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Il magazine degli animali

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16.12.2011

Tira al guinzaglio

Oggi rispondiamo ad Anna che ci scrive perché il suo volpino di 5 anni, trovato in strada, tira molto al guinzaglio.
Cara Anna, come prima cosa ti faccio i miei complimenti per aver aiutato ed accolto nella tua famiglia un cane adulto in difficoltà. Non capita molto spesso.
Inoltre, sono molto contenta del consiglio che ti ha dato il tuo veterinario: usare la pettorina. Purtroppo ad oggi sono ancora molti i veterinari che consigliano ai propri clienti di usare il collare a strozzo quando il cane tira. Una delle cose che più mi fa infuriare, perché come ho già spiegato tante volte, il collare a strozzo non fa altro che causare traumi sia fisici che psicologici al nostro cane senza, inoltre, dare un risultato. I primi due o tre giorni forse può sembrare che il cane tiri meno.. ma vi assicuro che scaduto il tempo ricomincerà a tirare come prima.
Comunque, tornando a noi, la pettorina e un guinzaglio lungo almeno 3 metri sono la medicina milgiore per insegnare al nostro cane a non tirare.
Certo è che quando un cane viene trovato è difficile sapere quale sia il suo passato. Se viveva con qualcuno o per strada, se era già abituato al guinzaglio o meno, se veniva trattato bene o male e così via.. quindi occorre munirsi di molta pazienza per imparare a conoscerlo e a farsi conoscere.
Pettorina e guinzaglio lungo sono sicuamente i primi passi da seguire, oltre a questo, ti consiglio di rileggere le puntate sulla condotta al guinzaglio che trovi sul nostro sito e poi chiamare un educatore cinofilo in carne ed ossa. Avere una persona esperta che vi seguirà passo passo, nel vero senso della parola, sicuramente renderà le vostre passeggiate piacevoli.

15.12.2011

Tigri siberiane estinte tra vent'anni

In Cina le ultime tigri siberiane scompariranno nel giro di venti anni. La denuncia arriva dal Wwf cinese che in uno studio sottolinea che negli ultimi 70 anni il numero di questi felini è crollato da 300 a un numero che varia dai 18 a 22.
I bracconieri sono il vero nemico delle tigri siberiane, visto che non solo sparano alle tigri, ma cacciano anche gli animali selvatici che i felini mangiano, facendo così mancare loro il cibo.
Un altro pericolo è rappresentato dalle trappole che i bracconieri istallano per catturare gli animali: nelle 2 regioni cinesi abitate da tigri ci sono in media 2 trappole ogni 10 chilometri. Un altro pericolo è rappresentato dal taglio delle foreste, che mina l'ambiente naturale dove vivono i grandi felini.
Il governo cinese ha vietato la caccia e il taglio indiscriminato delle foreste nel 2000 ma non si sono fermate ne l'una ne l'altra pratica, rendendo difficili la vita alle tigri. Il Wwf denuncia anche il fatto che molte riserve sono gestite male, con poco personale non qualificato, e poi c'è poco controllo, e tutto questo non impedisce ai bracconieri di fare razzie. Per salvare il grande felino è necessaria una cooperazione internazionale, soprattutto tra Cina e Russia, entrambe patrie della tigre siberiana.

14.12.2011

Non siamo pacchi dono!

Abbiamo detto molte volte che un cane non è un pacco dono, ma se a Natale non si riesce a fare a meno di regalare un cucciolo, la regola, per evitare truffe e non essere implicati in scambi poco trasparenti, è quella di verificare sempre la riconoscibilità del venditore: «No agli acquisti online da persone estranee delle quali si conosce solo il numero di telefono. E guai agli scambi in autostrada, senza poter risalire all'allevamento e ai genitori dell'animale». E' indispensabile, inoltre, richiedere subito la documentazione sanitaria che certifichi la corretta profilassi. Le cautele, però, non sono mai troppe: Spesso, gli esemplari di provenienza illegale sono imbottiti di antibiotici, ma non curati in modo adeguato».
Il Paese leader del commercio fuorilegge è l'Ungheria, dove molti agricoltori si sono riconvertiti lucrando sullo spaccio di animali, con la complicità di veterinari corrotti. Un movimento, tra legale e illegale, di circa 400mila esemplari l'anno. Le razze più gettonate sono chihuahua, carlino, pincher. In ascesa gli esemplari di taglie più grandi, come labrador e San Bernardo, che possono rivelarsi poco sicuri: «Se strappati alla madre prima dei due mesi non sono ancora stati educati a mordere senza ferire. Il business, è fiorente, pensate: un cucciolo con documenti e microchip si vende a 50 euro, per schizzare a 400 su Internet e a 1.000 nei negozi. Circa il 40% non sopravvive al trasporto.
Ma non è tutto, La legge punisce anche l'acquirente. Una soluzione alternativa sono i canili: «Ospitano animali di tutte le età. Adottarne uno a Natale sarebbe un bel gesto, oltre a ridurre i costi per la collettività».



13.12.2011

L'origine del cane

Una nuova luce è stata gettata recentemente sull'origine del cane, o meglio, del cane addomesticato. Secondo quanto riportato niente di meno che dall'inserto scientifico del New York Times, le origini del cane domestico andrebbero ricercate nell'antica Cina meridionale di almeno 11 mila anni fa. Lo studio, di origine svedese, sostiene una tesi piuttosto forte: in Cina, l'uomo avrebbe allevato un cane domestico per questioni alimentari. Proprio così: per fame.
L'idea del team scientifico è semplice: dopo aver appurato dallo studio del DNA cani sparsi in varie parti del mondo, che tutti i cani sembrano appartenere ad un unico gruppo con un solo evento di antica addomesticazione. Si pensa che gli antichi cacciatori del sud della Cina abbiano catturato i lupi e, successivamente li avrebbero nutriti , allevati e …. Mangiati.
Solo in un secondo momento, quasi per caso, quegli stessi cacciatori avrebbero scoperto quanto utili potessero diventare questi preziosi animali.
Una cosa è certa, in Cina i cani vengono ancora mangiati. Ed è tutto per oggi



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