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Il magazine degli animali

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26.5.2011

Mare e spiagge anche per loro

La località balneare più virtuosa è Rimini, con 13 "Bau beach" o spiagge "Animal friendly": tratti di costa attrezzati e ospitali con i turisti a quattro zampe, che accolgono cioè gli animali domestici con i loro "padroni". A tutt'oggi queste spiagge sono una settantina in tutt'Italia, ma è l'Emilia Romagna a trionfare con una trentina di splendide spiagge: È il risultato di un'azione portata avanti con determinazione dal ministero del turismo condotto dal ministro Michela Brambilla.
Meta dei bagnanti che «giustamente non vogliono separarsi dai loro beniamini nei momenti di vacanza» anche la Toscana, dove le bau beach sono una decina: per l'esattezza, oltre alle quattro di Piombino, due a Cecina, e poi a Grosseto, Porto Azzurro, San Vincenzo. Subito dopo viene la Liguria, con otto spiagge, la Sardegna, il Lazio, le Marche con quattro ciascuna.
L'ordinanza stabilisce che alla Bau Beach «possono accedere alla spiaggia esclusivamente i cani regolarmente iscritti all'anagrafe canina», che «possono fare il bagno in mare nello specchio acqueo antistante la zona sopraindicata sotto il controllo e con la responsabilità del proprietario» e che «qualunque deiezione degli animali stessi deve immediatamente essere rimossa a cura del proprietario munito di paletta/raccoglitore e riposta negli appositi contenitori».
Vi ricordo che se volete consultare le spiagge che accettano gli animali troverete l'elenco su www.prontofido.net oltre a
www.turistia4zampe.it del ministero del Turismo.

25.5.2011

Sperimentazione? Meglio lanciare una moneta

«Il lancio di una monetina è più predittivo di una sperimentazione su animali». A sostenerlo è André Menache, medico veterinario e direttore di Antidote Europe, intervenuto a Roma alla conferenza "L'errore nella ricerca biomedica", un appuntamento organizzato per parlare proprio della sperimentazione animale. «Numerosi studi hanno comparato la tossicità di un farmaco negli animali con le reazioni avverse al farmaco osservate in pazienti umani. La correlazione tra i due ordini di dati in media è del 30%, il che rende i test sugli animali persino meno affidabili del lancio di una monetina».
«Il dato - prosegue Menache - è dimostrato anche dalle numerose morti che avvengono nei Paesi occidentali per reazioni avverse ai farmaci. Questi decessi occupano il quarto posto tra le cause di morte dopo infarto, tumore e ictus. Abbandonando i test sugli animali - propone - potremmo finalmente destinare risorse più adeguate allo sviluppo e al perfezionamento dei metodi di ricerca basati sull'uomo, attualmente predittivi solo al 75%, rendendoli ancora più accurati e affidabili».
«Ogni specie reagisce in modo diverso – ha commentato Fabrizia Pratesi De Ferrariis, coordinatrice del Comitato scientifico Equivita - basti pensare che perfino ratti e topi, specie strettamente imparentate, offrono risposte differenti tra di loro nel 60% dei casi. È un errore metodologico - conclude - considerare gli animali modelli attendibili per l'uomo».








24.5.2011

I più vicini all'estinzione

Un gruppo di zoologi australiani dell'Istituto per l'Ambiente dell'università di Adelaide, ha messo a punto un indice per determinare quanto vicine all'estinzione siano le specie animali con la speranza di prevenire la scomparsa di alcune delle popolazioni.
Partendo dalla teoria che le specie hanno bisogno di circa 5.000 individui per sopravvivere, e se le popolazioni scendono sotto quei livelli, il rischio di estinzione è
alto e la specie non potrà affrontare eventi come gli incendi boschivi. Alcune specie hanno subito massicci declini a causa del disboscamento o del cambiamento climatico, e altre sono a rischio per effetto della caccia e dello sfruttamento eccessivo, come il commercio della carne di selvaggina.
Gli zoologi australiani hanno studiato 95 specie di mammiferi dei diversi continenti, concludendo che quasi il 20% è vicino all'estinzione. Più della metà di queste sono vicine al punto di non ritorno, con popolazioni a livelli insostenibili. Fra queste il rinoceronte di Giava, l'asino selvatico africano, la lince iberica e il lupo etiope. «Se un animale è diventato così raro che per salvarlo è necessaria una gran quantità di denaro e di risorse, oppure perchè l'habitat è scomparso, come nel caso del rinoceronte di Giava, purtroppo non vale più la pena di cercare di salvarlo», dichiara Bradshaw. «È una conclusione controversa ma inevitabile, dato che le risorse disponibili sono limitate».

23.5.2011

Per fido: vacanza o pensione?

Risponde Sabrina Giussani Medico Veterinario specialista in medicina del comportamento
Trascorrere le vacanze insieme al proprio cane o gatto sarebbe indubbiamente la scelta migliore ma non è sempre possibile! Per quanto riguarda il cane la pensione (presso parenti, amici o strutture specializzate) è, nella maggior parte dei casi, la soluzione ottimale. Infatti, il cane è un animale sociale e preferisce rimanere in “compagnia” anche in assenza della famiglia. È bene dapprima visitare la pensione e successivamente abituare il cane a rimanervi qualche ora, un pomeriggio e la notte per poi rientrare presso l'abitazione. Così facendo conoscerà il luogo e saprà che, prima o poi, la famiglia lo porterà a casa. Per quanto riguarda il gatto la scelta è più complessa. Questo animale, la maggior parte delle volte, preferisce rimanere nella propria abitazione anche in assenza della famiglia. È bene che un cat sitter trascorra con lui qualche ora al giorno, pulendo la cassetta, somministrando cibo ed acqua e accendendo la televisione e facendolo giocare … in modo da superare l'improvvisa assenza dei famigliari rumori domestici

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