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Il magazine degli animali

In onda su Radiomontecarlo tutti i giorni alle ore 14,45.

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24.5.2011

I più vicini all'estinzione

Un gruppo di zoologi australiani dell'Istituto per l'Ambiente dell'università di Adelaide, ha messo a punto un indice per determinare quanto vicine all'estinzione siano le specie animali con la speranza di prevenire la scomparsa di alcune delle popolazioni.
Partendo dalla teoria che le specie hanno bisogno di circa 5.000 individui per sopravvivere, e se le popolazioni scendono sotto quei livelli, il rischio di estinzione è
alto e la specie non potrà affrontare eventi come gli incendi boschivi. Alcune specie hanno subito massicci declini a causa del disboscamento o del cambiamento climatico, e altre sono a rischio per effetto della caccia e dello sfruttamento eccessivo, come il commercio della carne di selvaggina.
Gli zoologi australiani hanno studiato 95 specie di mammiferi dei diversi continenti, concludendo che quasi il 20% è vicino all'estinzione. Più della metà di queste sono vicine al punto di non ritorno, con popolazioni a livelli insostenibili. Fra queste il rinoceronte di Giava, l'asino selvatico africano, la lince iberica e il lupo etiope. «Se un animale è diventato così raro che per salvarlo è necessaria una gran quantità di denaro e di risorse, oppure perchè l'habitat è scomparso, come nel caso del rinoceronte di Giava, purtroppo non vale più la pena di cercare di salvarlo», dichiara Bradshaw. «È una conclusione controversa ma inevitabile, dato che le risorse disponibili sono limitate».

23.5.2011

Per fido: vacanza o pensione?

Risponde Sabrina Giussani Medico Veterinario specialista in medicina del comportamento
Trascorrere le vacanze insieme al proprio cane o gatto sarebbe indubbiamente la scelta migliore ma non è sempre possibile! Per quanto riguarda il cane la pensione (presso parenti, amici o strutture specializzate) è, nella maggior parte dei casi, la soluzione ottimale. Infatti, il cane è un animale sociale e preferisce rimanere in “compagnia” anche in assenza della famiglia. È bene dapprima visitare la pensione e successivamente abituare il cane a rimanervi qualche ora, un pomeriggio e la notte per poi rientrare presso l'abitazione. Così facendo conoscerà il luogo e saprà che, prima o poi, la famiglia lo porterà a casa. Per quanto riguarda il gatto la scelta è più complessa. Questo animale, la maggior parte delle volte, preferisce rimanere nella propria abitazione anche in assenza della famiglia. È bene che un cat sitter trascorra con lui qualche ora al giorno, pulendo la cassetta, somministrando cibo ed acqua e accendendo la televisione e facendolo giocare … in modo da superare l'improvvisa assenza dei famigliari rumori domestici

20.5.2011

Tito non vuole la museruola

Come tutti i venerdì dedichiamo il nostro magazine alle vostre domande arrivate via mail all'indirizzo di prontofido@prontofido.net
Oggi rispondiamo a Renzo che ha un problema con il suo volpino Tito di 10 anni. Da circa un mese non tollera più la museruola… ogni volta che qualcuno prova a mettergliela morde.
Sentiamo la risposta di Daniela Lisi la nostra educatrice cinofila.
Caro Renzo, il discorso museruola per la maggior parte dei cani non è un argomento per niente gradito. E poiché Tito non è stato abituato sin da piccolo a metterla per lui è sicuramente uno dei peggiori argomenti.
Per far si che la museruola sia un oggetto che il cane non teme occorre abituarlo sin da cucciolo facendola passare come uno dei suoi giochi preferiti.. magari ne parleremo più avanti nello specifico.
Quando si tratta invece di abituare un cane adulto il discorso è un po' più complicato..
Ci sono una sorta di accorgimenti da seguire per far si che il cane sopporti al meglio questo strano e sconosciuto oggetto. Il metodo migliore è associare la museruola a dei gustosi bocconcini.
Se ne infilano alcuni all'interno, si lascia la museruola in terra e si aspetta che il cane si avvicini spontaneamente. Poi come sempre dico, occorre procedere per gradi.. quindi la volta successiva teniamo in mano la museruola con all'interno i bocconcini e lasciamo che il cane li mangi. Procediamo così per un po' di volte.
Quando pensiamo che il cane sia pronto a sopportare la museruola proviamo ad infilargliela mettendo prima all'interno i soliti bocconcini. La lasciamo su per qualche istante poi la togliamo. Le volte successive allunghiamo un po' i tempi e premiamo sempre ogni volta che gliela togliamo.
Se voi con Tito non avete usato questo metodo ma lo avete “obbligato” ad infilarla.. ogni volta avete aumentato la sua fobia per questo arsene.. tant'è che ad un certo punto non ha più sopportato neanche di vederla..
Quindi il mio consiglio è di ricominciare da capo seguendo tutto l'iter che vi ho appena detto...
Una raccomandazione è di avere molta molta pazienza. E soprattutto non sgridate Tito se cerca di mordervi. Interrompete e riprendete il giorno dopo.
Un metodo alternativo alla museruola classica è quella morbida.. che per tenere Tito buono dal veterinario forse potrebbe essere una soluzione. .
Grazie Daniela. Aspettiamo le vostre domande per educare il vostro amico qui a prontofido@prontofido.net

19.5.2011

Stop a orecchie e code tagliate

Oggi apriamo il Magazine parlando dei vari ordini e contrordini sugli interventi estetici ai nostri amici. Ma questa volta c'è la notizia è positiva: tagli di code e orecchie ai cani saranno permessi solo “se un veterinario li considera un intervento non curativo necessario sia per ra¬gioni di medicina veterinaria, sia nell'interesse di un determinato ani¬male”. Questa nuova Ordinanza del Ministero della Salute sulla tutela dell'incolumità pubblica dall'aggressione dei cani, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale cancella la Nota precedente con la quale il Ministro Ferruccio Fazio aveva tentato di riaprire le porte del taglio delle code su alcune categorie di cani, in particolare quelli usati nella caccia.
Il nuovo punto dell'Ordinanza ministeriale vieta “gli interventi chirurgici destinati a modificare la morfologia di un cane o non finalizzati a scopi curativi in conformità all'articolo 10 della Convenzione Europea che, appunto, prevede eccezioni operate e certificate da un medico veterinario nell'interesse di un singolo cane e non di categorie.
La volontà del Ministero è chiara tanto più l'allargamento del divieto operato dalla nuova Ordinanza alla “esposizione” dei cani con orecchie o code tagliate, alla già perseguita “vendita e commercializzazione” degli stessi..
Una cosa è certa: i nostri amici si sentono sollevati.
Vi terremo informati sugli sviluppi. Ed è tutto

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