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Il magazine degli animali

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24.9.2010

Cucciolo o adulto?

Oggi rispondiamo a Rita che vorrebbe adottare un cane e ha bisogno del nostro aiuto. Non avendone mai avuto uno vuole sapere se potrebbe avere difficoltà con un cane di taglia media, quale razza potrebbe essere migliore per lei ed infine se prendere un cucciolo o un cane già adulto.
Cara Rita, prima di tutto volevo dirti BRAVA! Purtroppo ci sono ancora molte persone che decidono di prendere un cane senza porsi alcuna domanda sulla gestione che comporta l'animale e molto spesso quando si parla di razze non ci si documenta su quale potrebbe essere quella giusta per noi.
La tua paura per la gestione di un cane di taglia media è del tutto normale ma non pensare che prenderne uno di taglia piccola sia differente , anzi a maggior ragione se hai intenzione di tenere il cane in giardino ti consiglio di prenderne uno di taglia media più in grado di affrontare l'inverno, nella maggior parte dei casi i cani di taglia piccola vengono tenuti in casa.
Per quanto riguarda la razza, come primo cane ti sconsiglio di prendere un husky, le razze siberiane sono molto forti ed occorre polso ed esperienza per educarli in modo corretto, quindi segui il tuo istinto e vai al canile di sicuro troverai il cane giusto per te. Quanto dice tuo marito in merito alle difficoltà per la gestione di un cane già adulto non è sempre corretto. Ci sono cani di canile adulti che obbediscono molto più di cani presi da cuccioli con i quali chi non ha esperienza può sbagliare nell'approccio e commettere degli errori durante l'educazione del piccolo. Al canile con l'aiuto dei volontari che conoscono ogni cane potrai trovarne uno che rispecchia le tue esigenze.
In ogni caso nel frattempo informati il più possibile con libri e riviste sull'educazione del cane sia da adulto che da cucciolo in modo da non trovarti completamente impreparata. In entrambe i casi la cosa la cosa migliore fare sarebbe un corso di educazione di base durante il quale anche tu imparerai moltissimo.
Tienici informati!

23.9.2010

Cane e gatto chi è il migliore?

Questa è una sfida il cui risultato non sarà visto come definitivo. Anche perché le due «squadre» si incontrano e scontrano da secoli, e ciascuno resta della propria idea.
A dare una risposta risolutiva ci ha provato il settimanale inglese New Scientist. E per togliere subito dente e dolore, il responso è — di strettissima misura — a favore di pastori tedeschi, chihuahua e affini. Sei a cinque, su un totale di 11 sfide dirette: undici categorie, dal numero di neuroni all'«impronta ecologica» per stabilire quale dei due amici dell'uomo sia da ritenere «superiore».
Si inizia con un confronto sui cervelli: e per una volta le dimensioni non contano. Però i neuroni della corteccia cerebrale felina surclassano quelli della controparte: 300 milioni contro 160. Certo la storia di «addomesticamento» di labrador e simili è più lunga di quella dei mici, il legame tra animale e padrone sembra più saldo e «naturale» nei cani, che hanno anche una maggiore capacità di comprendere parole e sguardi.
I gatti, per contro, sono più «popolari» e hanno un'abilità superiore nella comunicazione «sonora». I cani tornano a vincere nel problem solving, tipo aprire le porte, e sull' «addestrabilità». E se i mici trionfano nei settori «supersensi» ed «ecosostenibilità», cioè consumano meno , l'ultimo punto va a Fido e soci: l'«utilità» di chi «può cacciare e fare la guardia. O 'sniffare' droghe e bombe». Vuoi mettere con chi sa «solo» cacciare i topi?
Noi comunque li amiamo tutt'e due. E' tutto

22.9.2010

Rishiukha, cane che fa la spesa

Udite Udite! Un cane randagio ha imparato a riconoscere e ad usare i soldi per comprarsi il cibo. E' successo in Ucraina, e più esattamente a Kharkov.
Secondo quanto riferisce il quotidiano Komsomolskaia Prava, questo eccezionale quattrozampe è diventato cliente fisso di un negozio di alimentari dove per oltre un anno gli veniva offerto qualche pezzo di pane.
Un giorno un cliente del negozio per scherzo gli ha dato una grivnia, una banconota ucraina, e a questo punto il cane si è precipitato al reparto salumi, ricevendo in cambio delle fette di salame. Tutto questo viene raccontato con orgoglio da Irina, la commessa del negozio.
Ma la storia del nostro eroe non finisce qui, da quel giorno molti clienti regalano una banconota per ammirare le prodezze del cane che ormai ha delle preferenze e pretende la scelta tra salsicce, salami e cosce di pollo.
Il nome del cliente a quattrozampe è Rizhiukha, che significa “pelo rosso” ed è diventato una vera e propria attrazione per il negozio ma anche una fonte di incasso: la sua presenza e la sua spesa rendono dalle 10 alle 30 grivnie al giorno.
Si può veramente dire: si guadagna la pagnotta. E' tutto

21.9.2010

I gatti non hanno padroni ma schiavi

C'è un detto che recita: «I cani hanno padroni, i gatti hanno degli schiavi». Che si sia d'accordo o meno, a confermare la teoria che vuole i felini come abili e sottili manipolatori degli umani che di loro si prendono cura vi è ora una ricerca britannica. Realizzata dalla University of Sussex e pubblicata sul giornale scientifico Current Biology, l'analisi ha svelato come gli amici gatti riescono effettivamente a sfruttarci e a farsi accontentare grazie a un “miao” tutto particolare.
E' infatti un modo speciale di fare le fusa, mescolato a un miagolio basso che in qualche modo ricorda il pianto di un neonato, l'arma segreta utilizzata dai gatti quando hanno bisogno di attirare la nostra attenzione per ottenere ciò che desiderano, e cioè cibo o una lettiera pulita. Infatti, a differenza del solito miagolare insistente, che spesso porta il padrone di casa infastidito ad allontanare il gatto dalla stanza, questo verso particolare è irritante ma al tempo stesso irresistibile, e non può essere ignorato.
Analizzando la reazione a diversi tipi di miagolio da parte dei partecipanti allo studio, la ricerca ha potuto stabilire che le fusa miste a tale tipo di pianto suscitano attenzione anche in quanti non hanno mai avuto un micio. E, sempre secondo lo studio inglese, infatti, sono emesse a una frequenza che agisce sul cervello dell'uomo e attiva l'istinto di protezione che normalmente entra in gioco quando dobbiamo prenderci cura dei bambini. In pratica, quando il micio emette questo verso, sentiamo la necessità impellente di accontentarlo purché smetta. Ed ecco spiegato perché al mattino, appena svegli, non c'è verso di riuscire ad andare in bagno o di farsi un caffè se prima non si è dato da mangiare al micio, che con il suo miagolio irresistibile e misterioso ci guida sapientemente verso la ciotola e la busta dei croccantini.
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