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Il magazine degli animali

In onda su Radiomontecarlo tutti i giorni alle ore 14,45.

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4.10.2016

Vespa velutina feroce predatore

La Vespa velutina, feroce predatore, ha cominciato ad attaccare le colonie di api britanniche dopo avere devastato quelle belghe, francesi, spagnole, portoghesi e italiane. Ma Se le api della campagna sono sempre più minacciate da pesticidi e predatori, c'è un solo modo per salvarle: farle crescere in città.
Ricordiamo che Questa Vespa velutina viene dall'Oriente ed è arrivata in Europa nel 2004, usando come cavallo di Troia una cassa di vasellame cinese. Attacca anche l'uomo, qualche volta con esiti mortali, ma, come dicevamo, la sua preda preferita sono le api, delle quali si ciba. Questa vespa è un pericolo serio e ha creato l'allerta anche in Piemonte e in Liguria, dove è già presente, e in Toscana, dove sta per arrivare. Lei è considerata una delle responsabili della sparizione delle api, insieme con la progressiva distruzione del loro habitat. Con un'eccezione: a Londra la popolazione delle api sta crescendo in modo vertiginoso. Nelle terrazze dove si coltivavano fiori e piante, però da qualche tempo molti abitanti hanno cominciato a dotarli di piccole arnie per l'allevamento delle api. Altri alveari sono stati collocati lungo i canali e si calcola che in città ve ne siano già almeno 2.500, sparsi fra i grandi parchi e le abitazioni private. Questa idea arriva dall'Opera di Parigi, che ha sul tetto cinque arnie abitate da 250 mila api, ora presenti anche sopra l'Opera Bastille «E' importante – ha dichiarato” il capo del London Pollinator Project – che la gente contribuisca a salvare le api. Non solo con le arnie, ma anche semplicemente coltivando i fiori che le nutrono, come la salvia e il lillà».
Piccoli gesti alla portata di tutti, che possono fare una grande differenza.

3.10.2016

Quando interrompere l'antiparassitario?

Quando devo interrompere l'antiparassitario? Il veterinario suggerisce ottobre ma quest'anno è un autunno particolarmente caldo, come mi devo comportare? Grazie per la risposta. Anita
"Buongiorno, la profilassi verso i parassiti esterni deve essere modulata esclusivamente sulla base del rischio epidemiologico presente nella zona geografica ove il cane soggiorna, anche per brevi periodi, oltre che per "casa sua".
Oggi infatti il problema non sono solo le pulci e le zecche ma la possibilità che l'animale venga in contatto con altri vettori, come zanzare e pappataci/flebotomi, che possono essere paritcolarmente pericolosi. La strategia quindi è sempre di più preventire tutte le malattie trasmesse da vettore (di solito insetti che pungono succhiando il sangue degli animali a sangue caldo)
Ci sono quindi cani (e gatti) che devono essere trattati solo nella stagione temperata / calda ed altri che devono essere protetti per 12 mesi all'anno, senza alcuna interruzione.
Di sicuro è evidente un fatto importantissimo: la relativa "tropicalizzazione" climatica del nostro paese ha modificato di molto le cartine del rischio negli ultimi 10 anni e non bisogna più affidarsi alla automedicazione.
Bisogna ssolutamente consultare il proprio veterinario curante che, in base ai dati che voi proprietari fornirete, potrà decidere come e quando usare i vari prodotti, siano in gocce (detti Spot-on) siano collari antiparassitari siano per uso orale, con varie possibili modulazioni terapeutiche.
Quindi alla domanda non c'è una sola risposta, ma come dico sempre per ogni paziente c'è la soluzione giusta.
Facciamo quindi attenzione: il medico veterinario è la figura che vi deve aiutare sempre in queste cose che sono fondamentali per la salute del vostro amato compagno.
Cari saluti Dr Emanuele Minetti Milano"

30.9.2016

Coppia in disaccordo

"Salve, abbiamo un gatto maschio di 1 anno e mezzo castrato. Poi abbiamo preso una femminuccia, al primo calore è rimasta incinta. durante il parto il maschio è stato trasferito per due mesi. Dopo due giorni dal suo ritorno i cuccioli sono stati addottati e lei è stata sterilizzata. Adesso però non vanno più d'accordo e io non riesco capire come mai. Cosa devo fare per farli stare tranquilli?? Grazie per la risposta. Buonagiornata. Joanna." Risponde la dottoressa Sabrina Giussani Medico Veterinario esperta in comportamento animale:
"Buongiorno Loredana e buongiorno a tutti gli ascoltatori. La gravidanza, il parto, la separazione, la riunione … sono eventi che possono minare anche le amicizie più strette. Durante quei sessanta giorni, gli odori famigliari che i gatti portavano sul corpo sono cambiati, la femmina ha iniziato a secernere i feromoni di appagamento per i piccoli tra le mammelle mentre il maschio ha acquisito gli odori della famiglia in cui è stato trasferito. Al ritorno a casa, il maschio ha trovato una compagna molto cambiata, che lo ha aggredito trattandolo come un nemico poiché la loro relazione si è interrotta bruscamente e all'improvviso due mesi prima. I gatti devono trovare un nuovo equilibrio, così come accade a noi quando c'è una crisi di coppia. Consiglio alla proprietaria di applicare nell'ambiente i feromoni di appagamento felini e lasciare che i gatti recuperino la relazione senza forzarli, sgridarli o cercare di avvicinarli. Se dopo due settimane la situazione rimanesse inalterata, è necessario realizzare una visita presso un Medico Veterinario Esperto in Comportamento Animale così che sia possibile seguire un progetto riabilitativo. Alla prossima settimana."





29.9.2016

Gli animali fuggono al Nord

Il professor Martin Robards della Wildlife Conservation Society non credeva ai propri occhi quando ha visto una Sterna Caspia allevare i propri pulcini in una spiaggia del Mare dei Chukchi, ben oltre il Circolo polare artico. Quel maestoso uccello non avrebbe dovuto essere lì, ma 1.600 chilometri più a Sud, nello stato di Washington, «è stato un autentico choc», ha detto Robards, perché conferma in modo drammatico come il riscaldamento globale stia portando sempre più a Nord centinaia di specie animali: dove prima c'era il ghiaccio ora ci sono terreni liberi da conquistare, e in natura nessun nuovo spazio resta mai vuoto troppo a lungo. L'arrivo della sterna nel Nord dell'Alaska è un bruttissimo segnale, per chi studia i mutamenti climatici. L'Università del Queensland stima che l'83% delle specie artiche di volatili sarà estinta entro il 2070. L'acqua che si è sciolta dall'Alaska ha già aumentato di 2,9 millimetri il livello dei mari e i biologi prevedono il peggio: i danni all'ecosistema saranno ingenti, i vecchi habitat degli animali selvaggi verranno distrutti e occupati dai nuovi conquistatori. Tra questi c'è una specie più pericolosa di tutte le altre, l'uomo, che si prepara a occupare l'Artico libero dai ghiacci. Scaverà miniere e pozzi di petrolio, costruirà alberghi, strade e porti, ammorbando l'aria e l'acqua di luoghi finora incontaminati, accelerando la devastazione del mondo e la sua stessa fine.
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