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Il magazine degli animali

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1.3.2012

Pellicce: prodotto della crudeltà

E'un dovere degli stilisti creare capi belli, innovativi, glamour e adatti alle passerelle internazionali senza fare ricorso alla pelliccia di animali allevati in condizioni di precarietà e sofferenza in quanto considerati solo materia prima. A dirlo è la stilista Stella McCartney, figlia dell'ex bassista Beatles Paul, anche lui da anni impegnato in campagne a tutela degli animali. Stella ha preso da tempo le distanze dalle pellicce e in occasione della New York Fashion Week delle settimane scorse ha prestato il suo volto e la sua testimonianza all'organizzazione Peta per un video in cui spiega perché è doveroso prendere le distanze anche da pelli e cuoio, la cui produzione è non meno violenta e crudele. Nella stessa occasione anche Penelope Cruz, ha deciso di essere testimonial di Peta per la campagna anti-pellicce.
Il video della McCartney e la campagna della Cruz sono arrivati anche in Italia in occasione della Settimana della moda di Milano. La Peta non ha ancora una vera e propria sede operativa nel nostro Paese, ma un gruppo di attivisti nei giorni scorsi ha distribuito all'esterno di alcune location di sfilate volantini con la riproduzione del manifesto della Cruz. Il video della Mc Cartney è accompagnato da immagini crude di animali allevati in condizioni precarie, privati senza anestesia di corna e code, costretti a lunghe ed estenuanti camminate e obbligati a rialzarsi con peperoncino sfregato negli occhi qualora per la stanchezza si fermassero lungo la strada. Animali spesso sgozzati e scuoiati mentre sono ancora vivi. «La pelle - sottolinea la stilista - non è un sottoprodotto dell'industria alimentare, bensì il principale co-prodotto. Questo significa che acquistare capi in pelle e cuoio contribuisce direttamente agli orrori di cui si macchiano gli allevamenti intensivi di animali».
Anche noi diciamo no alle pellicce. E voi?



29.2.2012

LAV. Vivisezione: un male da curare

Una ricerca senza dolore, che non coinvolga animali e all'avanguardia. Un obiettivo da realizzare, quanto quello di un mondo in cui gli shampoo e i rossetti non brucino né topi, né conigli. Per questo motivo la LAV che da anni si batte contro la sperimentazione animale torna alla ribalta: nei week-end del 17–18 e del 24-25 marzo 2012 l'associazione sarà presente in centinaia di piazze italiane per chiedere a Governo e Parlamento emendamenti rigorosi al recepimento della Direttiva UE sulla vivisezione e lo stop definitivo ai test cosmetici su animali.
ricordiamoci che ogni anno nei laboratori italiani si mandano a morte circa 900 mila animali, che salgono a ben 12 milioni nell'Unione Europea:

“Pratiche cruente, in conflitto con gli obiettivi di salute, sicurezza ed efficacia che la ricerca dovrebbe sempre garantire e che i cittadini devono esigere - afferma la biologa Michela Kuan, responsabile LAV settore Vivisezione - Ogni giorno, poi, è possibile preferire ottimi cosmetici aderenti allo standard “stop ai test su animali”, certificati da ICEA per LAV: per scoprire quali sono le aziende di cosmetici che non sacrificano animali si può consultare la Guida al non testato disponibile su www.lav.it”.
Non è tutto: sempre nei week-end del 17–18 e del 24-25 marzo prossimi sarà possibile sostenere questa campagna portando a casa le uova di Pasqua della LAV, realizzate in cioccolato equosolidale. Per scoprire qual è la piazza più vicina e “firmare”, basta visitare il sito www.lav.it o telefonare allo 06 4461325.

28.2.2012

Sterilizzazione si o no?

