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Il magazine degli animali

In onda su Radiomontecarlo tutti i giorni alle ore 14,45.

Tutti gli argomenti già trattati

6.3.2012

Protesta al MI-FUR

Vietare per legge l'allevamento, la cattura e l'uccisione di animali per ottenere pellicce, oltre che la produzione, l'esportazione, la commercializzazione, il trasporto, la detenzione, la cessione a qualunque titolo di pellicce ricavate da animali appositamente allevati, catturati o uccisi in Italia. E' quanto previsto nella legge depositata alla Camera dei deputati dall'ex ministro del Turismo, on. Michela Vittoria Brambilla. Ed ê quanto chiedono gli animalisti delle principali associazioni italiane che con lei hanno manifestato mascherati da animali davanti ai cancelli del Mi-Fur, salone internazionale della pellicceria, a Milano. A supporto della proposta di legge sono state raccolte 50 mila firme in calce ad una petizione della Lav, che sarà consegnata la settimana prossima ai presidenti di Camera e Senato. In armonia con i più recenti sviluppi della legislazione penale, la proposta di legge stabilisce che l'uccisione di animali da pelliccia e la commercializzazione di pelli di animali allevati o catturati in Italia diventino reati, puniti con la reclusione da 3 a 18 mesi e sanzioni pecuniarie fino a 5000 euro per ogni animale. Per gli animali degli allevamenti in via di dismissione sono previsti il reinserimento nell'ambiente naturale o l'affidamento a strutture adeguate. Questa strada è già stata imboccata da molti Paesi europei. Concludiamo con un appello rivolto a tutte le donne "Bellezza ed eleganza non hanno nulla a che vedere con la sofferenza degli animali e diventano una vergogna se il sacrificio di creature viventi ne è il presupposto

5.3.2012

I vegetariani sono più sensibili alle sofferenze

Oggi qui al Magazine parliamo di alimentazione: dieta onnivora e dieta vegetariana o vegana.
Sembra che chi mangia solo verdure ed evita la carne e i prodotti derivati da animali, è maggiormente sensibile verso la sofferenza umana e animale rispetto a chi invece mangia di tutto. Lo hanno dimostrato recentemente i ricercatori del San Raffaele di Milano, in collaborazione con l' Università di Ginevra e Maastricht.
Secondo lo studio, coordinato da Massimo Filippi e da Mara Rocca, «l'attività encefalica degli individui che hanno deciso di escludere dalla loro dieta anche in parte l'utilizzo di derivati animali per ragioni etiche, coinvolge differenti circuiti neurali in seguito all'osservazione di scene di sofferenza umana o animale rispetto a quanto accade in chi non ha compiuto tale scelta».
Gli scienziati hanno evidenziato, tramite risonanza magnetica funzionale, che rispetto a soggetti onnivori «i vegetariani e i vegani presentano una maggiore attivazione di aree del lobo frontale del cervello associate allo sviluppo e alla percezione di sentimenti empatici.
E' una cosa che fa pensare.



2.3.2012

Non vuole stare a casa da solo

Oggi rispondiamo a Alessandra che ci scrive perché due settimane fa ha adottato un cane dal canile: un meticcio di un anno, molto affettuoso ed intelligente. Con il nuovo arrivato va tutto bene, l'unico problema è che non riescono a lasciarlo a casa solo. Risponde Daniela Lisi, educatrice cinofila:
"Cara Alessandra, questo è un disagio che a mio parere si verifica perché il cane si trova in un ambiente nuovo che non sconosce e forse è anche probabile che tema l'abbandono.
Tieni conto del fatto che il piccolo ha vissuto in un canile insieme a tanti altri cani, vedendo sempre gente, ha vissuto una vita differente da quella che gli state proponendo ora. Tutto è una novità, soprattutto l'ambiente in cui vivete.
Occorre ovviamente avere un po' di pazienza e dargli il tempo di capire che ormai ha una nuova casa e una nuova famiglia che gli vuole bene e che non lo abbandonerà più.
Per fargli capire questo occorre fare alcune cose:
Quando siete in casa tranquilli, uscite tutti per una decina di minuti e poi rientrate, al vostro rientro fategli un sacco di feste e dategli i bocconcini più buoni che avete! Il giorno dopo uscite per 15 minuti e così via per le volte successive: 30 minuti, poi 40 etc…
Quando avete la sensazione che il cane non soffra più la vostra assenza, ogni volta, prima di uscire di casa per un lungo tempo, gli lasciate il nostro fedele amico KONG. Vedrete che per un paio d'ore il cane sarà impegnato e si dimenticherà della vostra assenza.
Tenetemi aggiornata!"

1.3.2012

Pellicce: prodotto della crudeltà

E'un dovere degli stilisti creare capi belli, innovativi, glamour e adatti alle passerelle internazionali senza fare ricorso alla pelliccia di animali allevati in condizioni di precarietà e sofferenza in quanto considerati solo materia prima. A dirlo è la stilista Stella McCartney, figlia dell'ex bassista Beatles Paul, anche lui da anni impegnato in campagne a tutela degli animali. Stella ha preso da tempo le distanze dalle pellicce e in occasione della New York Fashion Week delle settimane scorse ha prestato il suo volto e la sua testimonianza all'organizzazione Peta per un video in cui spiega perché è doveroso prendere le distanze anche da pelli e cuoio, la cui produzione è non meno violenta e crudele. Nella stessa occasione anche Penelope Cruz, ha deciso di essere testimonial di Peta per la campagna anti-pellicce.
Il video della McCartney e la campagna della Cruz sono arrivati anche in Italia in occasione della Settimana della moda di Milano. La Peta non ha ancora una vera e propria sede operativa nel nostro Paese, ma un gruppo di attivisti nei giorni scorsi ha distribuito all'esterno di alcune location di sfilate volantini con la riproduzione del manifesto della Cruz. Il video della Mc Cartney è accompagnato da immagini crude di animali allevati in condizioni precarie, privati senza anestesia di corna e code, costretti a lunghe ed estenuanti camminate e obbligati a rialzarsi con peperoncino sfregato negli occhi qualora per la stanchezza si fermassero lungo la strada. Animali spesso sgozzati e scuoiati mentre sono ancora vivi. «La pelle - sottolinea la stilista - non è un sottoprodotto dell'industria alimentare, bensì il principale co-prodotto. Questo significa che acquistare capi in pelle e cuoio contribuisce direttamente agli orrori di cui si macchiano gli allevamenti intensivi di animali».
Anche noi diciamo no alle pellicce. E voi?



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