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Il magazine degli animali

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30.6.2010

Il CD per i cani guida

È pigro e apatico, si gira su se stesso, dorme continuamente, ha lo sguardo assente o la pupilla dilatata. Tutti segnali che possono indicare un malessere del cane. Difficili però da decifrare per un non vedente. Allora meglio affidarsi ai suoni prodotti dall'animale. Un guaito più acuto, un colpo di tosse o starnuti a raffica, o ancora uno scrollone diverso dal solito. Ma come distinguere anche piccole sfumature vocali? Per la prima volta su un cd sono stati registrati i «rumori» più frequenti dei cani, sia fisiologici che anomali. «L'obiettivo è aiutare i non vedenti a capire se il proprio cane guida ha problemi di salute», spiega il promotore dell'iniziativa Carlo Ciceroni, che si occupa di comportamento degli animali e collabora da circa quindici anni con la Scuola nazionale cani guida per ciechi di Scandicci.
«Un cane guida va addestrato anche per evitare, ad esempio, che all'improvviso smetta di guidare la persona non vedente o che cominci a correre perché spaventato dal temporale. Quando affidiamo il cane a un cieco, spieghiamo il significato di alcuni comportamenti dell'animale. Così, durante le lezioni alla scuola di Scandicci, alcuni allievi hanno suggerito al veterinario l'utilità di avere un supporto sonoro con i rumori dei cani.
La registrazione del cd con i cani della scuola di Scandicci è avvenuta nello studio di Mirco Mencacci, uno dei più stimati tecnici del suono del cinema italiano. Quando gli hanno parlato di questo progetto, ci ha creduto e ha coinvolto anche il suo amico Alessandro Benvenuti». L'attore e regista toscano nel cd è la voce narrante, quella che spiega i vari suoni dei cani. Primo strumento del genere al mondo, il cd è stato tradotto anche in lingua inglese e sarà presentato al prossimo congresso della Federazione internazionale scuole cani guida che si terrà a luglio a Ottawa, in Canada.

29.6.2010

Viaggi in aereo a rischio

Sapevate che portare il cane nella stiva di un aereo è rischioso? prima di partire per le vacanze portando in volo l'amico a quattro zampe, occorre prendere delle precauzioni.
Questo è l'avvertimento lanciato dal sottosegretario alla Salute, Francesca Martini. Che ha ricordato un episodio vissuto personalmente: “scaricando avevano aperto la gabbia e sono andata in cerca del cane per tutta la pista".
La maggior parte delle compagnie consentono il trasporto del cane in cabina soltanto all'interno di una gabbia e al di sotto dei dieci chilogrammi (gabbia inclusa). Il che praticamente restringe il campo solo ai quattro zampe di piccola taglia, come i chihuahua o i bassotti. Per tutti gli altri l'unico trasporto ammesso è quello in stiva.
Quindi conclude il sottosegretario: se dovete portare il cane in aereo, attenzione a valutare tutti gli aspetti tecnici. Controllate che ci sia la garanzia della pressurizzazione, e valutate bene le condizioni cliniche dell'animale prima del trasporto, perché il viaggio in aereo è comunque sempre traumatico. Il cane deve essere in ottima salute e possibilmente gli va somministrato un lieve sedativo prima della partenza, in modo che l'animale si rilassi".

28.6.2010

USA: i cani in Chiesa sono i benevenuti

Il detto “benvenuto come un cane in Chiesa” indica un ospite molto sgradito, uno insomma che prima se ne va e meglio è, ma la situazione sta cambiando, almeno negli USA. Nell'Illinois e nell'Indiana, infatti, è stata organizzata una squadra di sei cani di supporto ai fedeli nelle chiese. Questi cani lavorano con i religiosi e i volontari per dare conforto alle persone in difficoltà. Oltre a presenziare alle messe domenicali, i cani vanno in visita in ospedali, ospizi e scuole.
Il presidente dell'associazione di beneficenza che li gestisce ha dichiarato: “vediamo i cani come un dono di Dio che li usa per compiere la Sua volontà: aiutare la gente”. I risultati comunque sono incoraggianti: i fedeli in difficoltà sono rasserenati da questa dolce presenza e i cani hanno un modo in più per stare vicini ai loro amici umani.
Iniziativa da importare, non siete d'accordo?

25.6.2010

Arriva Fido dal Canile: ma c'è già un gatto

La scorsa settimana abbiamo affrontato l'inserimento del cane dal canile alla nuova casa nella quale vive già un cane. Oggi parliamo dell'inserimento nella nuova casa all'interno della quale vive già un gatto. Sentiamo come far andare bene le cose da Daniela Lisi la nostra educatrice cinofila
La canzone che dice “Cane e gatto chi l'ha detto che non si può” non diceva proprio una stupidaggine.
Molti di voi sapranno già che la convivenza tra cane e gatto e tranquillamente possibile. Quando uno dei due è un cucciolo la situazione è molto più semplice, se invece il cane ed il gatto sono entrambi già adulti occorre porre più attenzione.
In primis chiedete ai volontari del canile se sanno già quale potrebbe essere la reazione del cane davanti ad un gatto... In ogni caso il mio consiglio è di fare in modo che i due si vedano per la prima volta attraverso un vetro. Se avete un balcone l'ideale sarebbe che qualcuno stesse fuori con il cane e qualcun altro dentro casa con il gatto, dopodiché cercate di capire la reazione di entrambi:
- se il cane inizia ad abbaiare contro il gatto è probabile che una volta a contatto con lui cercherà di rincorrerlo e prenderlo, magari senza fargli nulla, ma solo per il gusto di spaventarlo;
- se invece vedete che il cane non ha nessuna reazione che possa sembrarvi pericolosa i due possono incontrarsi, sempre, mi raccomando, sotto la vostra supervisione;
- ovvio è che occorre fare attenzione anche alla reazione del gatto.. perché vi ricordo che quelle piccole unghiettine possono provocare grossi danni al cane.. un graffio messo bene su un occhio può risultare veramente pericoloso.
Comunque se non siete convinti della possibile convivenza tra i due animali, consultate un educatore cinofilo che vi darà i migliori consigli per la gestione della situazione.
Grazie Daniela, se volete chiedere consigli alla nostra educatrice cinofila D.Lisi prontofido@prontofido.net
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