Siamo quasi in primavera ed arriva il momento del "calore" per le femmine a quattro zampe. E torna il quesito: sterilizzazione sì o sterilizzazione no? Lo chiediamo a Emanuele Minetti medico veterinario in Milano e Vice Presidente dell'ANMVI:
"Il problema delle sterilizzazioni di cani e gatti resta sempre di grande attualità nonostante sia stato affrontato e dibattuto molte volte, anche in questa sede.
La scelta va affrontata seriamente e su diversi piani che devono riguardare sia l'aspetto sociale della lotta al randagismo sia l'aspetto medico sul singolo animale.
Noi ci occupiamo qui oggi del singolo animale di proprietà.
Per il gatto usualmente l'animale di proprietà che vive in casa viene sterilizzato in età precoce, fra i sei ed i dodici mesi di vita, perché i suoi comportamenti creano disagi anche consistenti a tutti i componenti della famiglia. Inoltre più facilmente il gatto non avendo estri ciclicamente ben determinati e distanziati nel tempo viene visto come "sofferente" dai proprietari in tale fase.
La castrazione e l'ovariectomia sono poi visti dai proprietari nel gatto come interventi poco invasivi e già messi in preventivo all'atto dell'entrata in famiglia dell'animale.
Nel cane la cosa è differente, ed in realtà i vantaggi sono più difficilmente evidenziabili al proprietario, vuoi per un diverso livello di empatia vuoi per reali diversità di specie e di gestione degli interventi chirurgici. La sterilizzazione nelle femmine si sa che diminuisce la possibilità di neoplasie alla ghiandola mammaria, le patologie di tutto l'apparato genitale, le gravidanze indesiderate, i periodi di fastidio e/o quarantena sociale. Di contro viene dai proprietari evidenziato il problema dell'aumento di peso, dei rischi anestesiologici e chirurgici, la difficoltà di gestione del post intervento, la paura di menomazioni e/o cambi di carattere. Nel maschio i vantaggi sono ritenuti ancora meno importanti e gli svantaggi - anche per retaggio culturale - quasi insormontabili pur essendo macroscopicamente evidenti da un punto di vista medico.
Il modo migliore per togliersi ogni dubbio è comunque quello di affrontare il problema con il proprio veterinario che, in quanto tale, gode della vostra fiducia: ogni decisione medica infatti, pur rispondendo anche a generalizzazioni a priori, va inevitabilmente spostata sul singolo animale. Le razze, l'ambiente di vita, le condizioni di salute, le abitudini sociali, ogni cosa serve a determinare con calma e "verità" sul vostro animale - non su quello di altri, parenti o amici o conoscenti che siano - i pro ed i contro di una decisione e riuscire a definire il rapporto costi/benefici in modo serio e professionale ma sopèrattutto chiaro.
Anche in questo caso la medicina deve essere un vero "abito su misura" per l'animale e serve che la collaborazione fra proprietario e veterinario sia alta: i risultati per gli anni a venire saranno di sicuro valore.

27.2.2012

Non c'e' trippa per gatti

Sapevate che il modo di dire “Non c'è trippa per gatti” usato per sottolineare una totale mancanza di fondi economici, fu coniato dal sindaco di Roma Ernesto Nathan che, nel corso di un suo intervento, faceva notare chem per problemi economici era stato perfino soppresso il modesto contributo con cui il Comune manteneva le colonie feline che abitavano gli scavi archeologici?
Ma oggi possiamo finalmente dire che la trippa per gatti è tornata, ad annunciarlo è stato il sovrintendente ai Beni Archeologici che ha affermato: Sì, nel nostro bilancio abbiamo una modesta voce in cui prevediamo anche un piccolo aiuto per i gatti delle nostre aree archeologiche. Anche se il futuro di queste colonie feline dipende soprattutto dall'impegno e dalla buona volontà delle cosiddette “gattare”.
Pensate che i gatti che vivono a Roma sono 300.000, di cui 180.000 vivono in casa, 120.000 sono randagi e 4.000 nelle colonie feline.


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