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Il magazine degli animali

In onda su Radiomontecarlo tutti i giorni alle ore 14,45.

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23.9.2016

Lite tra cani conviventi

"Ho due cani che son cresciuti insieme, un boxer maschio e un corso femmina. Il boxer dopo un piccolo intervento in bocca, tornando a casa si è subito dimostrato aggressivo verso la femmina. Ora devo tenerli separati, hanno avuto una lotta furibonda e lui la punta continuamente. lei è spaventata e lesionata dall'ultima aggressione...non mi fido più a lasciarli soli e non so proprio cosa fare... Specifico che la femmina è sterilizzata, il maschio non è castrato.
La ringrazio anticipatamente. Buona giornata". Risponde la dott.ssa Sabrina Giussani Medico Veterinario esperto in comportamento animale:
"Buongiorno Loredana e buongiorno a tutti gli ascoltatori. La convivenza tra alcune razze, anche se di sesso opposto, può comportare maggiori difficoltà. I molossoidi o molossi, come il cane corso e il boxer, rappresentano un esempio. I dissapori e le incomprensioni non sempre sono gestiti con abbai o qualche occhiata torva ma, a volte, si passa alle vie di fatto. Questi sono segnali che devono metterci in allarme poiché la relazione tra i cani è “problematica”. Ritengo che la situazione descritta dall'ascoltatrice sia solo la punta dell'iceberg, la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Infatti, le minacce da parte del boxer si manifestavano anche in altre occasioni, per esempio al ritorno a casa dopo la visita dal veterinario. È possibile che il boxer agitato e irritato, a causa della visita, scarichi la tensione sul cane convivente. Consiglio all'ascoltatrice di realizzare al più presto una visita comportamentale presso un Medico Veterinario Esperto in Comportamento Animale. Il solo trattamento farmacologico o la castrazione non sono terapie risolutive. È necessario realizzare un percorso riabilitativo per creare una convivenza più armoniosa tra il boxer e il cane corso modificando alcuni aspetti della loro relazione.
Arrivederci alla prossima settimana".


22.9.2016

Cornelia ha un nuovo cucciolo

Fiocco azzurro per Cornelia, la mamma delfino che nel luglio 2015 trascinò per ore il suo piccolo morto adesso ha un nuovo cucciolo. A distanza di un anno è stata riavvistata a poche miglia da Ostia da team di ricercatori di Oceanomare Delphis Onlus, organizzazione non profit per lo studio e la conservazione dei cetacei nel bacino del Mediterraneo. Cornelia è un delfino femmina, della specie tursiope, che nuotava insieme al suo piccolo neonato, con ancora visibili le pieghe fetali. Dall'analisi delle fotografie è emerso che la mamma delfino corrisponde proprio a «Cornelia» . «Riavvistare Cornelia a distanza di un anno con un nuovo piccolo - sottolinea Oceanomare - è un dato particolarmente significativo, che non solo testimonia un grado di fedeltà al sito da parte di questi animali, ma evidenzia anche l'importanza dell'area di studio quale luogo di alimentazione, riproduzione e allevamento dei piccoli per una specie marina vulnerabile». L'incontro con Cornelia e il suo neonato è avvenuto in uno dei 18 avvistamenti compiuti dal team tra gennaio e agosto 2016 nell'ambito del progetto Delfini Capitolini, che studia la presenza di questa specie lungo il litorale romano, nel tratto di mare tra Fiumicino, Ostia e Torvaianica, Grazie ai 1800 km percorsi in 35 uscite a mare, i ricercatori hanno raccolto circa 18.300 scatti fotografici.
Auguri a mamma e neonato

21.9.2016

Come pescano i pinguini

Qui al magazine degli Animali oggi parliamo di pinguini e del loro modo di pescare.
Da uno studio condotto sui pinguini che vivono al largo di Melbourne in Australia si è arrivati alla conclusione che i pinguini selezionano molto attentamente i compagni con cui partire in lunghe spedizioni di pesca, anziché creare gruppi a caso.
Lo studio è stato condotto dal famoso biologo dei pinguini di Philip Island, lo studioso ed il suo gruppo di ricerca hanno tenuto sotto osservazione piccoli pinguini minori durante le stagioni di riproduzione usando microchip, e hanno constatato che i pinguini partono per pescare e tornano sempre con gli stessi compagni di pesca.
Però i più anziani e i più giovani, che non sono dei buoni pescatori, non vengono mai scelti per andare a pescare.
Questo particolare comportamento cambia nelle stagioni in cui la pesca è maggiore momento in cui i pinguini tendono ad attraversare la spiaggia in gruppo, ma poi pescano ognuno per conto proprio.

20.9.2016

Corni di rinoceronte a ruba

Oggi qui al Magazine degli animali parliamo di rinoceronti e più esattamente dei loro corni che stanno andando letteralmente a ruba. Il motivo è che diventando sempre più rischioso il bracconaggio in Africa, adesso l'obiettivo sono appunto i corni di rinoceronte che, pensate, sono conservati nei musei e nelle collezioni universitarie. E il motivo è chiaro: in Asia, dove la polvere di corno di rinoceronte - senza alcun sostegno scientifico - viene considerata un potente afrodisiaco e i pugnali con manico di corno sono uno status symbol, un corno vale 90 mila dollari al chilo, più della cocaina (80 mila dollari/kg).
In realtà il corno di rinoceronte è fatto di cheratina, come le unghie, i capelli e gli zoccoli. Ma la sua «maledizione» è di avere una forma fallica, unita alla forza e alla possenza dell'animale. Tutto ciò lo pone al vertice dell'assurda idea che lo ritiene un afrodisiaco più potente del Viagra e che sta portando i rinoceronti verso l'estinzione.
Anche I furti nei musei italiani si sono moltiplicati visto che rubarli è facilissimo. Non si tratta, infatti, di importanti musei d'arte o archeologici, ma di piccoli musei e di collezioni naturalistiche molte volte legati alle università e agli istituti di zoologia, con pochissimi soldi e dove i sistemi di sicurezza - quando ci sono - sono molto limitati.
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