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Il magazine degli animali

In onda su Radiomontecarlo tutti i giorni alle ore 14,45.

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29.8.2016

Antibiotici insieme alla carne

Sapevate che ogni anno un consumatore medio di carne ingerisce a sua insaputa quasi 9 grammi di antibiotici, equivalenti a un poker di terapie? E' il risultato di un nuovo dossier della Lav che porta alla luce i rischi sanitari ancora poco conosciuti dai carnivori. L'ingestione continuata di questi medicinali, può provocare alla lunga disturbi intestinali cronici e può rendere i trattamenti antibiotici inefficaci quando veramente servono.
Il dossier è stato pubblicato dalla Lav in concomitanza con l'uscita del romanzo-inchiesta “Se niente importa. Perché mangiamo gli animali?” dove si descrive con realismo il sistema degli allevamenti intensivi, mettendone in discussione la necessità e in evidenza le sofferenze inflitte agli animali.
Le condizioni di vita negli allevamenti industriali sono responsabili del debole stato di salute degli animali. Senza i farmaci, quindi, non sarebbe possibile far funzionare alcun allevamento intensivo. Pensate che per produrre 1 chilo di carne sono impiegati mediamente 100 mg di antibiotici. I farmaci rimangono spesso nei tessuti degli animali e arrivano nel piatto. Il maggior fattore di rischio è rappresentato dal consumo di carne macinata di manzo cruda o poco cotta, ma ne è stata dimostrata la presenza anche in carni di pollo, agnello e maiale.
Secondo la Fao entro il 2050 i consumi mondiali di carne raddoppieranno. “Raddoppiare questi numeri significa portare al collasso la Terra sotto il profilo ecologico, sanitario ed economico. I cittadini pagheranno sempre di più con la loro salute un metodo di produzione animale altamente rischioso. E' indispensabile riconvertire il sistema alimentare attuale verso un sistema ‘sostenibile' iniziando dal non considerare più gli animali come cibo indispensabile perché così non è: proteine, carboidrati, vitamine, sali minerali e grassi sono ampiamente disponibili nel mondo vegetale.”

26.8.2016

Il tonno rosso è in ripresa

Buone notizie dal tonno rosso. Dopo quasi 30 anni, da quando era stato lanciato l'allarme per l'eccessivo sfruttamento del Tonno rosso, la Commissione internazionale per la conservazione dei tunnidi atlantici) ha reso noto che il pregiatissimo pesce ha ricostituito i propri stock.
Ricordiamo che il tonno rosso - nonostante alcune notizie allarmistiche - non è mai stato una specie a rischio estinzione, come ha chiarito anni fa un rapporto del comitato tecnico della pesca della Commissione Europea. Dal 1998, per evitare l'eccessivo sfruttamento gli Stati che aderiscono alla Commissione hanno adottato misure restrittive sulla pesca del tonno rosso combattendo nel contempo quella illegale tramite certificazioni e tracciabilità del pesce dal mare al consumo. A partire dal 2006 si è visto comunque che il tonno rosso ha ricostituito i propri banchi. A fianco delle misure restrittive è iniziata un'intensa attività di ricerca scientifica, forse la più complessa e vasta su una singola specie marina mai condotta, con il coinvolgimento di centinaia di ricercatori di 22 Paesi.
«I risultati delle valutazioni scientifiche sono ancora incerti, ma una cosa è sicura: il tonno rosso non rischia più il collasso», ha detto Marco Costantini, responsabile del programma mare di Wwf Italia.
E noi stiamo dalla parte del tonno rosso. Ed è tutto

25.8.2016

Le capre parlano in dialetto

Sapevate che anche le capre parlano in dialetto? E non è tutto, tendono anche ad emettere una tipologia di suoni molto simile ai membri del gruppo con i quali crescono e vivono. Questa curiosa scoperta non fa che confermare che anche negli animali, l'ambiente ha un fortissimo impatto e spesso non ha nulla da invidiare ai geni in fatto di importanza.
Genovese o napoletano, milanese o torinese: l'essere umano a seconda della provenienza geografica parla diversamente. Ma è anche vero che certe volte da bambini è sufficiente una vacanza per acquisire, per condizionamento e imitazione inconscia, l'accento di un altro posto. E anche per le capre funziona così. Proprio come gli esseri umani questi animali sono infatti in grado di sviluppare un accento nel proprio verso che differisce profondamente dall'intonazione di altri gruppi, come fa notare la Bbc nel dare la notizia, proponendo una registrazione di tre differenti versi caprini a seconda del gruppo sociale registrato.
In parole povere il Dna non è tutto e l'ambiente è l'altra variabile assolutamente fondamentale. Un po' come quando da piccoli si va in vacanza e si torna con un altro accento.
Insomma capre ed esseri umani sono molto vicini, ricordiamocelo quando ci propongono un capretto al forno. Ed è tutto

24.8.2016

Bisonte gay

Avete presente il bisonte, Il mitico animale del Far West dall'aspetto forte e virile? Ebbene sappiate che secondo Life-science se non trovano un esemplare del sesso opposto anche fra i bisonti vige la regola del “chi c'è c'è”.
Però i re della prateria non sono gli unici a mostrare questi comportamenti sessuali, all'elenco si aggiungono i trichechi, le scimmie come i bonobo o gli simpanzè, oltre a uccelli, insetti vari, cetacei, elefanti giraffe, iene, leoni, pecore e bovini.
Sempre secondo Life-science esiste una dettagliata casistica di animali involontari testimonial dei diritti omosex. Ad esempio i maschi adulti dei trichechi sono bisex. E, se durante la stagione degli amori si accoppiano con le femmine per procreare, il resto dell'anno si trastullano con esemplari più giovani e dello stesso sesso.
Proprio come avveniva nella civiltà greca e romana.
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