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Il magazine degli animali

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29.6.2012

Cucciolo che sporca in casa

Oggi rispondiamo a Elena che ci scrive perché non riesce ad insegnare al suo cucciolo di bassotto di 3 mesi a sporcare fuori casa, lo fa indistintamente in ogni punto della casa. Ci chiede aiuto.
Cara Elena, insegnare ad un cucciolo a sporcare fuori a volte può rivelarsi un'impresa difficile. Spesso dipende dal cane, c'è quello più predisposto e quello più cocciuto che ha bisogno di essere seguito più alungo, ma in tutto questo un ruolo importante ovviamente lo abbiamo anche noi.
Capita nella maggior parte dei casi che i padroni non siano a conoscenza di alcuni aspetti fondamentali per insegnare al piccolo a sporcare nel posto giusto.
Leggendo la vostra mail mi sembrate molto preparati sull'argomento, ma forse vi mancano alcune informazioni.
Un cucciolo dell'età di 3 mesi ha bisogno di sporcare almeno sei volte al giorno, oltre a questo i momenti in cui siamo sicuro che farà pipì sono: subito dopo il risveglio, dopo mangiato e dopo il gioco.
Quando uno di questi momenti si conclude, siamo sicuri che il piccolo sporcherà o nell'immediato o dopo qualche minuto, per cui lo prendete e lo portate fuori casa.
Oltre a questo, un consiglio che do sempre è di pulire dove il cane ha sporcato con acqua e bicarbonato, perché cancella totalmente l'odore dei suoi bisogni. Se non lo avete fatto ma avete pulito sempre con un detergente normale, il piccolo continuerà a sentire l'odore della sua pipì e di conseguenza a pensare di farla nel posto giusto.
Per quanto riguarda la traversina, che può essere molto utile di notte, esistono degli spray che richiamano il cucciolo a sporcarci sopra. Se dovesse continuare a giocarci il consiglio è di metterla giù solo quando uscite e di spostare la sua attenzione su un gioco nuovo, magari un kong per cuccioli.
Mi raccomando Elena, se il problema persiste chiama un educatore cinofilo perché se aspetti troppo rischi di portare avanti questo comportamento per lungo tempo.

28.6.2012

Facebook per animali

Un social network un po' speciale per comprendere i comportamenti degli animali selvatici, per capire come si associano in gruppi, come trovano il cibo o i compagni con cui accoppiarsi. per saperne di più sulla nascita della socialità, ma anche sulla diffusione di malattie o sui comportamenti in relazione ad altre popolazioni. in Inghilterra Il metodo è stato testato per la prima volta sulle cinciallegre.
Questo rende possibile esaminare molto dettagliatamente il comportamento degli uccelli e scoprire se gli individui sono «veri amici», piuttosto che frequentatori casuali, o se sono alla ricerca di un compagno o di una compagna con cui accoppiarsi.
«I dati che noi umani troviamo su Facebook registrano chi sono i nostri amici, dove siamo stati, cosa condividiamo con gli altri», spiega Ioannis Psorakis dell'Università di Oxford, che ha guidato la ricerca. «Quello che abbiamo dimostrato è che è possibile costruire un 'Facebook per animali', rivelando con chi sono affiliati, chi sono i membri dello stesso gruppo, quali sono gli uccelli che stanno andando regolarmente a raduni o a eventi».
I dati sono stati ricavati da transponder attaccati a migliaia di uccelli e da sensori che registrano quando gli individui appaiono in ognuno dei 67 alimentatori per uccelli sparsi nel bosco a Oxford.
I primi risultati della ricerca con le cinciallegre suggeriscono che i singoli uccelli non si riuniscono a caso, ma scelgono gli altri membri della popolazione con cui interagiscono. Nella maggior parte dei casi si vedono comunità fortemente legate tra loro in cui gli individui che si cibano insieme sono anche partner o lo saranno in futuro per l'accoppiamento.
Questo lavoro potrebbe aiutare i ricercatori a capire come l'informazione si diffonde attraverso popolazioni animali e consentire di esplorare le basi genetiche della socialità.
Benvenuto quindi al facebook per animali

27.6.2012

Tutelare le acque con Fido

L'ambiente ha bisogno di tutto l'aiuto che possiamo dargli e, ancora una volta, una mano arriva proprio dai nostri amici cani.
Uno dei principali problemi ecologici legato ai corsi d'acqua sono gli scarichi illegali che si allacciano illecitamente a tubature preesistenti per smaltire liquami o scarti chimici oppure li gettano direttamente in lagni e fiumi. Negli USA hanno trovato un metodo pratico ed ecologico per individuare questi illeciti: sfruttare il fiuto dei cani.
Con il suo straordinario olfatto, uno speciale cane addestrato riconosce l'odore del materiale degli scarichi illegali anche se le tubature si trovano metri sotto terra e permette alle autorità di intervenire tempestivamente.
Speriamo che il suo esempio venga seguito in tutto il mondo: i cani possono aiutare la natura!

26.6.2012

La tartaruga George è morta scapolo

Alla fine George il solitario è morto scapolo, a cent'anni. Così se ne va per cause ancora da chiarire, l'ultimo esemplare maschio delle tartarughe giganti dell'isola di La Pinta, alle Galapagos – nel Pacifico, a mille chilometri dalle coste dell'Ecuador.
Pensate che la razza si riteneva estinta finché, nel 1972, non fu trovato George, che viveva solo soletto sull'isola. In poco tempo era diventato una delle icone più famose degli ambientalisti. Ricordiamo che gli scienziati non si erano mai dati per vinti riguardo all'estinzione di questa specie. Tentare di trovargli degli eredi quindi era diventato un simbolo della lotta per la salvaguardia della biodiversità sull'isola. Nel 1993 si era anche cercato di farlo accoppiare con due tartarughe femmine di una diversa sottospecie. Ma l'attesa di un tartarughino o di una tartarughina si è sempre rivelata vana.
E' importante ricordare che le tartarughe giganti delle Galapagos, che possono vivere fino a 200 anni, sono state tra le specie che aiutarono Charles Darwin a elaborare la sua teoria sulla evoluzione, nel XIX secolo. Adesso la scomparsa della tartaruga avrà probabilmente un impatto anche sull'economia locale. «Jorge el solitario», come veniva chiamato affettuosamente sull'isola, attirava ogni anno migliaia di turisti: oltre 180 mila solo nel 2011. Ora il Parco Nazionale delle Galapagos sta valutando l'opportunità di imbalsamare il corpo di George, in modo che possa comunque essere visto dai turisti. Un portavoce del Parco nazionale delle isole ha spiegato che si farà un esame necroscopico sul cadavere della testuggine per capire quale sia la causa esatta della sua morte.
Addio Giorge. Ed è tutto


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