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Il magazine degli animali

In onda su Radiomontecarlo tutti i giorni alle ore 14,45.

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22.12.2011

Il foie gras è una malattia

"Il foie gras è una malattia, non una prelibatezza". Parola di Bond, James Bond. A pronunciare la drastica sentenza sul patè più amato dai francesi, che noi del Magazine degli animali abbiamo trattato più volte, è stato Sir Roger Moore, in un videoappello a non acquistare fegato d'oca nei negozi e a non ordinarlo nei ristoranti. Moore, che è anche ambasciatore dell'Unicef, ha deciso di prestare la propria immagine all'associazione Peta facendosi promotore della campagna contro un prodotto alimentare che esiste solo in quanto risultato finale di una malattia indotta forzatamente nelle oche e nelle anatre.
Ricordiamoci che Il foie gras, letteralmente fegato grasso, viene ottenuto inducendo nelle oche o nelle anatre la steatosi epatica, un fenomeno dovuto all'ingrossamento abnorme che registra il fegato a seguito dell'ingestione di grosse quantità di mais e altri mangimi. Un risultato che viene ottenuto infilando nel becco e nel collo degli animali un lungo tubo di metallo attraverso cui viene fatto passare il cibo compresso senza che il povero volatile abbia la possibilità di opporvisi. La produzione di foie gras è illegale in molti paesi, in quasi tutti quelli dell'Ue, anche se in Francia e in Belgio, il foie gras è considerato uno dei fiori all'occhiello della cucina regionale. In Italia la produzione è illegale dal marzo 2007.
Sir Roger Moore ha iniziato nel 2006 a prendere posizione contro il foie gras. E la sua campagna ha registrato un grosso successo: la catena Selfridges ha deciso che avrebbe eliminato il foie gras dai propri magazzini. Moore aveva anche scritto a tutti i membri del parlamento britannico, chiedendo loro di impegnarsi attivamente nella battaglia contro la vendita di questo genere di cibo nel Regno Unito ed era intervenuto su diversi media inglesi per sostenere la battaglia per aiutare oche e anatre.
Diamo anche noi un aiuto evitando di consumare patè de foi gras.

21.12.2011

Lav: natale e capodanno vegetariani

Ci siamo, ormai anche quest'anno ci siamo. Pranzi e cene, riunioni tra amici e parenti, brindisi e celebrazioni. Tutto per festeggiare. Ricordiamoci però – oltre che del Pianeta - degli animali. La LAV invita tutti a preferire dei menu vegetariani in alternativa alle tradizionali tavole imbandite con pollo, agnello, capretto, maiale o altri animali. Sono due le proposte della LAV per contribuire a ridurre il sacrificio di animali tradizionalmente in aumento nel mese di dicembre, in contraddizione con una festività religiosa che ci vorrebbe tutti più buoni e generosi: un menu dai sapori delicati, disponibili su www.lav.it. Gli allevamenti intensivi, infatti, costituiscono una imponente fonte di gas serra, oltre ovviamente ad essere causa di sofferenza per miliardi di animali.
Le feste natalizie rappresentano quindi l'occasione ideale per preferire un menu vegetariano salvaguardando la propria salute, l'ambiente e la vita di tanti animali. E tutto questo senza rinunciare al gusto e, addirittura, risparmiando. Vantaggioso anche il risparmio economico considerando che un secondo a base di carne o pesce ha un costo medio di 15 euro al chilogrammo contro i pochi euro di un ottimo secondo vegetale, salutare e proteico; infine, la scelta vegetariana contribuisce a diminuire l'impatto dei nostri consumi sull'ambiente”. Ricordiamoci quindi ricette menu di Natale LAV su www.lav.it.

20.12.2011

Pellicce. Ecco tutte le sofferenze

Strumenti a funzionamento meccanico con penetrazione del cervello. Iniezione della dose letale di una sostanza con proprietà anestetiche. Elettrocuzione - ovvero l'equivalente di quella che per gli umani sarebbe un'esecuzione mediante sedia elettrica - seguita da arresto cardiaco. Esposizione al monossido di carbonio o al biossido di carbonio. « Questa la spietata realtà che gli acquirenti di pellicce cercano di ignorare». La denuncia arriva dalla Lav, la Lega antivivisezione, che ha promosso una mobilitazione in centinaia di piazze italiane per sostenere una proposta di legge che vieti l'allevamento, la cattura e l'uccisione di animali per la produzione di pellicce. Il testo è già stato depositato e gode di un sostegno trasversale. Il perché dell'iniziativa è riassunto in un numero: quello dei 200 mila animali che ancora oggi, tra visoni e cincillà, vengono uccisi negli allevamenti italiani, concentrati in Lombardia, Veneto, Emilia Romagna e Abruzzo.
Al di là dei metodi di uccisione, sono le condizioni di detenzione a destare le maggiori preoccupazione. L'allevamento in gabbia comporta infatti grandi sofferenze per gli animali che arrivano spesso ad avere comportamenti autolesivi nel tentativo di guadagnarsi un'improbabile libertà. Tra le patologie che vengono sviluppate più di frequente ci sono l'ulcera gastrica, problemi renali, caduta di denti. Ma si registrano anche molti casi di cannibalismo e infanticidio, oltre a molti disturbi comportamentali, Anche un capo con un piccolo inserto in vera pelliccia, che poi è la strategia più diffusa da parte delle imprese interessate a questo mercato, non è meno crudele di un capo interamente realizzato con pelli, perché sarà sempre ottenuto attraverso le sofferenze e le uccisioni di uno o più animali». La Lav fa poi notare che altri Paesi hanno già vietato questi allevamenti, direttamente o indirettamente con forti restrizioni. Siamo in attesa che l'Italia si adegui . Noi vi terremo informati..

19.12.2011

Il significato di Bau

Un gruppo di scienziati ungheresi ha elaborato un programma di computer in grado di “tradurre” l'abbaiare dei cani.
I diversi modi di abbaiare sono stati registrati sul computer e un software ne ha poi analizzato le differenze. Il computer ha identificato correttamente le diverse situazioni nel 43 per cento dei casi.
Il software ha analizzato più di 6.000 abbaiamenti in sei diverse situazioni: lotta, sconosciuto, cammino, solo, palla e gioco.
Lo studio ipotizza quindi che i cani abbaino in modo diverso a seconda del diverso stato emozionale. In un secondo test, al computer si chiedeva di riconoscere i singoli cani dal diverso tipo di abbaiare, anche qui il computer ha identificato il cane nel 52 per cento dei casi.
I ricercatori vogliono adesso mettere a confronto il diverso abbaiare delle differenti specie per capire cosa abbiano in comune.


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