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Il magazine degli animali

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30.8.2012

Sparare ai gabbiani per salvare le balene

Le autorità della Patagonia, in Argentina, stanno valutando l'ipotesi di autorizzare la polizia a sparare sui gabbiani che beccano sul dorso le balene. Proprio così: gli uccelli sono diventati un vero pericolo per le balene, che nel golfo della città di Puerto Madryn, in Patagonia, hanno uno dei loro principali centri di riproduzione.
Il biologo Marcelo Bertellotti sostiene che il numero dei gabbiani sia aumentato esponenzialmente e che gli uccelli abbiano iniziato ad attaccare le balene in superficie, strappando le carni per mangiarne pelle e grasso. Il vero motivo di tutto ciò non è spirito animalista ma interesse economico, visto che le balene portano turisti e i turisti portano soldi, quindi le autorità provinciali stanno pensando di autorizzare la polizia a sparare ai gabbiani.
Gli ambientalisti però sono contrari, affermando che le autorità dovrebbero invece chiudere la vicina discarica e impedire ai pescatori di scaricare i rifiuti in acqua, in modo da ridurre il numero dei gabbiani in modo naturale.
Come andrà? Vi terremo informati. Ed è tutto

29.8.2012

Settimana mondiale dell'acqua

"Sapevate che l'allevamento intensivo è una delle attività che impiega più acqua al mondo?Ma non è tutto: L'utilizzo di acqua da parte degli allevamenti salirà del 50% entro il 2025, contribuendo in maniera significativa alla scarsità idrica mondiale del prossimo decennio", con queste parole la LAV conferma l'allarme sulla scarsità di acqua e sul suo consumo causato per molta parte dall'industria della carne. Per la prima volta in Europa, nel recente Rapporto "I costi reali del ciclo di produzione della carne", la LAV ha analizzato e stimato i veri e complessivi costi del ciclo di produzione della carne, analizzando tutti gli impatti - ambientali, economici, salutari, etici - che questa produzione genera, secondo i più importanti studi internazionali degli ultimi anni.
Un bovino adulto da allevamento può bere in media tra i 30 e i 50 litri di acqua al giorno e un suino circa 10 litri. La necessità di acqua cambia anche in funzione della temperatura in cui l'animale vive e dei sistemi di allevamento. Il ciclo della produzione di carne utilizza l'acqua in varie fasi: abbeveramento degli animali; pulizia delle installazioni e degli allevamenti. Si sparge inoltre acqua anche sulle carcasse animali per motivi igienici (la quantità può variare dai 6 ai 15 litri per carcassa di un grande animale).
"L'insostenibilità ambientale, ma anche etica, economica e sanitaria del modello alimentare basato sulla carne, è confermata da numerosi studi : ora sono indispensabili politiche nazionali responsabili - La soluzione più efficace, accessibile e poco costosa consiste nella promozione del consumo di proteine vegetali invece di quelle animali e la tradizione culinaria mediterranea, ad esempio, offre numerosi piatti semplici e nutrienti - basti pensare ai legumi - che possono far bene anche al Pianeta".

28.8.2012

APPELLO DI BRAMBILLA E VERONESI

Con una “lettera aperta” al presidente del Consiglio, ai Presidenti delle Regioni e ai presidenti delle associazioni venatorie, i fondatori del movimento “La Coscienza degli animali”, gli ex ministri Michela Vittoria Brambilla e Umberto Veronesi, e i "garanti" del suo Manifesto - Susanna
Tamaro, Franco Zeffirelli, Margherita Hack, Elio Fiorucci, Vittorio Feltri, Edoardo Stoppa, Don Luigi Lorenzetti, Maurizio Costanzo, Dacia Maraini - chiedono, in relazione alla grave siccità degli ultimi mesi, la proclamazione un vero e proprio “stato di calamità naturale” per la fauna
selvatica, “con conseguenti provvedimenti di tutela” delle popolazioni animali in difficoltà, la sospensione della stagione venatoria e l'adesione degli stessi cacciatori all'appello.
“Sono sotto gli occhi di tutti – scrive il movimento da sempre per l'abolizione della caccia - le devastanti conseguenze, che affliggono la natura e gli animali per la perdurante siccità di quest'anno. Le creature che vivono libere nei boschi e nelle campagne sono agonizzanti per la
sete. Se non hanno già perso la vita negli incendi. Le elevate temperature, la mancanza di precipitazioni, l'assenza di rugiada notturna sottopongono le specie animali ad uno straordinario stress fisico, con effetti devastanti sulla dinamica delle popolazioni. Quando le fonti idriche
sono ridotte e disperse, il maggior dispendio energetico necessario per raggiungerle rende più difficile la riproduzione ed è causa di elevata mortalità soprattutto tra gli individui più giovani, per i quali aumenta il rischio di contrarre malattie e di essere predati. C'è penuria di
bacche, semi e insetti, che rappresentano la base della catena alimentare. Non c'è più erba né ci sono foglie, gli alberi stanno morendo. Con il prosciugamento delle zone paludose, tendono a ridursi o addirittura a sparire gli habitat acquatici. Ovunque, il Corpo forestale raccoglie corpicini di animali senza vita, documenta morìe tra le cucciolate e le nidiate”.
Insomma, proseguono i garanti, “viviamo una vera e propria tragedia, una situazione di emergenza e in queste condizioni, autorizzare l'attività venatoria equivarrebbe ad infliggere il colpo di grazia ad intere generazioni di animali, già falcidiate dalla siccità, violando la lettera e lo
spirito della direttiva 147/2009 CE che consente la caccia solo se non danneggia le popolazioni di uccelli selvatici. E violando il buon senso, ancor prima della legge. Perché non si può sparare a povere creature già moribonde, sarebbe come imbracciare il fucile in un campo di sterminio”.



27.8.2012

I delfini cantano

Il loro non è un semplice richiamo: è un vero e proprio canto che si evolve e cambia a seconda delle esigenze e delle situazioni ambientali. Sto parlando di delfini e balene che sono gli interpreti di un concerto che ci parla dell'ambiente, delle sue potenzialità e delle difficoltà che attraversa a causa dell'uomo. I suoni prodotti dai grandi mammiferi marini sono insomma una fotografia dello stato di salute degli oceani. Ne sa più di qualcosa il biologo americano Peter Tyack che rivela gli stupefacenti modi in cui le balene utilizzano i suoni per comunicare a distanza di centinaia di km negli oceani.
Un caso emblematico è quello delle megattere, cetacei che, a differenza della balenottera comune e di quella azzura si raggruppano in aree favorevoli alla riproduzione e per questo possono emettere richiami ad una frequenza leggermente più alta, con bande maggiori e più complesse, Veri e propri «canti» insomma. Questo significa - sottolinea lo studioso - che i canti delle megattere sono una forma di cultura animale, proprio come la musica per gli esseri umani».
Esemplare è il caso che riguarda il comportamento delle megattere in Australia: i biologi della costa orientale stavano registrando i canti in quella zona. Nel '95 tutte emettevano il canto tipico. Ma nel '96 furono ascoltati dei canti insoliti. E si scoprì che questi strani canti erano tipici delle balene della costa occidentale. I richiami della costa occidentale diventarono sempre più frequenti, finché, nel 1998, nessuna balena emetteva più i canti della costa orientale. Erano spariti. Tutte cantavano i nuovi canti della costa occidentale. Era come se una nuova moda avesse completamente cancellato lo stile precedente, e con nessuna stazione che trasmettesse i vecchi successi. Nessuno cantava più le vecchie canzoni».
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