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Il magazine degli animali

In onda su Radiomontecarlo tutti i giorni alle ore 14,45.

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13.2.2012

E' molto freddo. La pappa di Fido?

Oggi rispondiamo a Stefania che ci ha scritto una mail riguardante il freddo di questi giorni, Lei ha un cane e due gatti e ci chiede se deve cambiare alimentazione viste le temperature così rigide. Risponde il dottor Emanuele Minetti, vice presidente dell'ANMVI Lombardia e medico veterinario a Milano
Buongiorno Loredana e buongiorno a tutti gli ascoltatori. di Prontofido. Ringraziamo la nostra cortese ascoltatrice per la domanda che ci ha posto.
In effetti questi giorni sono molto duri per moltissimi animali, non soltanto per gli animali ovviamente non domestici ma anche per quelli domestici.
Dobbiamo però avere buon senso e cercare di suddividere in due le categorie a cui dobbiamo fare riferimento: la prima è quella degli animali nostri come cani e gatti che vivono fondamentalmente il 99% del loro tempo tra le pareti domestiche, quindi in casa, in appartamento, quindi in luoghi assolutamente protetti e riscaldati; l'altra invece è quella degli animali sempre domestici ma vari cani e gatti che vivono la maggior parte del loro tempo all'aperto. Questi animali devono subire ovviamente un cambio nutrizionale anche importante, cioè bisogna assolutamente aumentare decisamente la quantità di calorie a loro somministrate tutti i giorni.
Possibilmente bisogna anche modificare non soltanto la quantità del cibo aumentando anche del 20 o del 50% ma integrare questa dieta anche con una certa quantità di oli, come l'olio di oliva, dell'olio si semi oppure aggiungere dei veri e propri integratori proteici o energetici che si possono acquistare tranquillamente nei negozi di animali o in farmacia.
Ciò non significa che gli animali che vivono in casa e sono sotto questi grandi freddi e queste nevicate non debbano avere le nostre attenzioni: bisogna stare molto attenti perché è molto facile che il freddo che consuma moltissime calorie li faccia dimagrire.
Quindi nel caso i proprietari notassero dei dimagrimenti strani ed improvvisi è bene che intervengano anche in questo caso con un cambiamento di dieta sia qualitativo sia quantitativo.
Come sempre in casi dubbi bisogna contattare il proprio veterinario perché facilmente gli animali non sono solo sani, ma sono anche magari con diete speciali dovute a malattie intercorrenti.
Quindi sempre molto buon senso, molta attenzione e un contatto diretto con il proprio veterinario curante sono le soluzioni alle nostre domande. Io avrei finito quindi vi saluto. Grazie a Loredana, grazie alla nostra ascoltatrice.

10.2.2012

Meglio solo o abbandonato?

Oggi rispondiamo a Cristina che ci scrive perché si pone una domanda: per un cucciolo abbandonato sarebbe meglio una vita sacrificata vivendo in un appartamento con una persona che sta fuori casa tutto il giorno o l'abbandono e forse la morte? Risponde Daniela Lisi.
"Cara Cristina, ho paura che la tua domanda sia troppo difficile per me…. Non ho una vera e propria risposta, posso però dirti come la penso. Il cane è un animale sociale ed in quanto tale non è fatto per stare solo. Ha bisogno di compagnia e di avere un punto di riferimento che lo possa guidare. Se un cane resta solo tutto il giorno c'è la forte possibilità che sviluppi dei problemi comportamentali, oltre al fatto che non credo sia corretto per il povero cucciolo. È anche vero, che forse, la situazione potrebbe essere migliore di un canile o della strada.. Pensandoci bene però, forse una soluzione potrebbe anche esserci.. e sarebbe quella di avere un dog sitter che durante il giorno porti fuori il cane. La giornata dovrebbe svolgersi in questo modo: sveglia al mattino, almeno 30 minuti prima del solito per portare il cane a fare una bella e lunga passeggiata, dopo la passeggiata si torna a casa e si mangia la pappa. Verso la metà della giornata arriva un dog sitter che porta il cucciolo fuori per almeno un'oretta. Quando tornate dal lavoro la prima cosa da fare è portare il cane a spasso per la pipì, poi tornate a casa e ancora pappa. E prima di andare a dormire ovviamente l'ultima passeggiatina.
Questa forse potrebbe essere la soluzione migliore per il cane. Ma per voi? Significa fare molte rinunce e cambiare le vostre abitudini. Siete pronti?
Comunque Cristina, pensaci bene, hai già avuto un cane quindi sai cosa significa ricevere l'affetto di queste dolci creature..sta solo a te decidere".
Grazie daniela. Vi ricordo che se volete contattare un dog sitter, potete trovare quello più vicino su www.prontofido.net

