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Il magazine degli animali

In onda su Radiomontecarlo tutti i giorni alle ore 14,45.

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10.12.2010

Problemini con Jack Russel

E' il momento delle vostre mail qui a prontofido@prontofido.net
Oggi rispondiamo ad un'ascoltatrice che ci scrive da Aosta di cui però non sappiamo il nome… ha due problemini con il suo piccolo incrocio di Jack Russel di 5 mesi. Risponde Daniela Lisi, educatrice cinofila:
“Allora, il primo problema è la fobia ad entrare nel portone di casa.
Tieni conto che i cuccioli a quell'età sono molto sensibili e le fobie sono all'ordine del giorno. Ogni momento è buono per vivere nuove esperienze e qualsiasi di queste per loro è un segno indelebile per il futuro. Molto probabilmente una delle ultime volte in cui il cucciolo ha attraversato la porta è successo qualcosa che tu non hai notato… scrivi di essere certa che nessun evento negativo sia stato associato al portone di casa… ma spesso ci sono rumori o piccolezze di cui non ci accorgiamo e che il nostro cane, in quanto tale, invece percepisce…. Ad esempio il portone potrebbe essersi chiuso in concomitanza con un rumore esterno che tu non hai notato e che invece lo ha spaventato.. oppure potrebbe essere successo che il portone lo abbia sfiorato.. e tenendo conto delle proporzioni del piccolo rispetto alla porta l'essere turbato è assolutamente giustificabile.. ma i motivi non individuabili da parte nostra possono essere svariati.
Comunque, la soluzione è quella di non obbligarlo con la forza ad attraversare il punto critico ma di cercare con tanta pazienza di fargli passare questa paura. Provate ogni volta che potete a bloccare il portone, attraversatelo e con fare molto giocoso e qualche premietto gustoso, richiamate il piccolo facendolo passare senza che se ne accorga. In pratica, occorre associare al portone qualcosa che gli piace. Visto l'incrocio con un Jack Russel potreste provare con una pallina…

Il secondo problema è che ad Aosta c'è neve e lui, povero piccolo, soffre il freddo alle zampe..come tanti cani d'altronde.
Tu non vuoi mettergli le scarpette perché contraria a questo tipo di accessori… ma visto che la crema idratante non ha ottenuto gli effetti che volevi… l'unica cosa che posso dirti è: mettigli le scarpette.
Io ho sempre pensato che i cappottini per cani fossero delle vere idiozie.. ma quando mi sono ritrovata con due levrieri in mezzo alla neve, ho ringraziato chi li ha inventati!”

9.12.2010

Il foie gras è una malattia

"Il foie gras è una malattia, non una prelibatezza". Parola di Bond, James Bond. A pronunciare la drastica sentenza sul patè più amato dai francesi, che noi del Magazine degli animali abbiamo trattato più volte, è stato Sir Roger Moore, in un videoappello a non acquistare fegato d'oca nei negozi e a non ordinarlo nei ristoranti. Moore, che è anche ambasciatore dell'Unicef, ha deciso di prestare la propria immagine all'associazione Peta facendosi promotore della campagna contro un prodotto alimentare che esiste solo in quanto risultato finale di una malattia indotta forzatamente nelle oche e nelle anatre.
Ricordiamoci che Il foie gras, letteralmente fegato grasso, viene ottenuto inducendo nelle oche o nelle anatre la steatosi epatica, un fenomeno dovuto all'ingrossamento abnorme che registra il fegato a seguito dell'ingestione di grosse quantità di mais e altri mangimi. Un risultato che viene ottenuto infilando nel becco e nel collo degli animali un lungo tubo di metallo attraverso cui viene fatto passare il cibo compresso senza che il povero volatile abbia la possibilità di opporvisi. La produzione di foie gras è illegale in molti paesi, in quasi tutti quelli dell'Ue, anche se in Francia e in Belgio, il foie gras è considerato uno dei fiori all'occhiello della cucina regionale. In Italia la produzione è illegale dal marzo 2007.
Sir Roger Moore ha iniziato nel 2006 a prendere posizione contro il foie gras. E la sua campagna ha registrato un grosso successo: la catena Selfridges ha deciso che avrebbe eliminato il foie gras dai propri magazzini. Moore aveva anche scritto a tutti i membri del parlamento britannico, chiedendo loro di impegnarsi attivamente nella battaglia contro la vendita di questo genere di cibo nel Regno Unito ed era intervenuto su diversi media inglesi per sostenere la battaglia per aiutare oche e anatre.
Diamo anche noi un aiuto evitando di consumare patè de foi gras.

7.12.2010

Coccole, coccole e ancora coccole

Coccole, coccole e ancora coccole. Se non si fosse capito oggi al Magazine degli animali parliamo di coccole trattate da una ricerca che certifica su basi scientifiche il nostro amore per i cani e i gatti.
Un team di biologi giapponesi ha infatti scoperto che coccolare, accarezzare o anche solo stabilire un contatto visivo con un animale domestico, fa aumentare nei padroni i livelli di un ormone chiamato ossitocina.
Questo ormone è legato strettamente alle emozioni dell'amore, dell'amicizia e soprattutto dell'affetto genitoriale. Sulla base di questa recente scoperta giapponese, i nostri animali farebbero provare le stesse piacevoli sensazioni dei bambini in culla. Lo studio condotto dagli esperti della Azuba University si è basata sulla seguente intuizione: può l'ossitocina essere amplificato anche da un contatto sociale tra specie differenti? I due scienziati hanno avviato lo studio dopo aver notato che a seguito di coccole e giochi con i loro cani, l'umore cambiava.
Questa ricerca si è basata su una sessione di analisi in laboratorio nella quale un gruppo di padroni ha fornito un campione di urina prima e dopo aver giocano per un'ora e mezzo con i loro cani, mentre un altro gruppo ha fornito campioni senza aver interagito con i loro amici animali.
Il risultato è stato molto interessante: l'interazione con cani e gatti produce un incremento di circa il 20% di ossitocina.
Morale: cani e gatti stimolano emozioni simili a quelle dei figli.
E allora coccole, coccole e ancora coccole.

6.12.2010

Bimbi in linea grazie a Fido

Da uno studio di ricercatori della Deakin University di Melbourne è risultato che I bambini in sovrappeso potrebbero perdere qualche chilo di troppo semplicemente possedendo un cane. E tutto questo grazie ad una dieta più sana, attività fisica ma anche giocando con il proprio fedele amico a quattro zampe. I bambini infatti che passano del tempo con Fido hanno fino al 50 per cento in meno di probabilità di avere problemi di sovrappeso.
Per arrivare a queste conclusioni i ricercatori hanno condotto una ricerca, intervistando 1.100 famiglie che hanno bambini di età compresa tra i 5 e i 12 anni. Ebbene, dai risultati è emerso che i bambini con il cane sono il più delle volte in ottima forma.
Per i genitori che stanno cercando di far spegnere i computer e la tv ai loro bambini e farli uscire fuori a giocare, avere un animale domestico può essere una buona strategia. In effetti, nel campione di bambini analizzato solo il 20 per cento dei bambini con un cane è risultato in sovrappeso, contro il 25 per cento di chi non ha nessun animale domestico.
E allora, se state pensando di adottare un animale che diventi un amico di gioco del vostro bambino, visitate la sezione delle adozioni dai canili di www.prontofido.net

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