia felina. Per il cane è bene optare per vaccinazioni complete anche di parainfluenza e leptospirosi. Se si porta l'animale con se attenzione al passaporto sanitario per espatriare (cane, gatto, furetto), da richiedere alla Asl veterinaria di appartenenza, che sostituisce i certificati di buona salute, rilasciato dopo l'applicazione del microchip e l'iscrizione all'anagrafe regionale, ed alla vaccinazione per la rabbia. Non in tutti i paesi le norme per introdurre gli animali sono uguali, quindi è indispensabile informarsi con alcuni mesi di anticipo.E' opportunopoi prepararsi una lista, anche tramite l'aiuto del proprio veterinario, su strutture sanitarie nel luogo di villeggiatura in caso di emergenza.

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