9.2.2012

Cavalli paleolitici

Oggi si parla di cavalli, cavalli paleolitici.
Sapevate che i primi cavalli vennero addomesticati dall'uomo 5.500 anni fa, cioè 1.000 anni prima di quanto finora si pensava? E' il risultato di uno studio di un gruppo di archeologi e scienziati dell'Università di Exeter in Gran Bretagna e di Bristol, che su Scienze ricostruiscono le origini dei cavalli risalendo alla cultura Botai, in Kazakistan.
Già nel quarto millennio avanti Cristo le steppe dell'Asia centrale erano già popolate da numerosi cavalli allo stato brado, e proprio da questi animali selvatici abbiamo ereditato purosangue e puledrini.
Fino ad oggi l'origine del cavallo domestico era stata attribuita alla data della diffusione delle lingue indoeuropee nell'età del bronzo.
Gli archeologi hanno studiato resti di ossa di cavalli risalenti ad un arco di tempo compreso tra 5.100 e 5.700 anni fa ed hanno così riscontrato che queste somigliavano molto di più al cavallo domestico dell'Età del Bronzo che non al cavallo selvatico del Paleolitico.
In un altro esperimento gli archeologi hanno provato la presenza di tracce di latte di giumenta nel vasellame delle tribù del Kazakistan. Insomma è provato: i cavalli furono addomesticati prima del previsto e solo successivamente arrivò in Europa l'arte di addomesticare i cavalli.

8.2.2012

Cani, gatti e .... il gelo

Fa davvero bene ai cani e gatti uscire col freddo di questi giorni? Un pericolo c'è e ha un nome: lo sbalzo di temperatura. Ed è valido sia per gli animali abituati a vivere in casa, che per quelli che vivono all'aperto. Ecco perché la regola numero , «è evitare questo tipo di situazioni, soprattutto con i nostri cani, che devono sempre e comunque uscire per i loro bisogni fisiologici». A spiegarlo all'Adnkronos Salute è il dottor Andrea Rettagliati, che è convinto che è un errore portare dentro casa i cani abituati a vivere all'aperto. Per loro è sufficiente creare un ambiente riparato dalla pioggia e dal vento, come una cuccia coperta». Accoglierli nel caldo della nostra abitazione potrebbe infatti creare degli scompensi e provocare, in primis, problemi gastrointestinali e respiratori. «Per i cani "di casa" invece - aggiunge il veterinario - quando si esce è bene stazionare per qualche minuto in un ambiente "di passaggio", come l'androne del palazzo, per evitare il brusco cambiamento di temperatura. Particolare attenzione per i cuccioli, i cani anziani e per quelli con particolari patologie». E se si ha un cane a pelo raso sì al cappottino.
Ma non è tutto: per quanto riguarda la neve, «nessun problema per le zampe dei cani basta fare le cose in modo graduale. Esistono in commercio anche speciali creme indurenti per i cuscinetti plantari». E i gatti? «Questi sono animali molto più autonomi dei cani dunque, se non desiderano uscire al freddo, non lo faranno. E in questo senso è bene evitare prima di tutto che stazionino direttamente sui caloriferi di casa, creando delle "alternative" altrettanto calde e allettanti, e mettere la lettiera per i bisogni dentro casa, se di solito la si tiene fuori».
Tutto chiaro? Se volete rileggere e riascoltare questo magazine www.prontofido.net è tutto per oggi
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