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Il magazine degli animali

In onda su Radiomontecarlo tutti i giorni alle ore 14,45.

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18.1.2012

10 regole per una convivenza felice

Quasi 45 milioni di animali vivono nelle case degli italiani, Di fronte a questi numeri l'Ente nazionale protezione animali ha stilato alcune regole per una miglior convivenza uomo-animale:
1 - Ricordare che gli animali hanno diritti, di vivere, di essere difesi, di essere curati.
2 - Le leggi di tutela devono essere ampliate e applicate.
3 - L'habitat degli animali va tutelato.
4 - Tenere conto anche della presenza e delle esigenze degli animali nell'organizzazione degli spazi urbani.
5 - Il rapporto persona/animale deve essere conosciuto e trasmesso a livello educativo.
6 - Gli animali hanno il diritto di non subire limitazioni vessatorie nella vita quotidiana.
7 - L'utilizzazione degli animali va drasticamente rivista in ogni campo. Dalla sperimentazione al lavoro all'uso alimentare.
8 - Va ribadita con forza la responsabilità nella custodia e cura degli animali affidati per legge alle istituzioni locali.
9 - Va posta fine alla ingiustificabile attività venatoria e alla predazione ittica.
10 - Nessun animale può essere soppresso alla fine della propria vita lavorativa.

17.1.2012

Antibiotici insieme alla carne

Sapevate che ogni anno un consumatore medio di carne ingerisce a sua insaputa quasi 9 grammi di antibiotici, equivalenti a un poker di terapie? E' il risultato di un nuovo dossier della Lav che porta alla luce i rischi sanitari ancora poco conosciuti dai carnivori. L'ingestione continuata di questi medicinali, può provocare alla lunga disturbi intestinali cronici e può rendere i trattamenti antibiotici inefficaci quando veramente servono.
Il dossier è stato pubblicato dalla Lav in concomitanza con l'uscita del romanzo-inchiesta “Se niente importa. Perché mangiamo gli animali?” dove si descrive con realismo il sistema degli allevamenti intensivi, mettendone in discussione la necessità e in evidenza le sofferenze inflitte agli animali.
Le condizioni di vita negli allevamenti industriali sono responsabili del debole stato di salute degli animali. Senza i farmaci, quindi, non sarebbe possibile far funzionare alcun allevamento intensivo. Pensate che per produrre 1 chilo di carne sono impiegati mediamente 100 mg di antibiotici. I farmaci rimangono spesso nei tessuti degli animali e arrivano nel piatto. Il maggior fattore di rischio è rappresentato dal consumo di carne macinata di manzo cruda o poco cotta, ma ne è stata dimostrata la presenza anche in carni di pollo, agnello e maiale.
Secondo la Fao entro il 2050 i consumi mondiali di carne raddoppieranno. “Raddoppiare questi numeri significa portare al collasso la Terra sotto il profilo ecologico, sanitario ed economico. I cittadini pagheranno sempre di più con la loro salute un metodo di produzione animale altamente rischioso. E' indispensabile riconvertire il sistema alimentare attuale verso un sistema ‘sostenibile' iniziando dal non considerare più gli animali come cibo indispensabile perché così non è: proteine, carboidrati, vitamine, sali minerali e grassi sono ampiamente disponibili nel mondo vegetale.”

16.1.2012

Grasso non e' bello

Uno studio recente ha permesso agli esperti di tracciare il profilo dell'animale domestico extra-large. Si tratta di un sedentario costretto, a causa dei troppi impegni dei padroni, della loro pigrizia o della loro indifferenza a una vita da appartamento con scarse uscite ai giardini.
I cani nutriti in maniera casalinga o mista, poi sono quelli più colpiti dal fenomeno rispetto a quelli che mangiano solo cibo industriale, mentre per i gatti è vero il contrario.
Molti proprietari ignorano il problema: in Italia meno del 50% degli animali viene pesato. Il dato è più o meno in linea con quello europeo dove il tasso di sovrappeso e obesità tra gli animali domestici varia tra il 25 e il 45%.
Questo trend non fa troppo sperare in un cambiamento di rotta.

13.1.2012

Il mio cane ha paura

Oggi rispondiamo a Roberto che ha un problema con la sua Lilly, un cocker di 3 mesi, che non vuole andare a passeggio se non in compagnia di più persone o di un altro cane. La parola a Daniela Lisi, educatrice cinofila.
"Caro Roberto, c'è da dire che Lilli è ancora cucciola ed il suo carattere deve ancora formarsi. Non pensare che il suo atteggiamento sia normale però forse un po' giustificabile per un cucciolo di 3 mesi. Certo, senza vedere il cane purtroppo è un po' difficile dare una valutazione precisa della situazione, però un'idea me la sono fatta:
forse Lilli quando esce non è tranquilla, probabilmente si sente impaurita o stressata dai rumori esterni. In questi giorni cerca di fare caso alla sua coda, se la tiene tra le zampe o meno, guarda la sua bocca se la tiene aperta con respiro affannoso o meno e poi fammi sapere.
La cosa più difficile senza vedere Lilli è capire da cosa potrebbe dipendere questo suo atteggiamento: forse dal fatto che ha subito un trauma fuori casa di cui voi non vi siete accorti o forse semplicemente perché non si sente sicura quando esce da sola con te, visto che invece quando ci sono altre persone o cani è più tranquilla
Insomma… forse gli manca una persona di riferimento all'interno del branco ovvero della famiglia.
Prova a contattare un educatore cinofilo il quale vedendo il cane di sicuro si farà un'idea più precisa della situazione, approfitta del fatto che Lilli è ancora un cucciolo perché col tempo forse questo atteggiamento potrebbe diventare un vero e proprio problema.
Se non conosci nessun educatore cinofilo nella tua zona scrivi a prontofido@prontofido.net e cercherò di fornirti qualche nominativo."

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