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Il magazine degli animali

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Tutti gli argomenti già trattati

17.8.2016

Africa chiama Europa: sos gorilla

Africa chiama Europa per salvare gli ultimi gorilla di montagna, appena 880 esemplari scampati al bracconaggio e alla deforestazione selvaggia che negli ultimi anni ha decimato la specie, minacciati anche dallo spettro delle perforazioni petrolifere. Per questo il direttore del Parco Nazionale del Virunga, Emmanuel De Mérode, è venuto in Europa a chiedere di salvare la specie e fermare questo tragico conto alla rovescia verso l'estinzione.
Ma quanto “vale” il gorilla – una delle scimmie più simili all'uomo, con cui condivide oltre il 98% del patrimonio genetico – per l'economia locale? Sul mercato del commercio illegale, un piccolo di gorilla può essere venduto ad una somma che va da 15.000 a 40.000 dollari nei mercati africani, la sua mano viene venduta come trofeo a meno di 6 dollari e un chilo di carne di gorilla vale da pochi centesimi a pochi dollari, una strage quindi indecorosa a vantaggio di pochi.
“Salvare il gorilla di montagna significa salvare il Cuore Verde dell'Africa, Per questo il WWF ha raccolto l'appello del direttore del Parco del Virunga e da qualche giorno nelle 190 stazioni delle metropolitane di Roma, i manifesti del gorilla invitano gli italiani a “votare la natura, la vera forza del cambiamento” mentre sul sito www.wwf.it si possono sostenere le attività anti-bracconaggio oppure scegliere di adottare un gorilla.
Parola d'ordine quindi salvare il gorilla

16.8.2016

Flebotomo: un vero killer

Uno dei principali nemici del cane, vero attentatore alla sua salute, è il piccolo flebotomo, un insetto che può provocare la Leshmaniosi. Ma perché è ritenuto tanto pericoloso?
La risposta è semplice: il flebotomo è davvero un pericolo volante, un insetto di piccole dimensioni noto comunemente come Pappatacio, questa sorta di moscerino non è la causa diretta della leishmaniosi, ma una fonte indiretta della malattia stessa.
Il flebotomo, infatti può infettarsi di leishmania dopo aver punto un animale malato e, di conseguenza, infettarne un altro fungendo da veicolo di trasmissione.
Le zone di influenza di questa patologia sono in aumento visto che una volta si concentravano principalmente lungo le coste, ma comunque la terapia è davvero complessa e delicata.
Purtroppo non esiste una profilassi per proteggere il cane dalla puntura del flebotomo, l'unico intervento possibile è ricorrere a specifici prodotti repellenti.
Morale: chiedere consiglio al proprio veterinario.

12.8.2016

Gatti trattati come cani

Sapevate che i gatti domestici sono stressati perché li trattiamo come cani? Questa è la conclusione a cui è giunto John Bradshaw, direttore del dipartimento di Antropologia all'Università di Bristol. Ci aspettiamo che i mici siano completamente a loro agio condividendo gli spazi, che siano del tutto addomesticati e che vogliano passare ore ad essere coccolati. Ma ricoprendo letteralmente il gatto di affetto, si rischia di non fare il suo bene. “Diversamente dal cane – spiega Bradshaw – il gatto si trova ancora a metà strada fra un animale domestico ed uno selvatico e non ama la vita del ventunesimo secolo”. I proprietari si aspettano troppo dai loro gatti e patologie come dermatiti e cistiti da stress sono in continuo aumento.
Il gatto stressato vive ritirato, più del solito. Fa i bisognini in giro per casa, ha le zampette sudate e segna eccessivamente il territorio con l'urina.
Da animale fiero ed indipendente, il gatto domestico è diventato negli anni un elegante animale da compagnia, uno status symbol e, per alcuni, quasi un ornamento casalingo. “Se i proprietari di gatti capissero meglio i loro animali si renderebbero conto dell'assurdità di alcune richieste che facciamo loro quotidianamente”.

11.8.2016

Cane e gatto felici insieme

Il Professor Joseph Terkel dell'Università di Tel Aviv ha pubblicato i risultati di una ricerca su un campione di duecento persone che convivono con un cane e un gatto. Sembra incredibile ma questi sono i risultati: solo nel dieci per cento erano presenti situazioni apertamente conflittuali. In un quarto del campione cane e gatto si ignoravano, ma in tutti gli altri casi avevano stabilito una relazione amichevole. Il 65 per cento delle volte insomma, cane e gatto conviventi, si salutavano affettuosamente incontrandosi, mangiavano, giocavano e dormivano insieme.
Terkel sottolinea che cani e gatti, hanno molti segni di amicizia o ostilità opposti, tipo: il cane agita la coda in segno di amicizia, il gatto quando è nervoso. Il gatto evita di guardare quando minaccia, per il cane quello è un segno di sottomissione, eppure nelle convivenze quando un cane agita la coda il gatto va strusciarsi affettuosamente come se avesse imparato la lingua del cane.
Ma la coabitazione ha più change di successo se il gatto arriva in casa prima del cane. E questo anche perché la coabitazione con il genitore “umano” ha reso più infantili entrambi.
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