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Il magazine degli animali

In onda su Radiomontecarlo tutti i giorni alle ore 14,45.

Tutti gli argomenti già trattati

7.9.2016

Due cani come dottori

Ho un cane come dottore» anzi due e si chiamano Lucy e Glenn, loro sono i primi «medici a quattro zampe» a lavorare in Italia. Due labrador addestrati nel Regno Unito e sbarcati in Trentino, insomma «Laboratori d'analisi» viventi, dai nasi che non sbagliano un colpo. Fiutano i tumori prima anche dei test scientifici. Non solo. Sono attenti anche al calo di zucchero nel sangue di diabetici di tipo 1 e chissà quant'altro. E come i loro «colleghi» che fiutano droghe o esplosivi, sembrano non sbagliare un colpo. Con un vantaggio economico non indifferente per i servizi sanitari in rosso.
Il loro lavoro è di supporto a medici nei casi dubbi oppure quando i pazienti rivelano dei sintomi che le analisi non confermano. L'attendibilità di questi cani supera il 90% in tumori agli stadi iniziali. E si sono rivelati utili anche per scoprire l'innalzamento o l'abbassamento improvviso di alcuni valori nel sangue –
I cani, ricordiamolo possiedono oltre 250 milioni di sensori olfattivi nel loro naso e, divertendosi, li mettono tutti a nostra disposizione. E con questo infallibile strumento è tutto

6.9.2016

Mammiferi a rischio di estinzione

Uno studio condotto da più di 1.700 esperti di 130 paesi ha delineato una situazione a dir poco “tetra”: un quarto delle specie di mammiferi esistenti, dal gorilla di montagna alla tigre, è a rischio di estinzione ed oltre la metà è già in declino, e tutto questo è in gran parte colpa dell'uomo.
E' un vero grido di allarme lanciato da Barcellona al World Conservation Congress dell'uonione mondiale per la Conservazione della Natura.
Si tratta di un lavoro molto complesso, pensate che orsi polari, ippopotami e grandi scimmie sono solamente alcune delle vittime di un declino su larga scala. In totale le specie a rischio di estinzione, a vari livelli, sono 1.141 e per i mammiferi marini la situazione è ancora peggiore: quelli in pericolo sono addirittura il 36%.
Il responsabile di questa situazione è indubbiamente l'uomo, dato che solo il 26% della specie ha avuto problemi di salute.
Secondo gli autori dello studio questa lista tenderà ad allungarsi. Ma una buona notizia c'è: il 5% delle specie a rischio si sta riprendendo e fra questi c'è il bisonte europeo che sta ripopolando alcuni parchi naturali. Tanti auguri.

5.9.2016

Quante volte la pulizia dei denti?

Katia ha scritto a prontofido@prontofido.net perché vorrebbe un chiarimento relativo all'ablazione del tartaro ai cani.
Lei ha uno spitz tedesco nano, di 4 anni che ha già fatto la pulizia dei denti 3 anni fa. Sa che il tartaro si riformerà, ed ecco il quesito: ogni quanto si può fare l'igene dentale per mantenergli una bocca sana? (e di conseguenza mantenerlo in salute generale') sapendo che ogni volta deve sottoporlo all'anestesia generale?
Risponde il dottor Emanuele Minetti medico veterinario a Milano e vice presidente dell'ANMVI
"Buongiorno, non ci sono tempi prefissabili ma problemi presenti e/o possibili per il futuro. Alcuni cani, come alcuni di noi, hanno il problema in modo davvero esagerato.
L'igiene è utile per tenere sotto controllo anche le infezioni croniche del cavo orale che da tale sede possono diventare nel tempo un serio problema per altri organi, compreso quello cardiovascolare.
L'anestesia se eseguita presso un centro attrezzato con professionisti esperti non crea problemi, soprattutto quando serve per una igiene orale di routine e su un cane o gatto che viene seguito regolarmente.
La prevenzione può allungare i tempi, così come una diversa alimentazione. Cerchi un veterinario che si occupi di odontostomatologia, ce ne sono oramai molti, sia come veri specialisti sia come grandi esperti del settore, e vedrà che avrà risultati validi e tutti i consigli per allungare i tempi fra una pulizia e l'altra ove possibile..
Cari saluti

2.9.2016

I cani capiscono le parole

I cani sanno riconoscere le parole e le distinguono, insieme alle intonazioni con cui vengono pronunciate, e lo fanno in modo simile a come l'uomo comprende quello che dicono i suoi simili. Utilizzano infatti le stesse regioni del cervello che l'uomo attiva quando usa il linguaggio: una capacità probabilmente acquisita nel corso dell'evoluzione, quando sono stati addomesticati. Lo dimostra sulla rivista Science lo studio coordinato da Attila Andics, dell'università ungherese.
Capire le parole, «non sembra essere una capacità unicamente umana, piuttosto una funzione più antica che può essere sfruttata per collegare sequenze di suoni a un significato», ha detto Andics.
Le parole sono i mattoni fondamentali del linguaggio umano, ma l'informazione non passa solo attraverso il vocabolario: anche l'intonazione ha un ruolo cruciale. Di conseguenza gli esseri umani capiscono un discorso sia attraverso il vocabolario sia attraverso l'intonazione e questo vale anche per i cani.
I ricercatori lo hanno scoperto esaminando un gruppo di cani mentre ascoltava una registrazione con la voce dei loro istruttori. Il test ha utilizzato la tecnica non invasiva della Risonanza magnetica per osservare l'attività del cervello dei cani mentre questi ascoltavano più combinazioni di parole e intonazioni. I risultati hanno dimostrato che i cani capiscono il linguaggio umano e, come l'uomo, utilizzano l'emisfero sinistro del cervello per interpretare le parole e il destro per elaborare l'intonazione.
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